ROBERT STONE.
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BAIA DELLE ANIME.
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Titolo originale: BAY OF SOULS. 2004.
Traduzione di: Flavio Santi.
2007. SARTORIO Eitore, PAVIA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Vincitore del National Book Award e del William Faulkner Foundation Award, Robert Stone con Baia delle anime ci consegna una sorprendente spy story, che parla anche di noi, delle nostre paure e desideri, di mondi lontani e ancestrali.
Michael Ahearn  un annoiato professore di provincia in una sonnolenta universit del pi campestre Mideast. Una vita normale, fatta di casa, lavoro, piccole preoccupazioni quotidiane, fino all'incontro che sconvolger la sua esistenza con Lara Purcell, cosmopolita esperta di culture del Terzo Mondo.
Insieme a Lara partir per un viaggio alla volta di Santa Trinit, misteriosa isola caraibica, immersa negli inquietanti riti vud e crogiolo di losche manovre politiche. Sar un viaggio in un mondo completamente diverso, da cui Michael uscir con una nuova consapevolezza di s e degli altri.
Robert Stone, universalmente considerato uno degli scrittori americani pi importanti insieme a Roth, Pynchon e DeLillo,
riesce a coniugare la profondit del romanzo psicologico ai ritmi serratissimi della spy story, offrendo anche uno sguardo lucido sulle dinamiche pi bieche della politica terzomondista e dell'animo umano.
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L'AUTORE.
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Robert Stone (Brooklin, New York, 1937. Key West, 2015), scrittore statunitense, nasce a Brooklyn, nello stato di New York. Da piccolo frequenta una scuola cattolica: comincia subito a descrivere le sue esperienze in forma di narrazione. Il giovane per non finir mai il Liceo: sar espulso perch bevevo troppa birra ed ero un ateo convinto. Nel 1955 si arruola in Marina, e vive poi per un periodo a New York e New Orleans. Nel 1959 sposa Janice Burr, e tre anni dopo vince una borsa di studio per un corso di scrittura creativa alla Stanford University.
In California comincia a frequentare molti scrittori della "Beat Generation", da Jack Kerouac ad Allen Ginsberg. Diventato corrispondente di guerra in Vietnam, si  poi dedicato completamente alla scrittura, visitando per lunghi periodi il Messico e l'America Centrale. Ha insegnato nelle pi prestigiose universit americane e ha ricevuto per i suoi libri i pi importanti riconoscimenti. Ci lascia l'11 gennaio 2015, in seguito ad una malattia polmonare. 
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BAIA DELLE ANIME.
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Cade molta neve, cupi ululano i venti,
Dal sambuco chiurla il gufo,
Nel tuo cuore piange la paura sulla coppa dell'amicizia:
Doglia su doglia mentre alte volteggiano le scintille.
Confessa il ciocco gemendo:
Esiste una sola storia, una soltanto.
Robert Graves, A Juan: il giorno del solstizio d'inverno.
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Capitolo 1.
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Per Giove signore esclam Michael Ahearn rivolto a suo figlio Paul, offrite uno spettacolo indecoroso!.
Qualche notte prima avevano guardato insieme Il mistero del falco. Paul, che non l'aveva mai visto, si divert molto con l'imitazione di Sidney Greenstreet fatta dal padre.
Talora cercava lui stesso d'imitarne la voce.
Per Giove signore!
I tentativi di Paul erano approssimativi ma l'inflessione della voce andava ben oltre il repertorio comico di un dodicenne di una cittadina delle pianure del nord. Voce e comportamento tendevano ad assomigliare a quelli del padre.
Il ragazzo era a letto con una copia dell'Hobbit aperta sulla coperta. Stavolta l'imitazione di Michael non l'aveva divertito. Alz lo sguardo seccato, i begli occhi dalle lunghe ciglia stizziti. Michael non fatic a leggervi un rimprovero.
Approfittava di ogni occasione per osservare il figlio.
Ogni giorno qualcosa di nuovo, un raggio diverso, una sfaccettatura inattesa, si rifletteva sull'aspetto di questa creatura alle prese con i suoi dodici anni.
Pap voglio venire disse Paul con calma, sforzandosi di esercitare al meglio le proprie capacit persuasive.
Aveva letteralmente pregato per poter venire. Michael lo sapeva perch l'aveva spiato mentre inginocchiato accanto al letto diceva le preghiere della sera. Si era acquattato in corridoio appena fuori dalla camera del figlio, guardando e ascoltando la recitazione scrupolosa del Padre Nostro, dell'Ave Maria e del Gloria, preghiere imparate a memoria per gentile concessione della scuola cattolica dove gli Ahearn, con qualche dubbio, lo mandavano regolarmente.
Michael e sua moglie erano stati educati nella religione e come genitori cercavano di farlo a loro volta, con un po' di diffidenza. Mandare Paul al Sant Emmerich significava farsi beffe delle storie terribili che amavano raccontare sulla propria educazione religiosa, nella speranza di ottenere qualche sana ed evidente certezza per la generazione successiva.
Mio padre m'ha portato a caccia a quattordici anni interloqu Michael. Credo sia l'et giusta.
Ma dicevi che adesso i ragazzi sono pi precoci...
Non ho mai detto che la trovavo una cosa buona...
Se non ti piace neppure cacciare replic Paul. Non ci credi.
Davvero? E cosa te lo fa pensare?
Be' vi ho sentiti, te e la mamma. Tu, diciamo, sei d'accordo con lei che  crudele e cos via.
No, non sono d'accordo con lei, ma capisco la sua posizione.
E comunque se non ci credo perch mai dovrei portarmi un novellino come te?
Paul non badava alle provocazioni. Puntava dritto alla sostanza.
Perch io ci credo.
Ah s? Cos tu credi nel massacro di creature innocenti?
Sai, ne abbiamo parlato alla lezione di Morale cristiana. Della caccia. E io ero pr, a favore. Perch la Genesi parla di dominio sulle bestie. Mangiare carne  ok. Noi lo facciamo.
Tu no.
Invece s. Mangio kielbasa di cervo.
Michael incombeva su di lui e con la mano sinistra orient la lampada sul comodino.
 blasfemo sfogare la propria rabbia su una bestia priva di parola spieg a Paul. Aveva tenuto un corso su Moby Dick insieme alla sua assistente preferita, una graziosa ragazza del South Dakota di nome Phyllis Strom. E adesso 'notte. Non voglio che leggi fino a tardi.
E perch? Tanto non devo andare da nessuna parte...
Forse il prossimo anno.
D'accordo pa'.
Lasci la porta della stanza socchiusa del solito dito e scese le scale fino allo studio dove sua moglie stava correggendo
dei compiti su Chaucer.
Ha implorato e supplicato? gli chiese alzando la testa.
Non credo sappia esattamente se vuole venire o no. Ha assunto una posizione pr caccia.
Lei rise. Gli stessi occhi del figlio. Una cosa?
A Morale cristiana Michael lo pronunci solennemente.
Dominio sulle bestie. Si trova nella Genesi. Morale cristiana ripet mentre lei lo guardava perplessa. A scuola...
Questa poi comment la donna. Be' ma non dice di uccidere le povere bestie. O s? Forse uno di 'sti insegnanti ha la fissa delle armi.
Kristin era cresciuta in una famiglia luterana. Bench incline alla religione, era una persona concreta che si sforzava di mantenere un atteggiamento critico verso l'istruzione dogmatica, soprattutto di stampo cattolico. Era d'accordo che Paul frequentasse una scuola cattolica, perch secondo la sua opinione, piuttosto conservatrice ma indipendente, la posizione dei cattolici della loro cittadina era molto vicina alle riforme di Lutero. Parecchie domeniche andava a messa da loro. A Natale poi gli Ahearn frequentavano entrambe le chiese.
 lui rispose Michael,  la sua buffa testolina.
Kristin aggrott la fronte posando un dito sulle labbra.
La sua buffa testolina... bisbigli Michael, salomonico.
Ecco che s'inventa.
Ti vede sempre andarci. Non che tu pigli molto...
Be' uccelli... Ma adesso con la stagione dei cervi...
Gi... rispose lei e chiuse il cerchio dei pensieri taciuti concludendo che lui usava la stagione dei fagiani come scusa per passeggiare in autunno nei campi intorno a casa.
Con il cane e un fucile prestato da un collega s'inoltrava per la bruna prateria gelata, superando le palizzate l dove la terra non era recintata, oltre gli stagni ghiacciati in superficie e i pascoli pieni di solchi, facendosi strada da una collina boscosa all'altra. Era un piacere camminare nelle brevi giornate autunnali, i poggi lucidi di ontani ingialliti, di frassini rossicci e aceri fiammeggianti. E se il cane sorprendeva un fagiano chiocciante in una corsa, sacrificale a capofitto, Michael poteva anche sparare.
Oppure no. Allora se l'avesse abbattuto, avrebbe dovuto spiumarlo, cercando di ammorbidire la pelle rosolandolo sul fornello senza per cuocerlo e levando il piombo con le pinzette. Kristin si rifiutava di farlo. Lui detestava quell'operazione, non aveva molta cura del fagiano. Comunque li dovevi mangiare.
Nella stagione dei cervi, certi anni, Michael usciva con una coppia di amici dell'universit, due ottimi tiratori, quel genere di cacciatori accaniti che lui non era. Michael preferiva il tragitto in canoa nella palude semighiacciata e i boschi a novembre, coperti dalla prima neve. Nel fitto delle foreste che perlustravano il silenzio era rotto solo dai corvi, dai canti dei passeri in missione speciale di spionaggio e occasionalmente dall'eco lontana degli spari. Con un po' di fortuna la notte si poteva udire il richiamo di un errante lupo canadese. Poi c'erano gli uccelli invernali, i frusoni, gli junco, le aquile che planavano silenziose al di l della linea degli alberi. E il sapore del buon whisky attorno al fornello bombato del capanno che loro usavano come quartier generale. Uccidere cervi non era il suo scopo.
Kristin era moderatamente contraria alla caccia, bench fosse cresciuta nella fattoria di famiglia, con addosso gli inseparabili giubbotti dei parenti maschi dalle tasche piene di carne di manzo essiccata, cicche di tabacco e cartucce rosso fuoco per la doppietta. All'inizio si era opposta alle uscite di Michael. Lui era miope, sognava a occhi aperti.
Non dovresti portarti un'arma se non hai intenzione di prendere un cervo.
Ma non faccio sul serio.
Non dovresti sparare e basta! Se lo ferisci  peggio.
Non apro quasi mai il fuoco, Kristin...
Comunque d'inverno, nei boschi bui, bisognava portare un fucile. Imbattersi nella foresta in qualcuno senza un'arma era lugubre e sospetto. I contadini che accoglievano i cacciatori nei loro territori guardavano con timore chi s'introduceva disarmato. E a volte, quando si stava con gli altri e spuntava un branco di cervi e ognuno scaricava il proprio fucile, Michael avrebbe voluto sparare insieme a loro. Non aveva mai rivendicato della selvaggina.
Dal soggiorno vicino allo studio di Kristin il loro labrador nero abbandon il posto accanto al fuoco e trotterell per richiamare l'attenzione. Olaf era stato il regalo di Natale di Paul sei anni prima e ogni autunno accompagnava a caccia Michael. L'uomo si chin a grattargli il collo.
Kristin mise da parte i compiti.
Morale cristiana... disse la donna, come stesse soppesando l'utilit complessiva della materia. Non credo proprio che la Genesi ami molto i collezionisti di selvaggina. Penso preferisca i pecorai.
Devo controllare. S'impara sempre qualcosa, no?, a leggere la Genesi.
La mattina dopo sul presto due colleghi di Michael arrivarono dal confine di stato su una jeep Cherokee. Kristin serv loro il caff e distribu dei sacchetti con dei panini da portar via.
Alvin Mahoney, uno storico alto e prossimo alla calvizie, con una faccia rosea da bevitore, consegn a Michael il suo fucile da caccia.
Te lo ricordi? Un Remington calibro dodici.
Michael infil tre pallettoni da cervo nel caricatore e punt l'arma per prendere confidenza.
Ce ne puoi mettere fino a sei gli ramment Mahoney.
Ricordatelo, se decidi di sparare...
Iavol! Michael abbass la doppietta, la scaric e ficc i proiettili nella tasca della giacca.
Il terzo cacciatore era un sociologo di nome Norman.
Cevic: ai suoi studenti piaceva credere che venisse da New York, bench in realt fosse di Iron Falls, un'orrenda cittadina
siderurgica sul lago non molto lontano da l. Norman faceva del suo meglio per ostentare un'aria vissuta davanti ai ragazzi di provincia dell'universit. Aveva pi o meno la stessa et di Mahoney, vent'anni pi di Michael, anche se sembrava pi giovane.
Norm disse Mahoney  uscito all'alba. Come un missile, non so se mi spiego....
E non c'era un carnaio l fuori? chiese Kristin. Di uomini intendo...
No, se conosci il territorio rispose Norman. Non ho visto anima viva.
Hai preso la canoa? domand Michael.
Certo. Norman Cevic aveva una voce roca che faceva ridere gli studenti. Ho dovuto usarla per andare l. Non ho visto anima viva ripet loro.
Non vol una parola. Paul in accappatoio era acquattato contro lo stipite della porta della cucina. Norman sorseggiava il caff.
Tranne prosegu i hmong. Ne ho visto qualcuno da lontano. Probabilmente si sono spinti fin l. Finora niente neve.
Cercano carne intervenne Kristin. Se ne cibano.
Radici precis Norman. Ortaggi invernali, scoiattoli, procioni...
Come fa a sapere che erano hmong? chiese Paul dal suo pseudonascondiglio.
Ottima domanda fece Norman. Sveglio il ragazzo!
Dovremmo portarlo con noi il prossimo anno. Vuoi che ti risponda?
Paul, dopo un'occhiata al padre, fece cenno di s.
Come ho fatto a sapere che erano hmong proclam Norman, come fosse stato il titolo di una conferenza.
Bevendo il caff aveva tenuto tra le braccia un Mossberg 30-30. Posata la tazza, lasci scivolare il fucile tra le dita finch non lo afferr all'estremit della canna un pelo prima del mirino. Perch disse a Paul tengono le armi  all'estremit della canna. Una maniera di trascinare la roba....
Ah! fece Alvin Mahoney.
 cos che le portavano in Vietnam. Sono molto numerosi a Iron Falls. Dunque prosegu avvicinandosi al piccolo Paul, 
quando nel profondo dei boschi scorgo un uomo che trascina il fucile in quel modo immagino sia un hmong. Ho risposto alla tua domanda, piccolo mio?.
S signore fece Paul.
I hmong sono un'etnia del Vietnam e del Laos spieg Norman a Paul. Sai dov' il Vietnam? Sai cos' successo laggi?
Il ragazzino rest un momento in silenzio e poi rispose: S, credo di s. Qualcosa....
Bene disse Norman. Ne sai pi di tre quarti del nostro corpo studentesco!
Il signor Cevic  stato in Vietnam durante la guerra aggiunse Kristin rivolta al figlio. Poi si gir verso Norman che aveva sempre ammirato. Quanto sei rimasto laggi?
Un anno. Non un giorno di meno. Non una notte di meno...
Prima che i tre partissero squill il telefono. Dal tono della moglie Michael cap che era la sua assistente Phyllis Strom. Originaria delle praterie dei bifolchi, Kristin non si faceva problemi ad alzare la voce quando parlava con stranieri o persone che non le stavano simpatiche. In effetti aveva un modo di porsi arcigno ed era cos che apparve allora, mentre ascoltava infastidita la chiamata di Phyllis.
Phyllis rifer acidamente. Dice che non riesce a seguire la prova di met trimestre di gioved. Chiede se sarai di ritorno... C'era un cenno di imitazione ostile.
Michael fece una faccia. Phyllis... ripet. Phyllis, cos gentile e inutile... Era dispiaciuto per la ragazza. La sua
timidezza era accattivante: era terrorizzata da Kristin.
Le ho detto che sei partito gli comunic sua moglie.
Richiamer. Il nuovo regolamento, imposto con rigore, esigeva la massima discrezione nelle collaborazioni degli studenti, ma Kristin non era tranquilla. Le sue preoccupazioni verso Phyllis, cos pensava, erano un segreto oscuro, misterioso.
 proprio il caso di tornare indietro per questo? si chiese Michael mentre si dirigeva alla macchina. Ti chiamer domani sera dopo le sei da Ehrlich.
Guidarono per plumbei terreni di campagna, diretti alle immense paludi boscose che fiancheggiavano i Tre Fiumi,
luogo di confluenza delle loro strette vallate. Dopo quasi
quattro ore e mezzo passarono davanti a Ehrlich, un caotico
ristorante e Bierstube pseudoalpino.
Voglio andare dal Cacciatore disse Michael.
Il cibo non  granch comment pacatamente Mahoney.
Vero rispose Michael, ma dal Cacciatore vendono un
notevole whisky di malto chiamato Willoughby. L'unico
posto a ovest di Minneapolis che lo vende. Voglio comprarne
una bottiglia da bere insieme stasera.
Ah! esult Mahoney. Pura beatitudine!
Quella frase nella sua bocca non poteva che essere ironica,
pens Michael. Per Mahoney la beatitudine era impraticabile.
Semplicemente non dipendeva dal Willoughby,
anche se Michael era sicuro che a lui non dispiacesse affatto
quel liquore. Per me, si disse Michael, la beatitudine 
ancora possibile. S'immagin ancora capace di provarla, a
piccole dosi, per pochi secondi alla volta. Senza bisogno di
un whisky pregiato. Davvero. Ne era certo.
Come sta Kristin? chiese Norman a Michael.
Spiegati meglio, Norm... ci hai parlato...
Per caso ha incrociato Phyllis Strom questo trimestre?
Eddai! replic Michael. Credi sia gelosa della piccola
Phyllis? Kris a Phyllis Strom se la mangia in un boccone!
Norman rise. Amico, ecco come la penso: c'ho una fifa
blu di Kristin. Fuoco e ghiaccio, cristo!
Fatti gli affari tuoi, pens Michael. Cevic si era specializzato
in sociologia dei popoli del nord. In effetti, si disse
Michael, il ghiaccio a casa potrebbe essersi quasi impercettibilmente
ispessito. Kristin aveva preso ad andare sempre
pi in estasi per il padre, sul cui stampo erano stati forgiati
i suoi angoli inflessibili, elegantemente plastici. Il dio
dalla maschera di ferro, mediatore della virilit e del suo
valore. Ancora vivo sotto il granito. Al suo cospetto si
rischia di temere i propri difetti.
La cosa migliore che ho mai fatto  stata sposarla
rispose Michael. La notte si pu dormire!
Forse, pens, non era quello il modo pi efficace per
esprimere il concetto, non con Cevic il curioso, il re della curiosit.
Man mano che si avvicinavano al capanno di Mahoney,
dove contavano di passare la notte, il paesaggio diventava
sempre pi boscoso. I campi cedettero il posto a marcite
incavate fiancheggiate da una foresta esclusivamente di
querce e pini. Trenta miglia dopo giunsero al Cacciatore,
un locale in alluminio blu e lega di cromo metallizzata.
Attaccata a esso, sua bizzarra estensione, c'era una costruzione
con tronchi di legno di pino trattato, la porta verniciata.
Sull'uscio, all'altezza dell'occhio, spiccava una finestrella,
uno spioncino a forma di rombo, con doppi vetri
colorati di verde. Un avviso dipinto a mano per tutta la
lunghezza del tetto recitava Stazione di caccia. Souvenir.
Lasciata la jeep nel parcheggio accanto a una mezza
dozzina di auto scassate, camminarono sul terreno sabbioso,
arso di resina, ed entrarono nel locale di metallo.
C'erano delle panche, un bancone e una cameriera, giovane
e grossa con una divisa a scacchi e un grembiule
azzurro. Il ristorante era vuoto, tranne due vecchi contadini
al banco che si mossero facendo scricchiolare le ossa
per vedere chi era entrato. Dal bar, che sembrava pi animato,
arrivava musica di jukebox. Lowdown Freedom di Waylon Jenning.
Dal loro tavolo si vedeva la statale a due corsie vuota.
Michael, dopo aver ordinato caff e uova al prosciutto, si
alz per andare a prendere il whisky al bar adiacente.
L c'erano otto o nove clienti, per met uomini maturi,
ubriachi fradici, dall'aspetto pallido e malato. C'erano
anche due giovani indiani con la coda di cavallo e gli occhi
strafatti e lucidi. Uno aveva la faccia tonda, all'apparenza
placida. L'altro era magro e nervoso, i lineamenti atteggiati
a quello che sulle prime sembrava un sorriso ma non lo
era. Michael era in piedi al banco dello spaccio, profondamente
occupato dai suoi pensieri. Allora la barista, che
all'inizio lui non aveva notato, usc da una specie di retrobottega
dietro lo specchio, le pile di bottiglie e le conserve Hormel di piedi di porco.
La donna sembrava avere da poco raggiunto l'et per
vendere liquori. Aveva i capelli neri e degli occhi azzurri
brillanti e ben fatti. Era alta, vestita con abiti scuri da cowgirl,
una camicia da rodeo con leggere onde di bottoni di
glassa bianca e madreperla. I capelli erano folti e scendevano da un lato della schiena.
S? fece.
Avete del Willoughby?
Pu darsi... rispose. Ma che roba ?
Michael soppes altre, differenti domande. Poteva guidare
fin qua ogni venerd e sabato e vivere in quei giorni
una vita da cowboy con lei? No davvero. Ma poteva? E lei
dopo il sesso avrebbe voluto una poesia con una canna?
Niente di serio, pure illazioni.
 whisky le spieg. Doveva sembrare impaziente,
pens. E puro whisky irlandese. Di solito ce l'avete.
Pi  puro, meglio , giusto? Ottima idea.  questo che vuoi?
S rispose Michael. Esatto. Proprio quello.
Se  buono di solito non lo teniamo comment la ragazza.
Lui rimase di sasso. Nessuna replica. Nessuna battuta.
Davvero? si limit a dire.
Qualcuno da dietro, poteva essere uno dei giovani indiani,
fece l'imitazione in falsetto: Davverooo?. Come se
fosse stata una domanda offensiva, da vero deficiente.
Ma posso controllare precis lei.
Quando la ragazza si volt Michael si accorse che i pantaloni
neri erano attillatissimi e aperti per tutta la lunghezza
della staffa come quelli di una vera cowgirl, i tacchi
degli stivali, a forza di camminare, erano consumati ma
non rovinati. Vide anche che dietro, dove i capelli erano
raccolti sopra il colletto, spuntava la lingua biforcuta di un
serpente tatuato che saliva da entrambi i lati dell'osso
della nuca. Un serpente che strisciava su per la spina dorsale.
La pelle era di alabastro.
Alle sue spalle si alzarono delle voci. Quella di un vecchio
manifest un'ira padronale. Quando la ragazza riapparve
aveva con s una bottiglia, la stava esaminando.
Come fai a conoscerlo? gli chiese. Specialit della casa, eh? Sei irlandese?
Michael scroll le spalle. Naa, di qualche parte qua. E tu che mi racconti?
Io? sono come tutti gli altri...
Davvero?
Megan biascic uno degli ubriachi stonati al bancone,
porta qua il tuo culo!.
George lo apostrof dolcemente mentre parlava con
Michael, non potresti evitare di essere il solito lurido pezzo di merda bevuto?.
La ragazza vendette il Willoughby senza fretta. Una
minaccia logora rimbomb per il bar. Si port una mano
all'orecchio. In ascolto, come l'attrice di un melodramma vittoriano.
Che ha detto? chiese a Michael, sfoggiando un'espressione vivace, intelligente.
Michael scosse la testa. Non ho sentito.
Mentre Michael tornava nella zona ristorante sent gli
stivali di Megan sul pavimento di legno dietro il bancone.
S Gergie, zuccherino. Cosa posso darti oggi?
Il loro tavolo era stato sparecchiato.
Si  pappato le tue uova! disse Norman indicando Alvin Mahoney.
No, non sono stato io,  stato Norm! replic Alvin.
Comunque fece Norman, erano fredde. Vuoi portar via qualcosa?.
Michael mostr il sacchetto col whisky.
Basta questo. Non ho fame. Il suo caff era rimasto sul
tavolo: lo assaggi e lo trov freddo.
Lasciato alle spalle il Cacciatore, fece la sua comparsa
l'enorme acquitrino e la neve prese a cadere prima che
raggiungessero il capanno. Percorsero la solita strada fangosa,
rivestita di ghiaccio, le raffiche di vento si abbattevano
sul parabrezza e si scontravano con i tergicristallo.
Mentre prendevano gli zaini dal portabagagli, la consistenza
della neve mut, si ammorbid, i fiocchi aumentarono.
Un silenzio ancora pi cupo s'insinu tra i boschi.
Appena scese la notte Michael apr il Willoughby. Era
straordinariamente amabile. Sulle prime la sua miscela
sembrava conferire alla stanza piacevolmente calda una
quiete familiare. Si parlava di cose gi dette in passato, in
altre notti di stagioni passate quando ci si era riparati da
altre intemperie. Norman Cevic borbottava del Vietnam,
Alvin Mahoney dell'unica volta che aveva portato quaggi sua moglie.
La mia moglie d'allora precis. Non le piaceva molto qui fuori. Anzi, lo odiava.
Michael si gir a guardare la faccia di Alvin, una faccia
da contadino consumata e infuocata, con la lieve ragnatela
screziata degli angiomi da ubriaco. La moglie d'allora?
Alvin era vedovo. Da dove aveva tirato fuori quell'espressione
per indicare la torbida raffinatezza della ronde des
morts? La tua povera moglie, Alvin. Morta. Perch Alma,
Mildred - o qualunque fosse quel suo nome omesso -, lei
era semplicemente morta prima di te. In quello, che
Michael concepiva come un suo dolce pensiero segreto,
venne colto dall'amarezza, una rabbia improvvisa, inutile e sprezzante.
Fin il bicchiere. All'et di Alvin, dato il loro comune
patrimonio di caratteristiche, il loro comune punto debole,
avrebbe potuto diventare esattamente come lui. Intanto
la rabbia continuava a gonfiargli la gola, battendo il
tempo con la sua vibrazione: un segno vitale.
Bene disse Norman, adesso tutto  stato perdonato.
Michael, distratto dai suoi pensieri, non aveva idea di
cosa dicesse Cevic. Cosa era stato perdonato? Tutto? Perdonato chi?
La mattina dopo aiutarono Alvin a sistemare il capanno.
La canoa in alluminio da tre metri e mezzo stava in una
rimessa chiusa col lucchetto in fondo alla collina. Tirando
fuori la canoa trovarono il lucchetto spezzato, ma gli scassinatori,
pigri e inefficienti, non erano riusciti a scappare
con la barca. Un anno avevano scoperto parecchi colpi di
martello sulla prua. Armeggiando nell'oscurit piazzarono
la canoa con tutta l'attrezzatura sul tettuccio della jeep.
Un'alba sfocata stava emergendo quando raggiunsero il
fiume che avrebbe dovuto portarli sugli isolotti della palude.
C'era ancora pochissima luce. Strisce nere solcavano il
piccolo squarcio mattutino, avvisaglie del giorno. Prepararono
la canoa alla luce della torcia. A riva il vetro del
ghiaccio scricchiolava sotto gli stivali.
A poppa Michael afferr la pagaia, manovrandola e
affondandola nella lenta corrente scura. Teneva la pila
incastrata tra il posto a sedere e la coscia, in modo che il
fascio di luce rischiarasse in avanti. Cos Norman, che
pagaiava a prua, poteva vederci.
Corrente tranquilla disse Alvin, me ne dimentico sempre.
Accelera un po' nei pressi del grande fiume precis Michael. L c' una gola.
Una piccola gola fece Norman.
S replic Michael, senza dubbio piccola.
Per li ha fregati aggiunse Cevic. Ci andavano ogni
primavera. Una mezza dozzina d'anni fa. Si riferiva a dei pescatori annegati.
Qualche metro prima di sbarcare le mani guantate di
Michael, riafferrando la torcia, persero la presa e la fecero
ruzzolare fuori. Imprec.
Girarono indietro e percorrendo la debole corrente
videro la pila che giaceva sul fondo, a due, forse due metri
e mezzo di profondit, e illuminava le rocce marmoree ricoperte di erba.
Girarono di nuovo.
Quant' fondo? chiese Alvin e si rispose da solo:
Troppo fondo.
Troppo fondo ribad Michael. Scusate, tutta colpa mia.
Nessun problema replic Norman. Ne ho un'altra. Ma sta schiarendo.
Mentre scaricavano i fagotti il giorno si era andato componendo
sui boschi scheletrici, ogni ramo aveva un manto
di neve. Si disposero a ventaglio, stabilendo come punto
di ritrovo una glaciale parete rocciosa facilmente visibile.
Lo zaino di ognuno conteneva delle provviste, una pistola,
una bussola e una postazione portatile. Michael punt
verso un'altura, seguendo un pendio a nord della parete.
La neve tutt'intorno era profonda dieci centimetri. Scorse
qualche orma di cervo, le piccole zampate di un procione,
le pennellate hip hop dei conigli. C'erano anche altri
segni che suggerivano di creature pi intriganti, forse
volpi, martore o ghiottoni.
Fiss la postazione sull'albero pi alto in mezzo a una
serie di querce su un terreno roccioso, in pendenza. La
visuale era buona, dava su un sentiero di cervi diretto al
fiume che sbucava dai pini sovrastanti. Gli animali sarebbero
scesi a caccia gi dall'altura dove avevano passato la
notte, leggermente in difficolt con i nuovi strati di neve,
brucando qualcosa di commestibile. Lui aspettava. Corvi
invisibili avvertivano della sua presenza.
Allora ebbe inizio lo strano passaggio a un lungo silenzio,
sgombro di fatti. Di fronte a una calma immobile, un
paesaggio di linee e ombre che sembrava fuori dal tempo,
Michael esaminava ogni aspetto del terreno di caccia, ogni
albero, ogni collinetta innevata. Era una condizione strana,
sospesa. Vi prosperavano le idee.
Scrutava, attento a intravedere un eburneo corno striato,
il manto mimetico infangato ed estremamente arduo
da riconoscere nella confusione del bianco, le ombre dei
tronchi marroni e gli scuri sempreverdi ondeggianti.
Pronto a scattare al guizzo della bandiera. Ogni rumore
diventava motivo di concentrazione. Cominciava a conoscere
tutti gli alberi, dalla vicina quercia fino alla linea dei
pini giganti in cima alla collina.
Michael era giunto armato nei boschi per la solita ragione:
per semplificarsi la vita, per assumere un'identit
arcaica e lineare. Ma i pensieri che emergevano in quel
silenzio non erano confortanti. Ad esempio l'immagine di
se stesso come un agente della provvidenza... Il fatto che
per ogni creatura ci fosse qualcosa in agguato...
Rimpianse di essere uscito. A ogni modo non poteva
fare che il giorno diventasse quello che si era immaginato.
Cos aspettava. La decisione sull'opportunit di sparare lo
riport alla vita che aveva lasciato in citt. Ad altri interrogativi:
chi era, cosa voleva. Se ne stava con la sicura chiusa,
teso, vigile, infelice, in attesa del cervo. Valutava il vento,
bench in pratica non ce ne fosse.
Quel vuoto temporale pass velocemente, stranamente
per essere tale. Capitava spesso. Le prime ombre scendevano
sul pomeriggio quando sent una voce. Appena la
ud controll la sicura del fucile.
Una voce umana. All'inizio pens che stesse cantando.
Ma pi la voce si avvicinava e pi si capiva che sull'esile
tono musicale si riverberava il dolore. Si riebbe dalla trance
della lunga giornata e si apprest a scendere in aiuto.
Mentre il cantante si avvicinava, intu la rabbia, la grana di
voce che dominava su tutte le altre, l'ira di qualcuno
accanto a lui. In quel frangente si udirono delle parole, un
turpiloquio pronunciato tutto d'un fiato, senza pause, ora
muggito ora urlo, come se chi parlava avesse problemi a
camminare. Poteva anche darsi che fosse ferito.
Michael scrut gli alberi di fronte, sistem la propria
posizione per osservare il terreno appena sopra la spalla.
A quel punto vide il pazzo.
Un uomo sui cinquanta usc dal fitto dei pini a una trentina
di metri di distanza, all'incirca sulla cima. Se la postazione
di Michael non fosse stata cos in alto, si disse, l'uomo
l'avrebbe visto. Ma la sua attenzione era completamente
assorbita da un maschio che aveva abbattuto, un eccellente
esemplare a dieci punte dagli ampi lombi.
Merda! urlava pietosamente. Dannatissimo pezzo di
merda rompicoglioni!
Era alle prese con la strana carriola su cui aveva gettato
il bottino. Era piena di cuciture, giunture e molle. Bench
sembrasse sufficientemente grossa per contenere la preda,
non ci riusciva e la sua inutilit era fonte di singhiozzi,
bestemmie, collera e disperazione. E mentre il disgraziato
incalzava e strattonava, spingeva e tirava il fardello, avanzando
sul terreno a poco a poco, la vastit dell'ira diventava
evidente. Per Michael, che guardava dall'albero, era terribile.
E giustificata. Perch le ruote del bizzarro aggeggio s'incagliavano
sulle rocce e i ciocchi innevati. Quell'inutile
contenitore lasciava cadere il cadavere del cervo e le corna
s'incastravano nella boscaglia. Ogni volta il cacciatore lo
faceva risalire a bordo in malo modo, al che ricadeva dall'altro
lato, e la folle carriola s'inclinava sul fianco e l'impugnatura
gli scivolava di mano e lui si sfogava in una furia
impotente ma che gelava il sangue. Alcuni quando imprecano
sono poeti. Il cacciatore di sotto non lo era: troppo
serio, acido e meschino.
Continuava a inciampare sui massi, scivolare sul ghiaccio
e capitombolare sul proprio culo, stretto in un eterno
abbraccio mortale con la sua vittima come se da solo avesse
strangolato quel povero animale.
Merda! Dannatissimo pezzo di merda rompicoglioni!
E quando si ferm per mettersi da un lato e dare un calcio
al trabiccolo - cui segu un calcione al cervo -,
Michael, non osando muoversi per paura di essere visto,
affond la faccia nella manica appoggiata al tronco per
soffocare la risata che lo scuoteva.
Adesso il pazzo, seguendo il cammino dei cervi nella sua
personale danse macabre, arriv sotto i pochi rami scoperti
dell'albero di Michael. Si potevano scorgere gli occhi, terribili,
il viso rosso e la saliva ghiacciata sulla barba grigia.
L'uomo era ricoperto di sangue. Umiliato e armato.
Michael, scongiurando che non alzasse la testa, trattenne
il fiato e rimase incantato da come l'uomo, il cervo e la
carriola passarono sotto di lui, a sbalzi, scatti e urla. Se il
cacciatore fosse stato posseduto dal tormentato intuito del
paranoico violento, la minima sensazione di essere spiato
nella propria tremenda umiliazione - se avesse inclinato la
testa all'indietro quanto bastava per imprecare al cielo -
avrebbe sorpreso il testimone della sua follia. Alto su di lui
incombeva su un albero una spia dai colori Dayglo (Nota: Famosa azienda americana produttrice di colori fluorescenti applicabili su materiale vario. Fine nota), la faccia
nascosta, soddisfatta, deformata in un ghigno satanico.
Se mi vede, pens Michael d'un tratto, m'accoppa. Tolse
la sicura dal fucile e pos sul grilletto il dito avvolto dal guanto.
La sua ilarit, gelata dalla paura, si era trasformata in
rabbia. Quant' ridicolo, pens. Eccolo seduto sul tardi a
tracannare birra Old Bohemian sul suo rimorchio. Tra le
pubblicit delle scuole che gli insegneranno a guidare un
18 ruote e far su soldi a palate, o fare la guardia forestale
e dare ordini alla gente e vivere all'aria aperta anzich spalar
guano in una fabbrica di concimi, scorge un cartello su
questo idiota trasporto di cervi morti fuori dalla foresta.
Niente esche luminose dalla bretella interstatale o animali
fatti su con la macchina e tagliati con la motosega, e no
cazzo, andr nella foresta come un vero maschio adulto
con quella figata della sua carriola pieghevole. Si piega in
ventcinque minuscole parti, cos la puoi infilare nella
tasca di dietro come un metro snodabile, o fissarla alla cintura.
 pazzesco, pens Michael, come si gode a contemplare
le disgrazie altrui. Un altro uomo ha pagato per te.
Alla fine, tra urla e bestemmie, il cacciatore port via il
fardello. Una volta sparito, Michael si accorse che aveva
seguito il tzio col fucile puntato, a ogni minimo passo
incerto. Rabbrivid. Faceva ancora pi freddo, senza dubbio.
Si era alzato un vento che fischiava tra i rami, scuotendo
le foglie gelate rimaste attaccate a essi. Guard l'orologio:
erano quasi le quattro, l'ora del ritrovo. Scroll lo
zaino, scese dall'albero e si avvi alla base della parete granitica dove aveva lasciato gli altri.
Alvin Mahoney era gi l ad aspettare, accosciato per ripararsi dal vento. All'avvicinarsi di Michael si alz.
Visto qualcosa?
Nessun cervo. Comunque ho avuto qualcosa da tenere sott'occhio...
Norman Cevic arriv procedendo a fatica dalla direzione
del torrente, il cappello di feltro a strisce rosse calato sugli occhi.
Dunque, amici, non avete sentito nessuno sparo. Niente da riferire?
Michael, con tutta l'energia trattenuta durante la lunga
giornata solitaria, snocciol la storia del povero tzio arrabbiato e del suo singolare trabiccolo.
Non l'avete sentito? chiese ai due amici.
Norman spieg che aveva sentito solo cornacchie e vento tra gli alberi.
Povero cristo... comment Alvin.
Sei stato fortunato disse Norman. Fortunato che non ha alzato la testa: t'avrebbe sparato. Un locale. Probabilmente
in cerca di carne.
Michael si pul gli occhiali con un kleenex: Mi vuoi spezzare il cuore....
Non c' niente di meglio di una bella vendetta contro il sottoproletariato fece Norman.
Eddai replic Michael. Non essere cos sostenuto, cazzo!
A noi piace disse Norman. Lo sai continu, che ci
sono pi guardacaccia uccisi nello svolgimento del loro
dovere di qualunque altra forza dell'ordine?.
Per un po' discussero di populismo, pistole e milizie.
Nell'esiguit della luce si zittirono quando Alvin mise una
mano sul braccio di Michael in segno di silenzio. Ognuno
si ferm dove stava. C'erano dei cervi, quattro, un maschio
a otto punte e tre femmine. Una delle femmine sembrava
avere poco pi di un anno. Gli animali bevevano dal torrente
ghiacciato, controcorrente e controvento. I tre
uomini iniziarono ad avvicinarsi silenziosamente al fiumiciattolo,
verso un'ansa che avrebbe offerto una buona
visuale di tiro. I cervi distavano poco pi di trenta metri.
Michael cercava di strisciare sulla neve, ricoperta da un
sottile strato ghiacciato, abbastanza spesso da stridere
sotto i piedi. Avanzava su una pellicola ghiacciata, scricchiolante.
Una cerva sollev il capo, verso di loro, poi
torn a bere. Alla fine giunsero in un punto oltre la linea
degli alberi e si guardarono l'un l'altro.
L'obiettivo doveva essere il grosso maschio. Ma se cercavano
carne, le femmine, anche la pi giovane, erano selvaggina
legale. Il cervo si stava facendo strada sguazzando
dove l'acqua cominciava a salire. In un attimo tutti e quattro
gli animali si irrigidirono, sollevarono le orecchie. Una
femmina pieg le zampe anteriori, pronta a scattare. Non
c'era pi tempo. Ognuno punt l'arma. Michael, senza
un'alternativa, si ritrov a prendere di mira la spalla del
cervo. Era uno splendido esemplare. Magico in quella
luce evanescente. Le cose cambiano, pens. Ogni cosa
cambia. Il dito sul grilletto. Lui non spar quando gli altri
spararono. Non sapeva bene il perch. Forse l'esperienza
di aver avuto un uomo sotto tiro quel giorno.
Il cervo alz la testa e fece un passo avanti. Pieg le
zampe anteriori e spost il posteriore in modo tale che le
zampe dietro potessero reggere tutto il peso sgravato da un
corpo ormai indebolito. Michael osserv la creatura morire.
Era sempre un pugno nello stomaco guardare le zampe
che cedono. Te le sentivi addosso. Dolore e vertigine.
Se cade nel fiume sussurr Norman, gallegger fino a Sioux City.
Ma il cervo barcoll un poco verso la riva, per poi crollare
di traverso nell'acqua bassa. Le femmine sparirono senza far rumore.
Hai sparato? chiese Norman a Michael e Michael scosse la testa.
Esaminando la preda trovarono due fori vicino al cuore.
Suppongo che l'abbiamo beccato entrambi fece Norman.
 tuo disse Alvin, hai sparato per primo.
Norman rise. No, amico. Lo faremo dividere dal macellaio in tre parti.
Michael aiut a trascinare per le corna il corpo morto fuori dall'acqua.
Qualcuno vuole appendere 'sto paio di rami?
Non credo che mia moglie gradirebbe comment Michael.
A me non m'interessa fece Norman. E comunque  troppo piccolo come trofeo.
La canoa distava molto poco. Mentre caricavano il cervo
a bordo si fece buio. Pagaiando controcorrente giunsero
nel punto dove Michael aveva fatto cadere la torcia: era
ancora l che non mollava, a illuminare il fondo.
Fissarono il cervo sul tettuccio della jeep e si avviarono
verso la superstrada. Non si fermarono dal Cacciatore ma
guidarono fino a Ehrlich per far registrare il bottino. Una
volta riempiti i moduli della Caccia e Pesca, andarono al
ristorante e si sedettero per cenare. Mahoney era l'autista
designato, perci non beveva. Avrebbe recuperato a casa,
pens Michael. Lui e Norman presero dello scotch, ma
non era buono come il Willoughby. Poi ordinarono due boccali di birra.
Il menu proponeva wurst, schnitzel, pasticcio di patate,
tagliatelle e gnocchi. C'erano teste e corna di cervo con
placche d'ottone su pareti di legno scuro e massime a
caratteri gotici con svolazzi. Il jukebox mandava una
polka, il locale era pieno di cacciatori. Molti di loro si
erano portati la famiglia. C'erano donne e bambini, anche
neonati. Delle coppie ballavano felici. L'atmosfera del
posto era un tripudio di sana baldoria.
Ehi, 'sto posto  proprio diverso dal Cacciatore riflett Michael. Non solo per il cibo.
Sai perch? chiese Norman.
Altra gente rispose Michael.
Un altro popolo precis Norman. Siamo nella contea
di Prevost. Sono tedeschi. Pacifici. Disciplinati. Non puoi che adorarli.
Davvero?
Certo! Invece il Cacciatore  in una palude di merda.
Contea di Harrison. Irlandesi, scozzesi, francesi, canadesi.
Gente povera e scontrosa. Se ne stanno l a ubriacarsi di
brutto e a insultarsi come canaglie. Qua invece, hier ist frnhlich!
Allarg le braccia e con un sorriso freddo e finto inscen
una parodia di Gemutlichkeit.
Forse il nostro posto  l disse Alvin Mahoney.
Michael e Norman si scambiarono uno sguardo e risero.
Norman alz il boccale di birra: Il tuo  qua, Alvin.
Alvin rise. Era nervoso, a secco. Forse per la guida,
pens Michael, era pi sicuro lasciargli prendere una sbornia.
Michael aveva la sensazione che Norman lo fissasse.
Oggi non hai sparato disse quest'ultimo.
Michael alz le spalle.
Mentre aspettavano il conto, Norman disse: Ti devo
chiedere una cosa. A St Emmerich cosa insegnano al mio
amico Paulie sull'aborto? Io per me non penso ci sia molto
di sbagliato se qualcuno non viene alla luce, c' gi troppa gente....
Michael si scol l'ultimo sorso di birra.
Mi spiace continu Norman, ma sei l'unica persona
che conosco cui possa chiederlo.
Era la seconda volta che Norman irritava Michael. Certo,
la sociologia era il suo mestiere. E non era mai stato acuto
o riservato. Era stato in Vietnam. Lo interessavano i grandi problemi.
Non ne parlano rispose Michael. Non a quell'et.
Copr una sottile macchia di schiuma sul tavolo davanti a
lui con un tovagliolo di carta. L'altro giorno hanno parlato
di caccia. Non era proprio vero. A Paul avevano insegnato
che la vita inizia con il concepimento. Naturalmente
tutto il resto veniva di conseguenza. Ma Michael non
era dell'umore di difendere le tesi dell'istituto cristiano di
St Emmerich. Imbarazzato, arross e si nascose dietro il
boccale. Si sentiva assediato. Come se loro stessero cercando
di strappargli qualcosa. Qualcosa che non era nemmeno
sicuro di possedere.
Io sono credente, pens. Lo sanno che lo sono. Se lo
sono. Ma la fede non  quello che credi, si disse. La fede
 qualcos'altro.
Sopraggiunse una cameriera bionda con un bel sorriso
florido, ma non aveva il conto.
Qualcuno di voi  Michael Ahearn? chiese.
Io rispose Michael.
C' una telefonata per lei. La vuole prendere in cucina?
La segu per il locale, che risuonava delle polke, delle
risate, del rumore di piatti e di boccali schiumosi. In cucina
lavoravano alacremente tre generazioni di donne, la
pi vecchia sulla sessantina e passa, la pi giovane poco
pi grande di Paul. Nella stanza calda c'era odore di marinata
all'aceto. Al telefono c'era sua moglie.
Michael... esord. La voce era lontana e, pens lui, glaciale.
Lo fece pensare ai boschi. O al bagliore di luce sul
fondo del torrente gelato. Non trovo Paul. Era in palestra
e poi pensavo che andasse da Jimmy Colling. Ma non  l.
E i libri di scuola sono a casa. E Olaf  sparito. Fece una
pausa. Sta nevicando...
Si ricord del cervo sulla riva del torrente. La vita che
scemava, le gambe che cedevano.
Credo di averti chiamato per un supporto morale
spieg. Ho paura.
Resisti le disse.
Torn indietro attraverso la sala rumorosa, senza guardare.
Alvin e Norman stavano pagando il conto. Michael
cerc nel portafoglio, tir fuori due biglietti da venti e li
pos sul tavolo.
Sono troppi disse Norman.
Kristin  preoccupata per Paul. Non  ancora rientrato.
Nevicava sul parcheggio dell'Ehrlich, quando raggiunsero
la jeep. Alvin controll le corde che bloccavano la carcassa
del cervo. Michael si sedette dietro.
Sai com' fece Alvin, i ragazzi si ficcano sempre in
qualche casino e uno si agita e si preoccupa per niente.
Quella fu l'ultima frase che si dissero durante il viaggio
di ritorno.
Mentre guidavano la neve divent pi fitta e rallent la
loro corsa. Michael la guardava cadere. Pensava all'uomo
col cervo sulla carriola. Per Giove signore, offrite uno spettacolo
indecoroso. Se in qualche modo poteva farsi perdonare.
I suoi pensieri erano stati bassi e meschini. Ci che
adesso non voleva avere davanti agli occhi della mente era
la faccia di suo figlio, quella faccia che adorava. Ma il
ragazzo era l, sotto la neve. Resisti.
Mi sono assopito? chiese ai due amici.
Hai dormito rispose Norman.
Com'era possibile? Aveva dormito ma non ricordava
niente. Il suo ragazzo era rimasto sempre l. Una preghiera?
No, non hai mai pregato per delle cose. Le preghiere,
come la chiave di Franklin sull'aquilone, attiravano i fulmini,
bruciavano la mente e l'anima.
Quando ore dopo giunsero in citt c'erano cervi morti
che pendevano dagli alberi di ogni prato. I prati erano
estesi in quella citt di praterie. Accoglievano molti alberi
e quasi ogni albero spoglio su quasi ogni prato davanti a
quasi ogni casa aveva un cervo morto o due, sospeso sui
rami bassi. C'erano esemplari maschi, femmine e cerbiatti.
Tutta selvaggina lecita, legale. Troppi cervi.
Un'auto della polizia bloccava la strada d'accesso alla
casa di Michael. Norman parcheggi la jeep sulla strada,
dalla parte opposta al prato d'ingresso. Tutti scesero. Al
che il giovane poliziotto - Michael lo conosceva, si chiamava
Vandervliet - usc dalla macchina del nucleo radiomobile.
Signore fece Vandervliet, non sono a casa, sono al
MacIvor.
Il MacIvor era l'ospedale delle tre contee, alla periferia
nord della citt.
Norman mise una mano sulla spalla di Michael, che sal
sulla Plymouth dell'agente.
Allora? chiese al giovane sbirro. Mio figlio  salvo?
Certo. Ma  assiderato.
Non suonava molto bene: entrambi sapevano che il freddo,
a un certo punto, era irreversibile, e con tutto il calore,
il fuoco, il cioccolato, le bottiglie d'acqua calda, i sacchi
a pelo, i giacconi, le trapunte, il whisky, le medicine,
niente poteva arrestare i brividi a un bambino e fargli risalire
la temperatura.
Professore, sua moglie  ferita. Non gravemente, 
caduta mentre cercava di trasportare il ragazzo, credo,
cos ha detto anche al MacIvor.
Capisco.
Vede, il ragazzo cercava il cane che era uscito nella
neve.
Nel tragitto verso l'ospedale Michael disse: Credo che
abbatter quell'animale.
Io lo farei replic Vandervliet.
Al MacIvor lo stavano aspettando. C'era un'infermiera il
cui marito gestiva in citt un caff stile Seattle e un giovane
medico del lontano est. Sembravano piuttosto agitati,
Michael era intorpidito dalla paura. Il dottore si present
ma Michael non ci fece caso.
I segnali vitali di Paul sono tenui gli spieg. Speriamo
che reagisca. Sfortunatamente non  cosciente e siamo
preoccupati. Non sappiamo quant' rimasto fuori nella
bufera.
Michael riusc a parlare: E la temperatura del corpo...?.
Questo  il motivo della preoccupazione rispose il
medico. Dovr mostrare dei miglioramenti.
Michael non lo guardava.
Siamo in grado di tenerla sotto controllo. La monitoriamo.
Le speranze ci sono.
Grazie disse Michael. Dopo tutto non voleva vedere
suo figlio. Quell'immagine nitida, continuava a respingerla.
Aveva paura di vedere Paul morire, bench anche nella
morte sarebbe stato bello, senz'altro.
La pregheremmo di parlare con... sua moglie gli consigli
il dottore. Siamo sicuri che ha una frattura, ma non
ha voluto farsi fare la radiografia. Esit un attimo, poi
usc in corridoio.
Al MacIvor i corridoi si incrociavano a X. Mentre il dottore
si allontanava gi per un braccio della struttura, alla
fine dell'altro Michael vide quella che sembrava essere sua
moglie. Era su una sedia a rotelle. Lui le and incontro e
l'infermiera lo segu.
Non vuole farsi i raggi protest la donna. Le hanno
steccato le gambe, l'hanno medicata e c'ha un letto pronto
ma non vuole fermarsi. Cos la cura non far effetto.
Kristin, con gli occhi sgranati e bianca come un cencio,
si avvi sulla carrozzella verso di loro. Ma era come se
Michael, arrivatole di fronte, e l'infermiera al traino fossero
trasparenti. Aveva una Bibbia aperta sulle ginocchia.
L'infermiera afferr le maniglie della carrozzella, ma
intervenne Michael a impossessarsene. Servir? Aveva difficolt
a girare la sedia a rotelle. Le ruote posteriori si rifiutavano
di raddrizzarsi. Di fare il loro dovere. Spinse sua
moglie contro il muro. La gamba destra steccata era dritta
e quando il piede tocc la parete Kristin lanci un urlo
sommesso. Le lacrime le rigavano il viso.
C' un trucchetto spieg l'infermiera. Fece un suono
che non era una risata. Lasci fare a me.
Michael la ignor. La carrozzella si opponeva alla sua
spinta malferma. Porca puttana!
Portatemi da lui disse Kristin.
Meglio di no fece l'infermiera, con grande sollievo di
Michael.
Sarebbe stato divertente, pensava, se avesse potuto
vedersi, inutilmente alle prese con il trasporto su ruote
della moglie. Purtroppo gli ospedali non hanno specchi.
Fu una scoperta. Nel luogo delle disgrazie, dove tutto si
dissolve, i tuoi bambini diventano cadaveri e tu impenni la
carrozzina di tua moglie, zero specchi. La battuta  su di
te ma non potevi vederti.
Giunti in camera lei disse: Sono caduta mentre lo portavo.
Era vicino alla staccionata. Sono caduta nella neve.
Se la poteva immaginare che trasportava Paul dal giardino,
inciampando, scivolando, barcollando. Le prese la
mano gelata ma lei la ritir. Era cos freddo...
Sdraiati le sugger. Puoi?
No, mi fa male.
Michael suon per chiamare l'infermiera.
Kristin, come in estasi, prese la Bibbia e inizi a leggere
a voce alta.
Abbi piet di me, o Dio, abbi piet, poich in te si rifugia
l'anima mia, all'ombra delle tue ali io mi rifugio.
A occhi chiusi Michael cerc di concentrarsi su quelle
parole. Sentendola leggere nel bizzarro tono monocorde
della madre, s'immaginava come quella donna a sua volta
avesse potuto ascoltare la Bibbia di Lutero dai genitori,
laggi nelle lande desolate. Un salmo per chi  impazzito
nella neve. Aspettando solo gelo e morte all'ombra di
quelle ali. Il corvo di Odino.
Finch non sia passata la calamit, invocher il Dio
Altissimo.
Michael si sedette ad ascoltare, disprezzando l'ottusa rassegnazione
della preghiera di sua moglie, l'arrendevolezza,
la resa.
L'anima mia  in mezzo ai leoni leggeva, e dimoro
tra gente che vomita fuoco.
L'istinto era di scappare. Se ne stette l a rodersi finch
non entr l'infermiera: per qualche ragione sembrava felice,
fiduciosa.
Credo che abbiamo voltato pagina esclam. Michael!
Kristin! Credo che abbiamo voltato pagina!
Il dottore entr sereno e misero Kristin a letto. La
donna croll sotto l'effetto dei farmaci. Anche da incosciente
gli occhi le restavano socchiusi.
Il medico aveva detto: O reagisci o no, e Paul aveva
reagito. La temperatura stava salendo. Si stava riprendendo.
Avrebbe recuperato anche le mani e i piedi e il suo piccolo
cervello da bravo cristiano, cos sembrava. Il dottore appariva sollevato.
Si prenda una pausa mentre noi la imbarelliamo. Dobbiamo
farle di corsa i raggi perch ha una gamba rotta.
Pu vedere Paul disse l'infermiera. Sta dormendo. Molto profondamente.
Il dottore rise: E molto faticoso rischiare di morire assiderati!.
E gi... comment Michael.
Mentre imbarellavano Kristin, le guard gli occhi azzurri
socchiusi, tormentati, le lunghe ciglia, e le scost i capelli
neri sfumati di grigio. Con quella faccia lunga e i denti
da cavallo assomigliava al Cristo di un crocifisso vichingo.
Considerata lei, pensava, e considerato me, perch Paul
non  morto? Forse morir, si disse. L'idea lo terrorizz. Si
era alzato per fuggire quando gli inservienti entrarono per
prendere Kristin. Michael le accarezz la mano fredda.
La cappella si trovava in fondo al corridoio. C'era una
specie di altare, con delle vetrate colorate che non davano
su niente e raffiguravano nuvole, colombe e altre cose particolarmente spirituali.
Per un attimo Michael aveva avuto paura che ci fosse
qualcosa l fuori, all'inizio e alla fine della coscienza. Un
alpha e omega delle cose. L'aveva creduto per anni, a
intermittenza. E quella notte, ne aveva avuto la certezza, la
dannazione si sarebbe abbattuta su di lui. Gli avrebbero
strappato suo figlio e lui avrebbe finalmente conosciuto il
potere dell'Altissimo. La sua tremenda provvidenza. I suoi
misteri. Il suo giocare a rimpiattino. Gli insegnamenti. Le
segretissime grazie ridefinite, comprensibili con la preghiera
e la meditazione. Ma soltanto negli speciali
momenti di rapimento ed estasi e oh! di mirabile chiarezza.
Adesso osserva il behemoth! Chi pu pescare il leviatan? E cos via.
Ma ora la vita di suo figlio era salva. E quel fatto era sbucato
dal nulla, dal nulla pi assoluto, da un caleidoscopio,
da una scatola di Cracker Jack. A ogni giorno il suo fiore,
a ogni giorno il suo odore e sapore. La buona vecchia
casuale singolarit: cos nutriresti il giusto disgusto per
tutta la sovrabbondanza della vita, ognuno avrebbe i propri diritti e sarebbe felice.
E lui sarebbe una persona seria, un adulto insomma, e
non si preoccuperebbe di cose che a gente istruita non
hanno creato problemi praticamente per secoli. Alla fine
libero, senza casini, tutto finirebbe, pi prima che dopo. Il
matrimonio, ad esempio, chiuso nella fede come il santo
sepolcro. E adesso inutile. Nessuno ha vigilato su di noi. O
meglio abbiamo vigilato l'uno sull'altra. Ecco la provvidenza,
ecco il sollievo. Diede la schiena a tutta quella spiritualit
della cappella e usc per vedere l'amato figlio sopravvivere un altro giorno.
...
.
...
Capitolo 2.
...
.
...
Durante il periodo natalizio Michael si struggeva, notte
dopo notte, fino all'alba. N lui n Kristin riuscivano a trovare
un equilibrio. L'uomo cerc ripetutamente con parole
e piccoli gesti di ritagliare uno spazio dove loro due
potessero riposarsi, confortarsi e scambiarsi il fardello dei
propri cuori. Ma quel dolce incontro che desiderava, il
reciproco appello alla fiducia e all'introspezione, non
ebbe mai luogo. Tendendo la lunga mascella come un
mangiatore di spade e contraendo le sottili labbra, Kristin
accolse il ritorno del figlio dalla morte come fosse la sua
medicina. Pallida e tremante, lo sguardo perso come quello di un serpente che digerisce un ratto, riusc a dominare
tutta quell'orribile faccenda. Che traluceva in lei deformandole
la pelle diafana come un fotogramma.
Durante la messa natalizia di mezzanotte a St Emmerich
Michael sedeva confuso e addolorato, sconvolto dalla profonda
e palese devozione del figlio. Al Kyrie incontr per
caso lo sguardo di Kristin: era completamente sgombro di
domande per lui, di segni di speranza o fiducia, di felici
prospettive. Gli occhi erano vuoti come l'apparenza stessa
delle cose. Ci lo riemp del terrore per una perdita imminente.
Lui era figlio unico di vedova, suo padre era morto
quando era ancora piccolo. Sua madre era stata una
donna eccentrica, esigente e volubile, che lo minacciava in
continuazione di privarlo del suo amore.
La madre di Kristin era venuta per Natale, con il permesso
della casa di riposo dove si era ritirata alla morte del
marito. La fattoria, con i cinquanta scabri ettari rimasti,
era stata svenduta. Lei e Kristin passarono i pomeriggi di
dicembre a sfogliare vecchi album di foto e a sciogliersi di
fronte alle immagini di Pop. Pop con un luccio. Pop a
cavallo. Pop in canoa o al volante di una Buick fiammante
del '55. Pop con Paul da piccolo. Durante il viaggio verso
l'ospizio, la vecchia signora era svagata ma lucida. Ogni
tanto Michael distoglieva lo sguardo dalla strada per trovarsi
riflesso nei muti e indagatori occhi cerulei della donna.
Il ritorno a casa comport una sosta notturna. Michael
la trascorse in una tetra citt di fiume che ospitava il penitenziario
di stato. La costruzione originaria era una fortezza
di un centinaio di anni con torri merlate e muri sormontati
da filo spinato, avvolti quella notte dalla foschia
del fiume. Su una torretta di guardia avevano sistemato un
albero di Natale illuminato. Michael era in piedi nel buio,
fuori dalla sua stanza al secondo piano di un motel in
cemento e mattoni, una struttura simile a un carcere, e
stava fumando la sua prima sigaretta in dieci anni. La
prima e ultima. Si liber del pacchetto la mattina dopo.
C'era Paul.
Brutte le notti. Aveva una tale dimestichezza con la geografia
delle tenebre che poteva dire l'ora senza guardare
l'orologio. Il lasso di tempo che conosceva meglio era tra
l'una e l'alba. Una luce ardeva dietro i suoi occhi, fuochi
resinosi su cui mulinavano le scintille. In quel bagliore di
rabbia e terrore scaturivano pensieri dolorosi, inenarrabili,
impossibili da preservare, perfezionare, riordinare all'infinito.
I pensieri cupi si presentavano in continuazione, ci si
concentrava sull'ultimo come nelle carte dei tarocchi, e
questo gli illustrava chiaramente la diminuzione di possibilit
di vita. La sera beveva. E bench qualche volta in quel
modo recuperasse un'ora o due di sonno, l'alcol serviva
per lo pi a tenerlo sveglio. Era cosciente che anche Kristin
al suo fianco era spesso sveglia, per il dolore, sebbene la
gamba stesse guarendo velocemente. L'osso non era rotto
e l'ingessatura venne tolta per Natale.
Immobile, sentiva che un terribile inganno dei segni,
una grande incomprensibilit si stava consolidando fra
loro. Ogni mattina scendeva dal letto provato.
Una settimana dopo l'inaugurazione del trimestre invernale
and nella sua cabina di lettura alla biblioteca dell'universit.
Il campus era sotto una fitta neve, coperto da
lastroni di ghiaccio per le settimane di freddo boreale.
Camminando a fatica su per College Hill in un assolato
pomeriggio di gennaio, era accecato dal vento e dal
bagliore. Il tranquillo mondo all'interno delle porte a
doppi vetri della Bride Library era caldo e accogliente.
Il suo piccolo studio si trovava al piano terra, la finestrella
dai vetri spessi era mezza sommersa dalla neve di fuori.
Entrava solo una pallida luce invernale, che filtrava dagli
aghi dei pini di un vicino boschetto. Il lampo fluorescente
nella cabina era incoraggiante e regolare. Ondate di caldo
scintillavano contro il vetro della finestra.
Il corso che aveva preparato per il trimestre primaverile
comprendeva opere del vitalismo di inizio Novecento -
Frank Norris, Dreiser, Kate Chopin, James Branch Cabell.
Un centinaio di anni dopo i suoi studenti non erano del
tutto immuni da quel fascino. Nello sterile ozio del suo
rifugio pomeridiano, vittima di quella stessa tristezza che
incontrava ogni mattina svegliandosi, si diede da fare con
lo Jurgen di Cabell. Si trattava di un libro che aveva adorato
da giovane, bench di recente avesse avuto l'impressione
di aver esaurito le idee originali da dire al riguardo.
Dopo una o due pagine estenuanti precipit nel sonno.
La luce esterna stava stingendo quando sent un colpo
leggero alla porta. Era Phyllis Strom.
Mi spiace davvero disturbarla qua esord la ragazza. Le
scuse erano sincere perch lui si era raccomandato con lei
di non cercarlo in biblioteca. Michael sbatt le ciglia e si
pass una mano tra i capelli.
Non sono riuscita a trovarla al telefono si giustific
Phyllis. Ma la signora Ahearn mi ha detto che l'avrei trovata
probabilmente qua.
Esatto. Indic il tavolo pi vicino dove c'erano due
sedie vuote.
Mi creda, mi spiace tanto disse la ragazza preoccupata.
So quanto lei ami stare qua.
Michael si mise a ridere, noncurante di s.
Stavo oziando, Phyllis... Che succede?
Be', sa, ho aspettato fino all'ultimo per preparare una
commissione di tesi.
Bene rispose Michael. Era stata colpa sua. L'aveva
tenuta occupata durante le vacanze, non si era fatto scrupoli
a sovraccaricarla di lavoro. Lei non aveva mai dato
segni d'impazienza. La voce sulla bella Phyllis Strom, falsa
per quello che ne poteva dedurre, era che da studentessa
avesse posato per un servizio di Playboy, Le ragazze delle
Big Ten Universities. In ogni caso, da laureata era diventata
un modello di impegno, modestia, sobriet e decoro.
Be', sa che, mentre lo chiedevo a lei, l'ho chiesto anche
al professor Fischer?
Michael annu.
Be', ho pronta una terza persona. Quando Phyllis pronunci
il nome lui non riusc a capirlo bene. L'aveva gi
sentito.
La professoressa Purcell ripet Phyllis. Marie-Claire
Purcell. Tutti la chiamano Lara.
 una politologa, si occupa di Terzo mondo spieg la
ragazza.  piuttosto difficile contattarla al campus. Non
ha un'e-mail e il numero di telefono non  sull'elenco.
Le devo scrivere?
Phyllis arross in maniera seducente.
Sua moglie mi ha detto che lei non ha tempo di scrivere
fino al termine del trimestre. Cos mi chiedevo se non
la potesse contattare oggi al campus... Le ho detto che si
sarebbe fermato...
Michael la fiss per un attimo.
Direi che te lo devo, Phyllis. Mi hai aiutato parecchio in
questo trimestre.
Mi imbarazza insistere confess la contrita ma determinata
Phyllis Strom. Ma  molto importante per me.
Davvero? E cos in gamba?
Oh s conferm la ragazza seccamente. E una grande.
Ha studiato alla Sorbona. Ha scritto un paio di libri ed
 stata giornalista televisiva.
Che meraviglia! Michael aveva una vaga conoscenza
della signora Purcell. Uno di quei docenti europei chic e
strapagati, che si frequentavano tra di loro in cerca di cibo
genuino e conversazioni seriose, che amavano fotografare
piccoli ristoranti sulla strada e pittoresche stazioni di benzina.
Buon per noi, certo disse a Phyllis, la chiamer. 
in ufficio 'sto pomeriggio?.
Fino alle quattro e mezza rispose la ragazza con un
sorriso colpevole. Per favore...
E come si poteva dir di no a Phyllis, ninfa invernale col
copricapo infiocchettato da elfo, il nasino pizzicato dal
gelo e una sana ambizione? Cos, infrangendo il regolamento
della biblioteca, Michael chiam sul cellulare il
centralino del campus e si ritrov a parlare con la dottoressa
Purcell.
Probabilmente ci siamo incontrati al ricevimento del
preside disse lei. Aveva una voce piacevole, con un accento
che non smetteva di stupire, con inglesismi e parole
francesi pronunciate all'inglese. Non era stucchevole. Gli
aveva detto di essere cresciuta nelle isole Sopra Vento.
S, probabilmente concluse Michael. Si erano dati
appuntamento nell'ufficio di Lara tra mezz'ora.
Per tutto il campus gli addetti alla manutenzione stavano
spargendo sale sui viali per consentire a chi camminava
l'aderenza al suolo, impegnati in una lotta gi persa con
il freddo della notte imminente. Gli uffici dell'edificio di
politologia erano illuminati quando Michael si avvi su
per le scale decorate, passando davanti alle statue allegoriche
di ornamento.
La segretaria era andata a casa ma la porta del dipartimento
era aperta. Lui entr e trov la professoressa Purcell
alla scrivania. Buss due volte alla porta dell'ufficio.
Lei  Michael Ahearn? gli chiese e si alz in piedi
abbandonando la sedia.
La professoressa Purcell?
Era di poco pi bassa di Michael, alto un metro e ottanta.
Indossava un'elegante dolcevita viola e al collo portava
una collana d'oro con un piccolo ninnolo a forma di
corno. Una minigonna di pelle, collant neri e stivali.
Ho sentito parlare molto di lei da Phyllis disse la professoressa
Purcell, lei  il suo maestro e modello.
Be', Phyllis  un angelo, una ragazza splendida!
Davvero? chiese la professoressa.
La parete dietro la scrivania era decorata con quadri dai
vivaci colori tropicali. C'erano anche delle foto, scattate in
giardini circondati da palme con fontane ornamentali e
balconi in ferro battuto. In quelle immagini Lara Purcell
posava insieme a persone di razze diverse, caratterizzate
da una comune aria di calma e fiduciosa raffinatezza. Tutti
apparivano attraenti, tutti tranne un roseo uomo sovrappeso,
dall'aspetto malato, che era accanto alla professoressa.
I suoi tratti erano vagamente familiari a Michael: un
politicante, antipatico, uno della parte avversa. Ma
Michael non aveva tempo per esaminare attentamente
tutti i dettagli dell'ufficio.
Be' s rispose lui.
Mi chiami Lara gli disse. Portava i capelli neri fino alle
spalle, con uno spruzzo di mche bianche in fronte. La
carnagione era molto pallida, gli occhi sul verde, grossi,
rotondi e impassibili. Al di sotto c'erano delle lune piene
di carne senza rughe, un gonfiore inspiegabilmente seducente.
Era piuttosto esteso e rendeva sensuale il suo aspetto
pronto e intelligente. La bocca era provocante, le labbra
grandi e carnose.
Lara lo fece accomodare.  cos seria Phyllis... E pensa
che lei prenda sul serio cose che sembrano buffe.
Chi, io?
La professoressa rise vezzosamente: S.
E Phyllis pensa che vada bene? chiese Michael.
Credo che avesse dei dubbi. Non pensava si potesse
fare. Ma ora ha capito tutto di lei.
La quieta sfrontatezza di Lara lo fece trasecolare. Non
era cos che la gente parlava a Fort Salines.
Sono felice di sentirglielo dire. Sono molto possessivo
con Phyllis.
Stia tranquillo, Mister Ahearn, Phyllis  sua.
Per favore mi chiami Michael. Phyllis continu 
anche una sua fan.
Lara si limit a sorridere. Guard l'orologio.
Verso quest'ora di solito faccio una pausa caff da
Beans. Le va di venire con me?
L'abituale break che Michael faceva alla stessa ora era
un bicchiere di whisky nel suo ufficio. Decise che per la
bevuta c'era tempo.
Fu difficile scendere per il pendio del sentiero ghiacciato.
Ogni tanto uno dei due cominciava a scivolare e allora
interveniva la mano dell'altro ad aiutarlo. Beans, la caffetteria
del campus, si trovava alla fine di Division Street,
quattro isolati di fiorenti magazzini al dettaglio e aziende
di servizio, che terminavano nella piazza principale. Il
posto era pieno di ragazzi. Vicino all'ingresso alcuni stranieri,
laureati e dell'ultimo anno, erano seduti a una
lunga tavolata e parlavano francese. Entrando con
Michael Lara si ferm a chiacchierare. Non lo present.
Fecero la coda per un cappuccino in bicchieri di carta e
li portarono a un tavolo in fondo alla sala.
Deduco esord Michael che non ha ancora accettato
di entrare nella commissione di Phyllis. Dovrei convincerla
io....
 una ragazza deliziosa rispose Lara. A quanto pare
ha fatto il suo dovere. Ma non voglio lacrime. Non accetto
ciecamente l'esame di lingua. Mi aspetto una convincente
difesa in perfetto inglese.
Phyllis  forbita. Non posso giudicare la scioltezza del
suo francese. Ma  intellettualmente curiosa. E ha una
coscienza sociale.
La professoressa guard oltre la spalla di Michael per
lanciare un veloce saluto a un collega.
 la sua coscienza sociale che mi preoccupa ribatt.
La prego, mi tranquillizzi. Sentir il solito ipocrita sproloquio
in un americano da bambocci? Se s, vede, la piccola
filer via di corsa a calci nel sedere.
Michael si disse che doveva avvisare la povera Phyllis di
cosa l'aspettava.
Garantisco per lei. Credo che sopravviveremo al suo
esame.
La responsabilit  sua gli rispose Lara.
Per un attimo si guardarono.
Deve sentire un mucchio di cretinate fece Michael,
ma Phyllis non  cos.
Una vera schifezza disse lei con un leggero ghigno.
La vita  una fiaba e loro sono delle piccole fate. Le piccole,
eroiche fate dell'egualitarismo femminista. Spetta a
noi impedirgli di rovinarsi.
Tenerli buoni in campagna replic Michael, prima
che vedano Paris....
Esatto. Soffocarli in culla. Perch, sa, uno li vede all'estero
e si vergogna di essere americano.
Diventano insopportabili conferm Michael. Comunque
non pensava a Lara come a un'americana.
Ma lo sono, insopportabili! A casa loro, nell'assurda e
provinciale palude accademica di posti come questo ci
organizzano la vita.
Risero.
Sta arrossendo. Non l'ho mica offeso? Oh, temo di s.
No, lei ha perfettamente ragione rispose Michael.
Qua regnano slang e linguaggio da camionisti. Ora come
ora non sono sicuro che in istituzioni pi importanti sia
meglio...
Questioni di sfumature. La politica ha rovinato posti
come Berkeley. Sono decisamente reazionari, e a me va
benissimo. In altri, tipo Yale, il potere  semplicemente
cinico.
Mi dica, che ci fa un tipo come lei nella profonda provincia?
 quello che mi merito. E lei?
Be' io sono un provinciale. I tipi come me sono garanzia
di autenticit.
In effetti ho deciso di stabilirmi qua con il mio ex marito.
 molto comodo per il lavoro.
 una citt ideale per i bambini.
Lara scosse la testa. Non ho bambini. Poi continu:
Vorr andarsene. Il suo pranzo l'aspetta.
Stasera Norman Rockwell le spieg viene a farci il
ritratto.
Le delicate narici si dilatarono leggermente. Un artista,
vero? Uno di quelli sentimentali? Secondo lei io idealizzo
la sua vita familiare in termini troppo sentimentali?
Tutte le famiglie felici sono uguali replic Michael.
Che c' per pranzo?
Intende per cena? Brasato.
Allora non la trattengo scherz Lara. Pu dire alla
sua pupilla Phyllis che sar in commissione. Spero non se
ne pentir.
Sono sicuro di no.
Gli diede la mano. E prosegu dobbiamo conoscerci
meglio.
Oh certo, spero di s.
Prima che lui si voltasse, Lara alz la testa e sollev un
sopracciglio. Come per dire che era destino. Come per
dire: ora  inevitabile. Quando usc in strada al freddo gli
stava scoppiando il cuore.
Dalla caffetteria fino a casa era una passeggiata di tre
quarti di miglia. Il gelo, la camminata e gli scintillii dell'incontro
con Marie-Claire Purcell avevano acuito la sua
voglia di bere. Kristin, in tuta da ginnastica, era in cucina
a preparare una delle sue veloci specialit vichinghe: salmone
affumicato all'aneto e senape. Aveva avuto due corsi
e il resto della giornata l'aveva trascorso in piscina.
Michael le pass accanto e prese la bottiglia di scotch dalla
credenza.
Sei in ritardo gli disse.
Ero impegnato.
Davvero?
Si riemp mezzo bicchiere di whisky e vi aggiunse dell'acqua
di rubinetto.
Con Phyllis? chiese Kristin.
Pressappoco. Ti prendo una birra dal frigo?
Come no rispose lei. Che voleva la piccola Phyllis?
Michael le pass la lattina.
Voleva che pianificassi la sua commissione di tesi. E cos
ho fatto.
A volte mi chiedo chi dei due  l'assistente.
Chi dei due sia l'assistente.
Lei si gir verso di lui, pos la birra accanto al salmone
affumicato e lo mand a quel paese. Poi usc dalla stanza.
Michael con calma si rivolse al posto lasciato vuoto da
lei.
C' una regola chiese per cui ogni volta che mi sento
pi o meno umano tu mi devi fare incazzare?.
Si sentiva sprofondare. Era chiaramente fisiologico, pensava,
la fine dello slancio, la sensazione di toccare terra col
mento. Dentro di s conservava l'immagine di lei che si
allontanava, la postura dritta, la treccia dondolante, lo
splendido culetto avvolto nei collant di delicata flanella
grigia. Bench lo temesse, qualcosa della sua rabbia lo
eccit.
Si scol il bicchiere. Era annoiato dalla valutazione dell'eziologia
del suo arrapamento, dallo scavo introspettivo,
letterario o cosa. Annoiato dall'introspezione. Un uomo
senza senso era una cosa meschina, e sempre pi dal giorno
della caccia al cervo si stava rivelando come tale.
Forse, rifletteva, quella non era noia ma paura. Erano
strettamente legate. Dietro la mite irritazione, l'orrore
vero. Arriv suo figlio che si tolse la maglia da hockey e la
gett nel mucchio di roba da lavare.
Mamma d di matto disse il ragazzo.
Un po' di rispetto per i sentimenti di tua madre disse
Michael riempiendosi un altro bicchiere.
Eh?
Di Ifigenia irata diciamo che d di matto? gli chiese. E
mentre il ragazzo cercava coscienziosamente di ricordare
chi fosse Ifigenia, Michael gli ordin di fare il bucato.
Non si butta la roba sporca cos. Infilala in lavatrice. Poi
cenerai.
Mentre Paul trascinava il cesto del bucato in lavanderia,
Michael and con il bicchiere in camera da letto. Sua
moglie non si faceva trovare.
Kris?
La porta del solaio era leggermente socchiusa ma sulla
scala che conduceva su non filtrava luce. Apr di poco la
porta: buio.
Kris? chiam a voce alta.
Va tutto bene rispose lei. Mi spiace.
Michael trov l'interruttore e lo premette ma la lampadina
doveva essere fulminata: gli scalini e il solaio restarono
scuri. Sal i primi due gradini.
Lo sai la rassicur che non c' niente fra me e Phyllis.
E quando dico niente  niente.
S, ti credo gli rispose. Scendo gi. Tra un attimo.
Vado a preparare il tuo delizioso salmone.
Oh s, va'.
Si ferm nelle tenebre, indeciso se fare un altro passo in
avanti sulla scala.
Va' va', io arrivo.
Mentre Paul faceva fare al bucato il suo ciclo di lavaggio,
Michael scald il pesce e fin di preparare la salsa tartara,
ma di Kristin nessun segno. Mise due piatti sulla tavola in
cucina. Intanto ci dava dentro con la bottiglia di scotch.
Paul, con una fame da lupi per l'hockey, spazzol la
prima porzione e si serv di nuovo dal fornello.
Lascia qualcosa a tua madre.
Certo pa'.
Michael apr una birra da bere con il salmone. Sai
come la penso disse al figlio. Credo ci sia una ragione
arcana per cui adoriamo questo genere di cibo aspro,
intenso. Saporito.
Come una specie d'impulso primitivo?
S, ecco. Osserv il salmone immerso nella senape
gialla. Credo che un tempo ci piacesse la carne marcia.
Ne facevamo provviste come gli orsi. Adesso cerchiamo di
recuperarne il gusto.
Michael fece una pausa, poi pos la forchetta.
 cos disgustoso... Bah! Caspita...
La mia tesi non ti convince?
Paul, che da quando parlava adorava quegli sfott, stava
scoprendo la differenza tra suo padre da sobrio e suo
padre da ubriaco. La fase da sbronzo non lo preoccupava
pi di tanto. Sparecchi con calma la sua parte di tavolo,
svuot il resto del piatto nel lavandino e si mise a lavare le
stoviglie.
Michael stette ancora un'ora a tavola, diminuendo le
bevute, rimuginando a caso, rievocando l'incontro con
Lara. Poi si ricord di Kristin al buio su in solaio. Quando
sal, Paul era al computer. La porta del solaio era chiusa.
Poi vide che Kristin era andata a letto. La treccia sciolta, se
ne stava contro il muro. Lui entr e si sdrai al suo fianco.
Te lo giuro le disse, te lo giuro, sei l'unica donna
della mia vita. L'unica. Se il problema  questo... be' non
c' nessun problema.
Lei si gir per guardarlo in faccia. Non mi mentiresti,
vero Michael?
Lui l'abbracci.
Ma come puoi pensare che io butti via tutto quello che
abbiamo per una ragazzina come Phyllis? E una bambina.
Dico sul serio, Kris.
Accarezzandole la guancia intravide un'aria interrogativa
nel modo con cui lo fissava. Ci gli fece capire quello
che di colpo gli sembr avrebbe dovuto essere evidente, e
cio che forse il problema non era la dolce Phyllis, ma
qualcos'altro, qualcosa che la stessa Kristin non riusciva a
cogliere. Quel pensiero lo spavent.
Si alz e and a vedere Paul, che aveva spento il computer,
appoggiato il suo Tolkien vicino alla lampada da tavolo e stava dicendo le preghiere. Michael gli sussurr
buona notte.
Notte pa'.
Attenti alla gamba ferita di Kristin, fecero l'amore delicatamente.
Era un vero piacere palpare il corpo di lei,
dalle ossa e dalle gambe cos lunghe. Un corpo forte, dotato
di stupefacenti morbidezze. Poteva essere molto smaniosa,
con un fare che alternava cedevolezza a resistenza.
In lei c'era una sorta di fierezza fisica: ogni volta era necessario
dominarla, convincerla. A volte ci lo portava a
ragionare in termini di logica, di piccoli sillogismi, scoperte,
riconoscimenti. Ma quella notte le cose non andarono
bene. Lui continu a pensare a Lara, Kristin se ne stette
sulle sue come se sapesse cosa pensava suo marito.
Qualche giorno dopo Michael pranz a un fast food in
citt con Norman Cevic.
Miss Purcell esclam Norman, mon Dieu!.
Perch che c'?
In origine era sposata. Vennero assunti insieme. Avevano
vissuto in Francia, insegnavano laggi.
Suo marito era francese?
La sua vecchia fiamma era francese ed era considerato
un acquisto per il dipartimento di scienze politiche. Era
una specie di pupillo di Ridenhour. Ma comunque lei a un
certo punto lo perse.
Il povero dottor Nicholas Ridenhour era stato un fautore
di scarsa importanza della guerra fredda, appartenente
a quella convinta frangia di destra che manteneva il dipartimento
di scienze politiche come una sorta di silvestre
granducato clerico-fascista. Una volta un burlone aveva
detto che i suoi membri coniavano monete d'oro con
sopra l'effigie del dottor Nick.
Lo perse?
Lui ottenne un lavoro migliore nel lontano Oriente. A
Solo.
Un uomo concreto comment Michael.
Gente pratica ribad Cevic.
Dunque lei la pensa come suo marito...
Senti, amico gli fece Cevic,  una donna pericolosa.
Davvero!.
Pericolosa?
 molto sveglia. Ha un seguito, gente che l'adora, tra i
ragazzi.
 affascinante osserv Michael.
Non  affascinante,  la femmina pi eccitante in tutta
la storia dello stato!
Sembra pazza disse Michael. Non se n'era accorto
prima.
Lo . E fa impazzire gli altri.
Phyllis Strom la vuole nella sua commissione di tesi.
Be', amico,  dura per una giovane mente. Cerca di evitare
che morda Phyllis alla gola.
Quel pomeriggio ebbe un problema di comunicazione
durante il suo secondo corso, un seminario di scrittura. Il
gruppo, guidato da una ragazza atletica ed estroversa, era
impegnato a esaminare i problemi personali dei personaggi
per un brano di narrativa di quattro pagine. I bisogni
intimi e le possibili scelte di vita di queste esigue figure
venivano studiati come se fossero gli ospiti di una specie di
talk show televisivo, dove i partecipanti si massacravano a
vicenda.
Per la miseria! esclam Michael. Qua dovreste riprodurre
la vita! E come un corso di disegno: i caratteri non
sono reali finch non li rendete tali! Non state facendo
terapia di gruppo n assistenza sociale n un raduno per
aumentare l'autostima! Che ne dite di un po' pi critica
letteraria e un po' meno solidariet?
I ragazzi imbronciati se ne andarono prima del previsto.
Aveva sbagliato a essere cos diretto. Loro capirono solo
che la loro buona volont di giovani era stata insultata.
Aveva usato un linguaggio offensivo. Si era rivolto loro con
sarcasmo. Doveva stare pi attento.
Confuso se ne and in piscina a nuotare. I vapori delle
docce e gli echi liquescenti erano la consolazione di quell'uggiosa
giornata invernale. Si godette il piacere di una
corsia tutta per s. Nuotava vigorosamente, come se cercasse
di superare l'ombra dentro di s. Una specie di
conto da pagare.
Aveva un buon rapporto, cos gli sembrava, con la casualit.
Per lo meno di giorno, a patto di non pretendere di
valutarla: la casualit non era meno crudele di un'improbabile
misteriosa provvidenza. Si era sempre considerato
un uomo fortunato.
Si prese una lattina gelata di succo di pompelmo dal
distributore nell'atrio e si imbatt in Lara Purcell che sorseggiava
una bottiglietta d'acqua l accanto. Portava un
body nero senza maniche e intorno al collo aveva un asciugamano
bagnato.
Fatto aerobica? chiese Michael.
Squash.
E dove li trova gli avversari?
Oh, qua ci sono molte donne in gamba. Gioco anche
con gli uomini. Si scol la bottiglietta di plastica e la gett
nel contenitore contro il muro vicino. Canestro perfetto.
E lei gioca?
Solo racquetball.
Oh fece Lara. Gioco anche a quello.
Le va di giocare domani?
A che ora?
Per le tre?
Ma le tre, se si fossero fermati per un caff, l'avrebbero
riportato a casa sospettosamente tardi. Alle quattro era
buio. Decisero per le due.
Se lei se la cava scherz Lara, le insegner lo squash.
Di nuovo in ufficio telefon a Norman Cevic.
Sai, Lara Purcell gli disse mi ha invitato a giocare a
squash.
Segu un breve silenzio in linea. Che ti posso dire,
Michael?
Ci sto provando?
Sgambettare mezzi nudi in una stanza ermeticamente
chiusa? Tu che ne dici?
Avrei dovuto dire di no. Dovevo rifiutare.
Invece?
Ho accettato. Racquetball per l'esattezza.
Be' sai gli disse Norman, certe nostre colleghe, non
faccio nomi, sono delle svitate. Calamit alla ricerca di vittime.
Chi lo sa che giochi si stanno intrecciando? Non mi
riferisco allo squash.
La chiamer replic Michael, m'inventer una
scusa.
Bene ribatt Norman, sei un uomo di mondo.
Molto divertente, pens Michael. Ma non era cos. Era
figlio di una prof di paese, per quattro quarti nipote di
braccianti, convolato a nozze subito dopo il liceo. Un burino
iperistruito.
Quella sera la PBS mand in onda un documentario
estremamente interessante sui detenuti per omicidio in
attesa di esecuzione nel braccio della morte. Il programma
gett gli Ahearn in un lieve sconcerto. Che terrore
cadere nelle mani di un sistema cos crudele e arbitrario
come la legge, cos surreale nella sua indifferenza verso
qualsiasi forma di responsabilit. Era il genere di cose che
ti fanno venir voglia di pregare.
Per la crudezza delle immagini Kristin aveva proibito a
Paul di vederlo. Michael, che avrebbe preferito che suo
figlio lo vedesse, non si oppose, ma pi tardi se ne pent.
La mattina lesse i compiti sul Risveglio di Kate Chopin.
Molti studenti non si erano presi la briga di finire il libro.
Parecchi lo paragonavano a Madame Bovary, presumibilmente
un'osservazione copiata da qualche Bignami o
altrove. Alcuni si scusavano per non riuscire a simpatizzare
con l'eroina, a malapena consci che la simpatia era la
reazione prevista. Le femministe liquidavano Edna come
una scriteriata. Eros e Thanatos erano troppo antiquati e
reazionari, anche a volerli includere in un solitario atto di
liberazione personale.
Quella reazione non doveva stupire. I solitari atti di liberazione
personale erano ci che doveva essere risparmiato
o proibito a tutti quanti. Rappresentavano il fallimento di
ogni spinta progressista. Il coraggio di essere se stessi, una
virt molto celebrata in campus come il loro, perdeva il
suo fascino se eri egoista, assetata di ragazzi e una pessima
madre come lo era Edna.
Gli era successo che per tutta la sua carriera si era scagliato
contro il vitalismo in letteratura, irridendo le pretese
dei seguaci dell'antinomismo, del libertinaggio consapevole.
Se quello che pensava e diceva gli stava a cuore,
adesso Avrebbe dovuto riesaminare ogni cosa. A met mattinata
cominci ad associare le insidie del vitalismo alla
partita di racquetball del pomeriggio. Salt il pranzo e
arriv in palestra con largo anticipo. Lara aveva prenotato
il campo.
Giocarono un'ora. La professoressa Purcell portava dei
pantaloncini in lattice e una canottiera rossa del club, i
capelli neri legati in una coda di cavallo con un nastro
giallo e nero. Giocava fissando dritta la parete frontale,
completamente assorbita, cos sembrava, dal gioco. Era
veloce e decisa, per niente intimorita dai colpi o dalla
palla. Lo sconfisse in due delle manche da quindici punti,
e la sua tecnica sembrava migliorare man mano che giocavano.
L'ultima manche fu la pi difficile: si alternarono al
vantaggio quasi una dozzina di volte prima che vincesse
Michael. Gli sembr di non aver mai affrontato una donna
cos forte. Terminata l'ultima manche ebbe una veloce
visione dell'estate, il tennis e le limonate, una strana, felice
anticipazione che non provava da settimane.
Lara, arrendendosi al trionfo finale del suo sfidante, si
lev gli occhiali di protezione, si asciug il sudore dalla
fronte e pos la mano destra sulla spalla di Michael. Lui
pot sentire benissimo il suo tocco.
Oh fece lei, sei proprio bravo!.
Michael aveva a stento il fiato per rispondere.
Allora m'insegnerai lo squash?
Lara rise e scosse la testa.
S'incontrarono, vestiti, nell'atrio adorno di bacheche
con i trofei e di foto incorniciate delle squadre degli anni Venti.
Caff? chiese Michael.
Lara esit. A dire il vero sono stanca morta. Li sai fare
i massaggi?
Detta cos non poteva che essere una battuta.
Temo di no...
Be', io vado da una signora lettone. Ne sento proprio il
bisogno...
Buona idea fece Michael. Se anch'io avessi una signora
lettone ci andrei.
Oh no ribatt Lara, mi sento un'egoista! Troviamo
qualcosa che possiamo fare insieme. Quello che vuoi.
Direi che la cosa migliore sarebbe bersi una bella birra.
Decadente eh?
Ma no!  salutare. E piacevolmente provinciale.
Con la Saab di Lara raggiunsero un circolo sportivo in
uno spiazzo circondato da caseifici i cui silo e cisterne
incombevano sulle finte tegole e le torri di latta del posto.
Qualche studente del campus e una tavolata di autisti
fuori servizio della FedEx seguivano distrattamente una
partita di calcio sullo schermo gigante. Sunderland contro
Manchester United. La telecronaca faceva a gara con Billy Joel.
Lara portava una pelliccia di volpe fino alle caviglie.
Andandola ad appendere per lei Michael poteva sentire il
calore del corpo sulla fodera di seta. Pass le dita sul
manto. Il bar serviva Harp bionda alla spina.
Stanotte dormir disse Lara con un compiacimento
felino, ne sono sicura.
Anch'io lo spero.
Difficolt a dormire?
Michael annu e scroll le spalle.
Fatti dare qualcosa dall'infermeria.
No, cara mia.
Ma che senso ha? Insisto...
Eddai, lo sai come son fatti... Credono nella radice di
valeriana. Pensano che la fatica sia il miglior cuscino. Che la
gente non abbia bisogno di dormire. Gli piace dir di no.
Ma devi dormire! Ti dar io qualcosa...
Le labbra di Lara erano distanti pochi centimetri e
quando lui le baci gli sembr di sentire dal bancone un
piccolo coro di urr. Si lasciarono cadere sullo schienale.
Michael si sentiva debole e stordito.
Domani giochiamo? gli chiese. T'insegner lo squash.
Non mi piace perdere con una donna disse Michael.
 contro i miei principi.
Sono una brava maestra. Ti render in grado di battermi.
Sar come un'opera lirica.
Lo squash? domand Michael.
Lo squash  il gioco del fato. Il gioco della palla. Devi
essere pronto a morire. Devi sapere come cantare.
Forse posso batterti fece Michael. Se ci riesco mi
prendo i tuoi vestiti. Va bene? Mi accontento di questo.
Grazioso... replic Lara. Ti far cantare in catene. E
avr il tuo tenero cuore su un vassoio.
La baci di nuovo.
Quella notte, dopo che Paul era andato a letto, Kris gli
chiese: Hai mai pensato di rivolgerti agli Alcolisti Anonimi?.
Nemmeno per sogno rispose Michael.
Penso proprio di andarci.
Davvero? A morir di noia la sera? Sar un luogo d'incontro cos eccitante...
Ormai immune, Kristin lasci stare il sarcasmo l dove era caduto.
Stavo pensando a come alle volte sei assente. Come se non ci fossi...
Erano al secondo piano a riordinare una camera degli
ospiti piena di scaffali messi per accogliere i libri in eccesso.
Ma io ci sono, Kris! Una stupida precisazione fu il massimo
che riusc a fare.
Lei prese un volume senza copertina e guard il dorso.
Sar pure un'ottusa testa quadrata, caro mio, ma so quando sei con me e quando no...
Andarono a dormire. Michael spense la sua lampada da
letto e si gir, dando le spalle a Kristin. Lei era al suo fianco,
dura come il bucato inamidato, leggeva o faceva finta.
Michael si addorment prima di lei.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Il giorno dopo s'incontr con Lara per il racquetball e
serv ace dopo ace. Molto spesso i loro corpi si toccavano, il
che rendeva la partita fatta di brevi impressioni sensoriali e
ognuna di esse lo portava ad aspettare quella successiva: il
petto di lei contro il suo braccio, il polso intrecciato per un
attimo col suo quando lei gli raddrizzava la racchetta.
Chiamala! gli diceva.
No,  tua!
Sotto la doccia era infiammato, spaventato e pieno di
rimorsi. Quella mattina si era divertito con Kristin leggendo
il giornale. Qualche stramba buffonata di poca importanza
in un articolo di fondo. Quelle risate insieme erano
ormai diventate piuttosto rare. Era stato incoraggiante, un
buon segnale. Ma nessuna acqua bollente poteva lavare via il brivido del contatto con Lara.
Dai gli fece quando si ritrovarono puliti e vestiti, andiamo.
Si supponeva che stessero andando a casa di Lara.
Michael sal sulla Saab. Durante il viaggio strofin il palmo
della mano sul bracciolo di pelle. Lo sguardo si pos sulle
calde curve della coscia appoggiata al sedile al suo fianco.
Cristo, pens, per una volta in vita tua conosci la differenza
tra ci che vuoi e ci che non vuoi. Non era passato
molto tempo da quando aveva riflettuto sulla sua attitudine
alla felicit. Naturalmente era stato drammatico.
Che altri sport ti piacciono? gli chiese.
Mi piace nuotare. Ogni estate mi immergo tra i relitti
del Lago Superiore. Ho attraversato il Virginia Giles da poppa a prua.
Davvero? Anch'io faccio immersioni. Mai stato nelle acque tropicali?
Una volta. Con un charter per Bonaire.
Piaciuto?
Alz le spalle. Non ci sono parole. Sublime! Ma quello
che adoro sono le navi affondate. Ho attraversato per il
lungo un sottomarino tedesco al largo di Block Island. Un'esperienza indimenticabile!
Preferisco la barriera corallina. Troppi fantasmi nei relitti...
Era una giornata chiara, quasi senza vento. Lara parcheggi
a fianco di una stalla. Lui la segu e la osserv
mentre toglieva le sbarre alle porte. Era una scuderia con
sei posti, due dei quali occupati da un prestante sauro e da
un esemplare grigio. Entrambi avevano un mantello chiaro
sbiadito. Alla carezza di Lara si girarono, il grigio le
morsic le dita finch lei non ritir la mano. Il fiato dell'animale
vaporava nel gelo del locale.
Te ne occupi tu?
Per lo pi, ma se mi serve aiuto non mi mancano certo
le contadinotte all'universit...
Lara prese da un gancio una spazzola e inizi a strigliare
il manto del sauro. Questa volta si era preoccupata soltanto
di mettersi una giacca da sci sulla tenuta in tessuto
sintetico con cui aveva giocato.
Gli faccio fare gli esercizi di mattina. Tu sei mattiniero?
Dai, sbrigati, sveglia!
La mattina io do da mangiare ai miei animaletti sgranocchia-zucchero.
Ovviamente... Pass al gabbiotto successivo e spazzol
l'altro cavallo. Poi riappese la striglia e lo port fuori dalla
stalla verso la casa vera e propria.
Ti va un bel fuoco? abbiamo tutto l'occorrente.
Mentre accartocciava pagine dell'Express e raccoglieva
trucioli, lei gli disse: Ne far uno anche in camera da letto....
Michael accese la legna. Sulla parete del soggiorno,
sopra la credenza, si stagliava il ritratto del senatore. Nella
stanza vicina Lara canticchiava fra s una melodia in francese,
semplice e familiare, che Michael aveva gi sentito.
Forse una ninnananna.
Si sfreg via dalle mani i trucioli ed entr in camera da
letto: lei era in piedi accanto alla stufa, gli prese le mani e
attirandolo a s le infil sotto il giaccone. Poi chiuse gli
occhi. Un lieve sorriso. La percezione del suo corpo gli
toglieva forza, a oncia a oncia. La colonna candida e brunita
della gola, il petto sodo, la curva e l'insenatura del
caldo sedere di seta nel tessuto sintetico sotto le carezze
del suo palmo: ecco la cecit, la vertigine. Vette della terra,
volta del cielo, purezza, corruzione, incorruttibilit.
Tomba il firmamento. La carne come violazione, beatitudine,
libert, residuo, oblio. Affonda dentro di lei e vola,
che lei diventi la tua estrema volont. I suoi capelli erano
umidi e profumati. Era tutto quello che desiderava. L'aveva
desiderato da cos tanto tempo.
Ovunque la toccasse s'infiammava, rabbrividiva tra le
vampe. Lei si liber delle sue mani e gliele pos sui fianchi.
Michael scrutava quel suo sorriso strano e lontano.
Poi Lara gli pieg i polsi dietro la schiena, come fosse un
prigioniero, e sal sui suoi piedi in modo da essere pi alta
di lui di un paio di centimetri. Lo baci in bocca. Gli lasci
le mani e con le sue gli palp il corpo, spingendo i pollici
nelle ascelle, blandendo la sua erezione.
Tesoro... sussurr Michael. Era una cosa assurda da
dire e lei giustamente si mise a ridere.
A letto rise di nuovo quando le chiese se era venuta.
Molte volte, cheri. S davvero insistette come se lui non
ci credesse. Dimmi solo una cosa fece una leggera risatina,
la tua chauceriana consorte t'ha mai detto dove si
trova il suo clitoride? Perch... e gli pos la mano sulla
sommit della vagina portandogli le dita su quella specie
di bottone perch voil sta qua! Che ne dici?.
Michael sent un fiotto di umiliazione per s e Kristin,
che amava.
O forse lei non lo sa, eh? cos casta e fedele... Stasera
quando il signor Norman Rockwell verr a farvi il ritratto,
chiedigli di mostrarle dove sta.
Non mi piace quando insulti le persone che amo. Se te
la prendi col sottoscritto va benissimo. So di essere un cretino.
Ah ah, sono stata cattiva! Ho infangato la virt, eh, ma
non l'avrei mai fatto se tu mi avessi colpito il culo con questo.
Su, puniscimi!
Not che aveva in mano una cinghia, una specie di collare
per cani. L'aveva tirato fuori da sotto il cuscino o da
qualche altra parte l vicino.
Avanti, puniscimi...
Quella cinghia era un oggetto singolare. Sembrava priva
di fibbia e di fori per inserire la linguetta metallica. Lara
gliela consegn gettando la testa all'indietro sul letto, la
gola inarcata, la fronte spinta all'ingi. Gli mostr il bianco
dei bulbi, allungando gli arti ai quattro angoli del letto,
rovesciando le braccia dalla parte del gomito.
Sono stata cattiva! Ho insultato la tua mogliettina verginella!
Si mise la cinghia intorno alla gola. Avanti, ragazzetto
americano, puniscimi!
Michael osservava la splendida muscolatura della gola, la
sua lunghezza, la pelle perfetta e strinse la cinghia.
Lei lo guardava negli occhi vomitandogli addosso un
francese di cui non capiva una parola. Continu a stringere
finch lei non si ferm. Allora mantenne la stretta per
alcuni secondi. Gli occhi le si erano gonfiati. Per tutto il
tempo Lara tenne gli arti tesi contro i bordi del letto.
Michael gett via la cinghia: erano rimasti dei segni rossi
sulle nervature della gola. Lara se li tocc con le dita.
Ti piace? gli chiese.
Gli piaceva. Stavolta non ebbe problemi con il suo clitoride
e si leccarono come fossero cani che si pulivano, assetati.
Restarono in silenzio per un po'.
Oh, dio mio, tesoro... disse lei.
Fuori si era fatto buio. In camera era buio, tranne la luce
del fuoco che avevano acceso.
Oh, dio mio, tesoro, va bene... rispose Michael.
 tardi, sei in ritardo.
Fanculo.
Lara si raddrizz dandogli una pacca sulla spalla.
Oh no! Adesso non fare il bamboccio con me!
No? Non posso fare il bamboccio con te?
No. Gi gi. Ti lavi e fili dritto a casa, ti aspettano la
cena e il signor Rockwell! Strisci nel letto andandosi a
sedere al suo fianco: gli prese la faccia e lo baci. O dovr
cacciarti via e non tornerai mai pi e sar quel che sar.
Capito? Gli diede una bella gomitata sulle costole. Capito
compare?
Cos mi fai male!
Oooh rispose amorevolmente con beffarda sollecitudine
povero bimbo... che sfiga del cazzo!.
Michael and in bagno a farsi una doccia. Avrebbe potuto
vivere senza quello che gli era appena successo? E senza
di lei? La risposta era s, certo che avrebbe potuto vivere
senza di lei. Adesso col senno del poi avrebbe potuto facilmente
essere una persona per bene ed evitare quello che
era successo. Troppo tardi ormai. Era in piedi sotto il violento
getto dell'acqua. Lavarsi, lavarsi, lavarsi tutto il giorno.
Battezzato nel piacere, pens. Di nuovo libero.
Lara lo riport al campus dove recuper la macchina.
Durante il tragitto per casa si immagin il sospetto di Kristin
e la rabbia per il ritardo. Erano quasi le otto, troppo
tardi per la cena con gli altri, troppo tardi per aiutare Paul
con i compiti.
Una volta parcheggiata l'auto, la prima cosa che vide fu
la faccia vagamente in ansia del figlio alla finestra della
cucina. Aveva cominciato a nevicare. Quando entr, di
fronte al persistente profumo della cena cap quanto fosse
affamato.
Ho messo via qualche fetta d'agnello nello scomparto
in basso del forno lo inform Kristin venendogli incontro.
Si saranno seccate.
Mi dispiace rispose, ho avuto da fare con la commissione
di Phyllis Strom. La carriera accademica di Phyllis
assunse la spinosa apparenza dell'alibi.
Davvero? fece Kristin. E com' organizzare la commissione
per Phyllis Strom?
Non ci si annoia mai... ribatt lui.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Nel silenzio ammantato di neve del suo studio, Michael
leggeva le considerazioni di un tale Keith Michneicki sul
Segno rosso del coraggio di Stephen Crane. Keith aveva vent'anni
e veniva dai frutteti di meli della zona lacustre. Era
un campione di hockey, e un lettore sottile, perspicace.
Probabilmente l'unico della classe ad aver individuato il
vitalismo cui virava Il segno rosso del coraggio, il culto della
forza, il tormento del sangue e del sacrificio. Come ogni
buon ragazzo americano di sane abitudini, aveva finto di
non sapere cosa stesse cercando, ma lo nascose con troppa negligenza.
Henry capisce aveva scritto che abbiamo in noi i
mezzi per affrontare tutte le sfide della vita.
Non c'era una giustificazione per una cosa del genere,
anche se gi al lago, tra i raccoglitori di mele, ancora
molta gente continuava a credere che quello fosse il tipo
di lezione che i ragazzi andavano a imparare al college.
Leggi il libro! annot Michael sul compito di Keith.
Che roba ? Propaganda? Verit o illusione?
Poi mise da parte i compiti e si dedic al computer. Incuriosito
da Norman Cevic si era messo a passare molto
tempo in internet sulle tracce della sua nuova amica Lara.
Trov innanzitutto il suo ex marito, un francese di nome
Laurent Corvus, laureato all'cole Normale Suprieure e
all'Universit di Ginevra, assistente in Africa del defunto
Desmond Jenkins, un europeo di sinistra esperto di colonialismo.
Aveva cominciato come insegnante di scuola
superiore, poi aveva lavorato per la Croce Rossa e per
l'UNRRA in Medio Oriente. Le informazioni si trovavano
in un sito dedicato agli affari esteri e alla sicurezza. Era
stato vicerettore e consigliere d'amministrazione di alcune
universit africane. Difficile immaginare cosa l'avesse portato
a Fort Salines.
La stessa Lara, con il cognome da nubile di Purcell,
appariva in alcuni siti. Aveva studiato nelle scuole svizzere
e conseguito un dottorato alla Sorbona. Il suo campo di
studio erano i Caraibi e le ex colonie in generale. Aveva
lavorato con suo marito ed era stata anche lei assistente di
Desmond Jenkins.
Marie-Claire Purcell era cresciuta a Santa Trinit, una
povera isola nei pressi delle isole Sopra Vento; il suo curriculum
menzionava una storia tascabile del luogo. Santa
Trinit era un'isola inglese produttrice di zucchero che
presentava un'esotica cultura dell'esilio. Nel 1804, al termine
delle guerre d'indipendenza haitiane, centinaia di
padroni di schiavi francesi erano sbarcati da Cap Haitien
con i loro beni e i loro servi. Laggi perduravano vud e
diverse influenze della lingua francese.
Il sito elencava le sue pubblicazioni: una breve storia di
Santa Trinit, uno studio sulla colonizzazione francese in
Africa occidentale e nei Caraibi. Inoltre veniva pubblicizzato
un hotel che sembrava appartenere alla sua famiglia
nella Baia di Tutti i Santi, nel sud dell'isola. E si forniva un
elenco di libri di suo fratello, John-Paul Purcell, un autorevole
esperto di pratiche religiose caraibiche. Aveva scritto
e pubblicato parecchio. La stessa Lara sedeva nel consiglio
d'amministrazione di alcune societ in affari con l'America
tropicale. Sembrava anche essere collegata a una
compagnia chiamata AbouyeCarib.com.
In ogni caso il sito era protetto da un'icona quadrata che
appariva nel bel mezzo dello schermo pretendendo la password.
Il quadrato aveva un disegno intricato e vagamente
ostile. Michael si era presentato tardi e refrattario all'universo
di internet, soltanto con un po' meno fobie di sua
moglie. La pi audace impresa elettronica era stata la
decriptazione della password del computer di suo figlio,
Fal, il nome del cane al contrario, a dispetto della dislessia.
Aveva programmato di incontrare Cevic per pranzo in
modo che potessero analizzare tutto ci che aveva stampato
da internet. Non c'era granch. Per percorrendo il
cumulo di fanghiglia e ghiaccio tra il suo ufficio e l'ingresso
del self-service in citt, decise di tenere quella manciata
di documenti per s.
Davanti a una grigliata Norman si lamentava della burocrazia
del college. Aveva passato la mattinata in qualit di
rappresentante di facolt in una commissione che operava
con il sindacato dei dipendenti. Michael ascoltava spazientito.
Che ne pensi chiese infine a Cevic appena finirono di
mangiare della presenza di un servizio d'intelligence nel
campus?.
Aha! esclam Norman. Era il genere di domande che
apprezzava su un argomento adorato. Comunque era difficile
dire cosa sapesse esattamente.
Esiste?
Ma certo rispose Norman. Certo che esiste. Sarebbe
stato strano se Norman avesse detto di no.
E ad esempio dove? lo incalz Michael.
Be', chiedilo alla nostra nuova collega. Lavora nella
tana del povero Ridenhour, no? E il dipartimento dell'esimio
professor Ridenhour  la risposta alla tua domanda.
Trovo sia molto interessante. L'altro giorno t'ho mandato
a spassartela con Lara. Ora mi chiedi se ci sono delle talpe.
Allora dimmi: come mai una tale curiosit?
Mi  sembrata una con una formazione troppo cosmopolita
per un college campagnolo come il nostro.
Be' cos mi offendi rispose Norman. Ed era vero.
Michael non aveva mai imparato a stare pi attento.
Anch'io rivendico una formazione cosmopolita! Ne ho
fatta di strada da Iron Falls! Ed eccomi qua.
Tu sei uno specialista di cultura regionale replic
Michael, spingendosi alla lusinga. Tu sei qua per le tue
ricerche.  diverso dagli... allievi di Ridenhour.
Cevic sembrava rassicurato.
Sai che ho lavorato all'estero durante la guerra. Un
tempo ho lavorato in giro per il mondo. Il Progetto Michigan.
Sostegno allo sviluppo internazionale.
 proprio per questo che t'ho fatto 'sta domanda, Norman.
Ridenhour ha avuto i suoi giorni di gloria. Relegato
qua tra i bifolchi, ma con una schiera di amici.
Norman giocava con il costoso pacchetto di sigarette
comprato dal tabaccaio in citt. Era proibito fumare. Da
quando per breve tempo aveva preso in considerazione di
riprendere a fumare, Michael si era accorto che non era
pi possibile fumare da nessuna parte. Norman sproloquiava.
Alla fine degli anni Settanta gli uomini dell'intelligence
avevano perso il controllo sulle universit dell'est.
Eccetto posti come Yale dove erano praticamente tutt'uno
coi muri, ma anche l andavano protetti per bene. Cos
spuntarono college come questo. Non potevi reclutare
nelle sedi principali, cos si perseguiva una strategia mirata,
manovrando individui nelle manifestazioni dei campus
per continuare a gestire i Servizi. E cos via. Qua fuori il
balsamo del patriottismo non  mai mancato, giusto? L'esercito,
l'intelligence militare potevano utilizzare posti
come questo. L'uniforme, la bandiera...
Norman si dondolava sulla sedia, infervorandosi all'argomento,
gli anni della sua provinciale partecipazione
nelle file dell'impero.
Gli snob di Washington si lamentavano che le agenzie
non avevano pi la gente migliore. Detestavano vedere
come il lavoro d'intelligence fosse diventato un'occupazione
di bassa manovalanza. La stessa cosa l'avevano vista
succedere ai corpi dei funzionari. Allora gi lamentele:
Cazzo, sta diventando come l'FBI di Hoover, con i figli
dei contadini mormoni e degli sbirri di Boston....
Alla fine fece Michael, si ritrovarono con gente come noi.
Scoprirono i vantaggi delle disgrazie. Qua potevano operare senza troppi controlli. Potevano mandar qua della gente, teste calde, e trattenerle finch non si calmavano.
Ad esempio  arrivato un tipo in gamba, hai scoperto che  stato in un gruppo di esperti alle Hawaii, che  stato nella Teschio e Ossa di Yale.
(Nota: Celebre ed esclusiva associazione segreta dell'universit di Yale, composta dai futuri uomini di potere del paese. Fine Nota). Che ci fa qua?
Niente domande, come dicono loro. Hanno mandato qua un ragazzo come mandano un promettente ufficiale alla scuola militare, al War College. Ci che ha fatto non era necessariamente quello che gli si vedeva fare...
Quindi il dipartimento di Ridenhour era una specie di rifugio?
Un consolato. Una sezione. Un covo. Tutte queste cose.
Dunque qua c' Ridenhour con la sua squadra. Ma la
Guerra fredda  finita e Ridenhour  morto. Cosa resta da
fare a gente del genere?
Re e condottieri son partiti sentenzi Norman. I teppisti
della pace di giorno fanno gli operatori online, i loro
maestri e manipolatori, i giovani Lenin del movimento,
gestiscono i dipartimenti, insinuano i loro figliocci negli
stage in Senato. Caro mio, potrei raccontarti delle storie,
menzionarti dei fatti, portare prove a carico. Eggi... Norman scuoteva la testa borbottando.
Rimasto niente?
Segreti, Michael...
Segreti?
Forse si pu ancora reclutare ad Harvard. Ma le pareti
ci vedono. In posti come questo ci puoi piazzare i silurati,
gli scoppiati, gli uomini-che-sanno-troppo. Questi piccoli
mondi li puoi controllare. Tolti questi disse raddrizzandosi
c' la gran rottura di andarsi a nascondere. L'operato
in Medio Oriente  gettonato in termini di sicurezza.
Moltissima gente ha preso quel treno. E rimasta la guerra
alla droga, ma non piace a nessuno.  pericolosa.  una
scocciatura, non ha risvolti culturali. Fa schifo. Io non me
l'aspetterei qua in giro.
Credevo che qua ci venisse chi non poteva andare altrove...
 un cimitero disse Norman. Per un attimo guard
Michael. Tranne forse per la tua amata. Lei  decisamente
viva.
Vuoi dire Lara...
Norman sbatt bonariamente le ciglia.
Ho detto Lara? Cerc di portare il tono roco della
voce verso la morbidezza.
Hai detto la mia amata...
Un lapsus momentaneo, caro. Scommetto che madame
presenta un succoso curriculum, n'est-cepas? Tienila d'occhio!
Sono giunto a risultati segreti.
Esatto. La cosa dovrebbe portare l.
Michael non rispose.
Di nuovo al computer torn alla tana di Lara, ma davanti
c'era quel bizzarro logo che chiedeva la password. A un
esame attento le decorazioni offrivano un aspetto pi
inquietante di quello che era sembrato a prima vista, difficile
da capire dallo schermo. Era una cosa colorata. Quella
figura ombreggiata rossoarancio era la cresta di un
gallo? O era una faccia? Con una mascella feroce dalle
zanne insanguinate: un mandrillo? Cos'altro si annidava
in mezzo agli steli scuri?
Era inquietante. Ogni volta che la rivedeva sembrava
lasciare un'immagine residua sullo schermo. Una di quelle
cose spaventose che incombevano l fuori. Tutti sanno
che il web ne brulicava. E dietro di essa si poteva nascondere
un aspetto di quella donna.
Verso il crepuscolo Michneicki, il raccoglitore di mele
che giocava a hockey, comparve per discutere il suo compito.
Leggi il testo gli ordin Michael.
Il ragazzo lesse a voce alta dal Segno rosso del coraggio:
Aveva sfiorato la grande morte, e trov che dopo tutto
non era altro che la grande morte. Era un uomo. Capisce
che la morte fa parte della vita afferm Michneicki soddisfatto.
Sta maturando.
Il romanzo  sulla guerra, Keith. Non  una storia sull'avvicendarsi
degli anni. Riguarda l'effetto purificante
della lotta. Non la scoperta personale dell'identit, ma il
suo superamento.
Michneicki si accigli, alz le spalle e guard Michael in
cerca d'aiuto.
Uno sport come l'hockey cosa ti d? gli chiese. Ti fa
ancora sentire un bamboccio?
Eh?
Ti fa sentire un bamboccio? Come se tornassi all'infanzia?
Assolutamente no! rispose il ragazzo.
L ti fai valere. Ti ho visto. Ti piace colpire la gente?
Lo studente rise: Non del tutto. Arross e fiss le sue
manone. No.
Hai paura di venire colpito? Un po' fa male?
No.
No. E come ti senti dopo la partita?
Se abbiamo vinto, alla grande!
Parte di qualcosa di pi grande di te?
Be' rispose il giovane raccoglitore di mele, il gioco
non riguarda un solo ragazzo.
E cosa allora?
La vittoria?
Lo chiedo a te: riguarda la vittoria?
Naa. No davvero. Non per me.
Ma rende la birra pi buona, eh?
Esatto! disse Keith. Verissimo!
Perch hai stretto i denti, perch sei stato parte di qualcosa
di pi grande di te.  un gioco per ragazzi ma allo
stesso tempo non lo , vero?
A un certo punto non  pi un gioco per ragazzi...
E cos'? A cosa assomiglia?
 come qualsiasi altra cosa.
 come la vita, no?
 la vita rispose Keith. Ma  pi fico.  meglio.
Pi compiuta sugger Michael. Come trascesa.
Esatto.
Da' ancora un'occhiata al finale del Segno rosso del coraggio.
Va' su internet e cerca l'espressione equivalente
morale della guerra.
Keith alz lo sguardo dal foglio su cui scriveva. Ma non
 un clich? chiese.
 un clich quando lo usano i politici, perch non ne
conoscono il significato. Senn resta una vivida intuizione.
Scrivimi qualcosa al riguardo come extra. Vedi un po' se
riesci a fare una ricerca sull'origine dell'espressione.
La mia ragazza  una specie di hacker.
Ottimo replic Michael. Purch non faccia il compito al posto tuo...
Michneicki mise via il suo block-notes e la copia di Crane. Prima che se ne andasse Michael gli disse: Chiedi alla tua ragazza come se la cava con le password.
Un momento replic il giovane, non so se  quel tipo di hacker....
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Nel corso del trimestre primaverile Norman Cevic riusc
a conoscere Lara e a invitarla a pranzo. S'incontrarono in
un luogo dall'eccitante bicromia, chiamato Chequer (con
la q), una trattoria assolutamente d'obbligo nella zona.
Dava un pasto caldo ai funzionari di medio livello dei
nugoli di impianti ipertecnologici ammassati intorno
all'universit. Aveva una grossa vasca illuminata piena di
pesci tropicali e per anni aveva offerto una vasta gamma di
pretenziosi piatti precotti che arrivavano in cucina surgelati
in buste di plastica dentro scatole di cartone, come i
preparati di qualit scadente. Pur essendo seguaci del cibo
in scatola servivano un menu dai toni sontuosi, pieno di
battute e lazzi confidenziali a scapito della clientela. Di
tutto il personale erano i responsabili di queste trovate
che andavano insultati tra i denti, non certo i cuochi.
Appena Norman arriv Lara indirizz la conversazione su Michael.
Un bravo ragazzo fece Cevic. Davvero.
E raro.
Ma quanto raro, mi chiedo. Non ci sono dati statistici.
Ma le voci che circolano sono eloquenti, no?
Norman, divertito, batteva il fondo di una saliera. Senz'altro.
Ma senza cifre affidabili procediamo alla cieca.
Perch dici che  bravo?
Be', vediamo un po'. Mantiene le promesse, pensa a
quel che fa,  gentile, premuroso con gli altri.  un buon
insegnante e lavora sodo. Norman fece una pausa per
intingere le patatine nel ketchup. Tanto per cominciare.
Ehi, adoro le patatine fritte di qua.
S, le fanno bene. E cos'altro c'? oltre alla bravura...
 sposato.
Ah? Lara, caduta nell'imboscata, si agit dimenandosi.
Non m'interessa, te l'assicuro.
Lo sapevo... fece Norman.
Te l'assicuro.
Le lanci un'occhiata maliziosa. Caspita! Ma se stai
arrossendo!
Ecco a informarsi su un collega...
Come no... disse Norman. E quando dico che  sposato
non scherzo. Lo comanda una donna tosta. La sua
vita  sotto chiave. Davvero. Ha un'ottima moglie.  proprio
fortunato. Sembrava pensieroso.  una grande
donna. E anche terribilmente attraente.
Lara alz le spalle per esprimere l'accettazione con riserva
di quella possibilit. Era evidente che lui era un ammiratore
di Kristin, il che non lo rendeva necessariamente il
suo amante.
Sai continu, la prossima settimana organizzano una
festa. Dovrebbero farla in ogni caso,  il loro turno. Non
che Kristin ci vada pazza. Ma stavolta credo proprio che
dovr fare la padrona di casa.
Ci vai?
Norman annu senza guardarla. Vicino a loro il Lions
Club aveva organizzato un pranzo. In mezzo al tavolo c'era
una piccola bandiera. Per quanto assurdo le ricord la sua
isola. E anche il fatto che Santa Trinit fosse un posto a lei
estraneo, pi estraneo della foresta adesso intorno a loro.
Nella sua Santa Trinit i Lions Club erano una cosa seria:
una volta il presidente aveva annegato la maggior parte
dei membri al largo della principale spiaggia turistica.
Una di quelle feste di Kristin cos formali... Se i tuoi
divertimenti sono di questo genere, puoi venire con me.
Ci pens su un momento. Poteva essere divertente.
Caro Norman rispose, ne sarei felice!.
In fin dei conti la vita non era cos brutta. Una donna di
nome Arabella cantava e suonava Schubert al piano di
famiglia, su cui stava appoggiato il marito che recitava il
sonetto 128 di Shakespeare: Quando tu, adorata musica,
suoni.... Un uomo triste e rubicondo, di nome Mahoney,
beveva da solo. Una giovane coppia in esilio da Manhattan
parlava con Norman della politica americana nei Caraibi.
Lara si aspettava la parte su come George Bush senior
aveva progettato di sabotare il trattato del Canale di Panama,
ma non era pi di moda.
Agli occhi di Lara Michael splendeva. Era sarcastico e
piuttosto calmo, bench bevesse quasi quanto il roseo
Mahoney. La sua resistenza la sorprese. Era invece osservata
con disapprovazione da Kristin Ahearn.
Kristin era alta e snella, i capelli corvini chiazzati di grigio,
un'ombra drammatica sugli occhi color flanella blu
sbiadito. Le labbra erano pallide, sottili e non truccate. Di
ossatura forte: ecco la definizione corretta. Le ossa spuntavano
ovunque, ad esempio il giogo della clavicola si dilatava
sotto la pelle eburnea del dcollet al di l della camicetta
scollata di velluto, di foggia accademico-zingaresca.
Una gonna beige dall'identico stile volkisch foderava i lunghi
e flessuosi quartieri bassi: di pelle scamosciata, con
una grossa cintura, stretta ai fianchi, svasata sulle ginocchia,
abbastanza alta da mostrare gli stivali di cuoio allacciati.
Una stronzetta altezzosa, dallo sguardo di ghiaccio,
che non badava molto alla compagnia, Lara compresa.
Una cosa lasciava perplessi. Quella sera la sua energia
sociale era tutta concentrata sulla nervosa supervisione del
prestante marito. Ci che sembrava distrarla da quella
guardia superciliosa era la presenza di Norman Cevic.
Quando lui era nei paraggi, questa era l'impressione di
Lara, quella torre d'avorio era preda di piccoli tremori e
scosse. Una mano sulla chioma scura come la notte. Una
contrazione del bacino a modificare quella posa contrappuntistica.
Perfino un sottile movimento. E bench fosse
probabilmente frutto dell'immaginazione di Lara, a lei
sembrava che Kristin s'inclinasse verso Norman per
aggrapparsi alle sue parole, poteva forse aver piegato di un
paio di sinuosi centimetri il suo corpo sodo, vellutato e
senza reggiseno, per farsi fonte d'ispirazione per l'uomo.
Ma si rendeva conto di quello che faceva? E in che misura?
Lara aveva scoperto un bel ragazzo nascosto vicino alla
scala di servizio che spiava la festa. La faccia lunga della
madre e i suoi capelli neri come l'inchiostro, gli occhi
dalle ciglia lunghe del padre. Un mignon, loro figlio.
Un anziano professore cantava in tedesco La guardia sul
Reno. Lara sorprese Michael da solo in cucina che si versava
da bere. Lo raggiunse.
Non dovresti bere cos tanto gli disse. Per forza che
non dormi...
L'uomo si gir stupito, la fiss per un attimo, poi rise.
Credi sia questo?
Sicurissima.
Sotto lo sguardo della donna Michael mise i due bicchieri
che si era preparato su un vassoio e si vers una dose
liscia nel bicchiere vuoto pi vicino.
Evvai! Fatto trenta, facciamo trentuno!
Lara scosse la testa fingendosi dispiaciuta che lui bevesse.
Sar la tua cura per l'insonnia gli sussurr.
Michael gett un'occhiata veloce alla porta della cucina,
alla ricerca, Lara non aveva dubbi, della presenza inquisitoria
di Kristin. Lara si volt e segu lo sguardo dell'uomo:
erano fuori pericolo.
Mi stavi spiando gli disse. Hai cercato di scoprire la
mia password. Ma sei osservato...
La guard stupito.
Non potevo resistere, Lara...
Non devi! Stavolta tocc a lei girarsi per guardarsi le
spalle. Mai! L'ansia oscurava l'aspetto serio che aveva
assunto.
La soave cantante di Schubert entr in cucina per prendere
dell'acqua ghiacciata. Lara sfoder un sorriso di
grande cordialit.
Hai un'ammiratrice disse Lara a Norman mentre rincasavano
in macchina.
Ah davvero?
Certo! Kristin Ahearn...
Ma va' l, va'...
In queste cose non mi sbaglio, caro mio. Mi meraviglio
che non te ne sia accorto.
Ma  una donna completamente monogama...
Lara si gir e lo vide scrutare nella notte gelida. Colonne
di minuscoli puntini turbinavano davanti ai fanali anteriori.
Non t'interessa?
Dopo un attimo Norman rispose: Vorrei crederti....
Norman, cher ami, credimi!
Lui rise per nascondere l'imbarazzo.
See... Kristin? Non credo...
Giunti a casa di Lara, non prov a sedurla.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
Un giorno andarono con la macchina di Lara fino al
Cacciatore, Michael per prendere la sua bottiglia di Willoughby,
lei per conoscere la zona. La ragazza beveva a
canna una Coors e sceglieva i pezzi di Johnny Cash al jukebox.
Era sabato pomeriggio ed era pieno di gente del
posto venuta a vedere le partite del basket universitario. Si
accalcavano, cos sembrava, all'altro capo del bancone,
come se lei li avesse ridotti a buffi bifolchi di un horror
hollywoodiano. Avevano un modo di fare restio e ostile ma
si comportavano bene. Per un attimo Michael credette di
riconoscere l'uomo intravisto a novembre nei boschi.
Una bettola... comment Lara, posando con forza la bottiglia vuota. Affascinante...
Michael aveva sperato in una rapida occhiata con
Megan, la barista, ma lei non si era fatta vedere. Il Wil-
loughby glielo vendette una donna obesa con pochi capelli.
Mentre si avviavano alla Saab di Lara, un uomo di mezza
et con basette e folti baffi si materializz all'ingresso. La
faccia era gonfia, pallida, dove non era rubiconda. Li fissava,
leccandosi le labbra nervosamente, pronto a dar fiato
a qualche commento. Che non arriv. Lara lo salut con un cenno educato della mano.
Dunque vieni qua per ispirarti, eh Michael?
Guidava Michael. La Saab gli piaceva molto.
Ci vengo per il whisky.
Lara non si era mai inoltrata cos tanto nella campagna
locale. Al ritorno Michael prese una strada di campagna,
in parte non asfaltata, attraverso le colline boscose e gli
acquitrini della contea di Harrison. Era una giornata di sole, innevata e chiara.
Dio mio esclam Lara. Com' desolato. Desolato, desolato... Lontano da tutto.
Sei nel Flyoverland, mia cara.
Cosa?
Mai sentito chiamare cos il centro della campagna?
Flyoverland. E cos che chiamano il nostro angoletto da
strapazzo. Sulla costa... Quando intravedeva del fango
scalava le marce: era un peccato sporcare la macchina.
Almeno prosegu cos mi hanno detto. Nessuno l'ha
mai chiamato cos davanti a me.
Lara rise. Flyoverland... E che avresti combinato se
qualcuno l'avesse fatto?
Non lo so. Pensava al grasso teppista lasciato sulla
soglia a sbavare. Si ricord dell'uomo nella foresta con
quell'inutile carriola. Non molto. Poi aggiunse:  quello che pensiamo di noi stessi. Non ci aspettiamo molto.
Ma ogni americano ha diritto alla felicit, no?
Da quant' che sei qua?
Lara alz le spalle: Un anno.
Non ti sembra di stare in mezzo a della gente che crede
di aver diritto alla felicit?
Certo, s gli rispose. Lo pensano. Ed  per questo che
sono cos infelici.
Ti sbagli. Ti ci vuole un bel manuale di storia dei coloni...
Forse.
Segreti sentenzi Michael. Profonda malinconia.
Morte subitanea. Ecco a cosa abbiamo diritto.
Non pi.
Dentro di noi s.
Ma c'hanno Dio.
La guard, per capire con quanto sprezzo parlasse. Non
era facile capirlo.
Non tiriamo in ballo Dio. A volte Lo vediamo, a volte
no. Per lo pi no.
No?
Qualche volta Lui passa sopra di noi.
Stavolta si sentiva lo sguardo di Lara addosso. Come se
non stesse scherzando e lei l'avesse giudicato assai male.
Era sprecata con lui...
Sul serio. Lungo il Suo volo per Anaheim. Da Orlando.
Lara gli diede un pugno sul braccio. Bastardo! Mi prendi
per il culo!
 bello pigliare per il culo gli stranieri.  una cosa che
si fa.
Ma Michael replic lei io non sono una straniera!.
Rientri nella tipologia dello straniero.
La strada sotto di loro pass dalla ghiaia compatta all'asfalto
e uscirono dal territorio desolato.
Ascolta!
Lara accese la radio e trov quasi subito quello che cercava.
... Geesuu ci promette che scender nei nostri cuori e
ci preserver dal peccato! Durante il giorno, sul posto di
lavoro, per strada, nel cuore della grande Babilonia lui
sar presente nei nostri animi e noi ci armeremo della sua
forza e lui sar la nostra guida...
Michael si sporse per spegnere.
Questo  nuovo si affrett a precisare. Roba di
fuori...
Lara gonfi le gote, sbuff e tacque.
Le tenebre li avvolsero parecchie miglia prima della
citt. Michael evit la strada principale, e cerc di raggiungere
la fattoria senza passare dall'universit e dal centro.
Che desolazione... ripet lei. Una lugubre penombra
invernale indugiava sui campi innevati.
Sembra un campo di soia...
Te l'ho detto che mio fratello  morto l'anno scorso?
gli disse.
No, mi spiace e le pos la mano libera sulla spalla.
Ce l'aspettavamo da tempo. Ero preparata.
E i tuoi sono vivi?
Scosse la testa.
Dovr tornare gi a Santa Trinit per la messa di commemorazione.
Quando?
Intorno alle vacanze di Pasqua. Sar una specie di
messa massonica. Era molto interessato ai riti. Poi avr
qualche propriet da sistemare.
Starai via tanto?
Be' non molto. Ma le cose andranno avanti per una settimana,
o gi di l.  morto di AIDS. Una bella rogna. Sai,
bisogna essere coraggiosi. E lui lo  stato.
Non mi sorprende. Era solo?
No, grazie a Dio. Il suo pi caro amico gli  stato vicino.
Un vecchio amico leale, affettuoso.
Bene, grazie a Dio.
Non le fece altre domande. Quando arrivarono a casa,
ingiunse a Lara di uscire dalla camera da letto: doveva
chiamare Kristin e non voleva che lei sentisse le sue bugie.
La donna, con un broncio comico, prese una copia del
New York Review of Books e se ne and nuda in bagno.
Seduto sul bordo del letto si ascolt spiegare la propria
assenza da casa, i lunghi silenzi dall'altra parte della cornetta,
le sillabe di Kristin stranamente dolci e pazienti.
Certo gli disse. Va bene. Nessun problema. Torna quando puoi.
Quando riagganci, il buio scese su di lui. Una solitudine che non capiva.
 edificante osservava Lara riemergendo dal bagno
stare seduti sul water a leggere deWlan vital. Vuoi tornare
a casa?.
Michael sorrise sconfortato. Non adesso. Proprio no.
Sei preso di me, eh? E io di te. Che pena...
Guarda che io voglio stare qua.
Lei era in piedi a guardarlo, una mano sul fianco nudo.
Potresti venire con me.
Eh? Dove?
A Santa Trinit. Quando andr per John-Paul. Sei un
sub, come me. Fare le immersioni a Bonaire  una figata.
Finite le cerimonie potremmo stare nell'hotel di famiglia.
Michael rest in silenzio, poi rispose: Non  il genere di
cose che faccio.
No, ma potrebbe diventarlo.  ora che tu lo faccia!
Lo raggiunse con un salto. Gli occhi erano selvaggi.
Devi farlo! Ho bisogno di te. Ci divertiremo un sacco.
Cos riuscir a resistere.
Bene.
Incroci se stessa in uno specchio intero.
Guardami! Sono una svergognata. Che squallore! Mi metto addosso qualcosa.
Michael inizi a protestare, a insistere che nuda era
molto elegante, il che era sostanzialmente vero. Lei lo interruppe.
Tira fuori il tuo whisky, ne ho voglia. Faremo un gioco.
Ti dar una cosa che ti tirer su di morale!
Michael si alz e scese al piano di sotto a prendere la
bottiglia che aveva comprato e lasciato, per losche ragioni,
intatta. La mise su un vassoio con due bicchieri e una scodella
di legno piena di cubetti di ghiaccio. Alla curva delle
scale c'era una finestra. Michael si ferm per guardare
fuori dal primo piano. La strada buia, i campi di neve illuminati
da un pallido quarto di luna. L'eccitazione lo faceva
sentire un bambino, l'attesa, la sorpresa, il senso di
colpa e la paura.
Tornato in camera da letto, non la trov. Lara era in uno
spogliatoio vicino alla credenza, una novit, come il bid
in bagno, che lei aveva introdotto in quella struttura irregolare.
L'eleganza yankee della fattoria. Un tempo la tenuta
era stata prospera.
Ti va di sentire qualcosa sul vitalismo?
Michael pos il vassoio.
Come no. Ma non credo di volerne parlare.
Parliamo dell'anima? Sei sicuro di averne una?
Non pi.
Io credo di s. Intendo possedere un'anima. Io non ce l'ho.
Come mai?
La mia anima  persa. Credo che qualcuno la tenga per me.
Non riusciva a vederla, ma non gli sembrava un semplice
gioco. In effetti gli risultava decisamente bizzarro e un
po' tetro. Vers due bicchieri di whisky.
La senti? gli chiese. Marinette?
Se lo dici tu... Si mise in ascolto. Chi ?
E la mia madrina. La custode del mio ti bon ang.
Il tuo angelo?
No, caro. La mia anima, la mia vita interiore.
Comparve vestita per il gioco. Aveva acconciato i folti
capelli neri in un caschetto liscio. Portava un gil di cuoio
scuro, pantaloni attillati di pelle di daino o di montone,
leggermente biancastri. Stivali neri.
Dove hai preso 'sta roba? avrebbe voluto chiederle. Ma
non era cos che bisognava giocare. In certi giochi, non in
tutti, era consentito ridere. Ma fare domande stupide,
mai. Le offr il drink. Lei lo prese producendosi in una
piccola piroetta aggraziata. Non era mai solenne in questi
frangenti. Aveva uno spiccato gusto per l'assurdo.
Mentre per Michael la situazione non assumeva tratti
scherzosi. I giochi di Lara lo prendevano alla gola, gli mozzavano
il fiato, lo facevano soffrire. Lo consumavano con
qualcosa di simile a una superstizione terrificante. Era
arrivato ad amare le fantasie che lei concepiva - ammesso
che amare fosse la parola adatta - ma esse avevano messo
radice nella zona pi buia, segreta e nascosta della sua
natura. Questa zona era fatta delle cose di cui non parlava
mai, che il pi delle volte scacciava dalla mente come
malate, folli. Casi strani dell'adolescenza, storie con un
tocco esotico, qualcosa che aveva attirato la sua attenzione,
proveniente indifferentemente dall'arte pi seria
come dal fumetto pi basso. A ogni modo lei sapeva cosa lo attirava.
Marinette? Sul momento Michael pens all'eterna figura
della Grande Puttana. Pens a Lara.
Lei era la grande puttana delle loro macchinazioni, la
Donna libera per il mondo. Incontrollabile. Anche nei
piani di Michael, in qualsiasi cosa in cui avesse mai creduto.
Ma in mezzo a tutte quelle fantasie e lussurie gli succedeva,
forse solo per un attimo, di volerla amare.
Su, Michael! Abbiamo qualcosa di buono...
Il qualcosa di buono si rivel essere della cocaina. La cosa
non gli era del tutto nuova: ne aveva vista in abbondanza
alla scuola di specializzazione di New York. Ogni tanto
ricompariva all'universit, ma con una frequenza in calo
man mano che gli anni Novanta avanzarono. Certamente
non era una costante dei pranzi al campus, neppure tra i
pi ferventi dandy. N durante gli incontri adulterini.
La coca era fantastica, lei ne aveva un sacco, insieme a
un paio di spinelli da spararsi probabilmente dopo, a
letto. La droga gli fece venire la gola secca e i nervi a fior
di pelle. Il nervosismo gli spense un po' di desiderio. La
vide allontanarsi, sinuosa negli stivali e nei morbidi pantaloni
di pelle. Riapparve con una pistola. Si mise di profilo
come uno sfidante, osservandolo da sotto la canna.
Michael dal letto, dove si era inginocchiato per farsi le
sue piste, alz lo sguardo su di lei: un fremito di paura lo
attravers. Era perfettamente verosimile che lei sparasse.
Era fusa, pazza. Allo stato brado. Avrebbe sparato a
entrambi. Strane cose capitavano nei campus americani.
Ti annoio? le chiese Michael. Vuoi uccidermi?
Probabile rispose. Probabile, che ne dici? Che eccitante
eccidio... Si divertiva con quei fonemi trillanti.
Ho tempo per l'Atto di contrizione?
Dillo! gli ordin. Ripeti con me: Signore mio, mi
pento con tutto il cuore...
Fanculo replic Michael. Sii gentile, posa la pistola.
Si avvicin a lui e gli diede l'arma.
Eccola.
Soppes la rivoltella in mano, poi l'apr. Ogni camera del tamburo aveva un proiettile.
Cristo,  carica!
Una pistola se non  carica che pistola ?
Suppongo che tu faccia parte della Associazione Nazionale per i Fucili.
Non sono neanche irlandese...
Michael si fece un'altra pista.
Sai, quei signori che ti dicono di tenere l'arma carica?
Dicono anche di non puntarla mai su nessuno a meno che tu non voglia sparare.
Che altro dicono?
Credo che dicano che se la punti contro un muro bisognerebbe
sempre sparare.
Che strani... L'NRA, eh?
Confondono sempre l'arte con la vita... sentenzi Michael.
Dunque ho infranto il loro regolamento. Verr punita?
S... te lo meriti.
Morir?
Non lo so... penso di s. Che rivoltella ?
Una Belgian FN Special. Calibro 38. Cinque camere.
Cartucce Parabellum.
Aha... e che ha di tanto speciale?
Lo scopriremo...
Inizi a toglierle gli stivali. Per farlo correttamente
dovette genuflettersi con la schiena rivolta a lei, una
gamba di Lara su una spalla mentre l'altro piede spingeva
contro la schiena. Quella scena gli ricord il domestico
della Signorina Giulia. Levandole l'altro stivale sent il freddo
del metallo sulla nuca. Era la pistola o cosa? In entrambi
i casi dovette ammettere, con tutta la buona volont di
questo mondo, che non era molto intrigante dal punto di
vista erotico.
Cerc di ricordarsi a chi sparavano nella Signorina Giulia.
A lei, gli sembrava. E il suo amante? Anche a lui? Aveva
sempre confuso La signorina Giulia con Hedda Gabler,
Strindberg con Ibsen, un patetico lapsus segreto per un
uomo cos coinvolto con l'universo della donna scandinava.
Ancora pi compromettente della passione per le
donne armate vestite di pelle.
Si spinse a toccare la curva superiore dello stivale. Sul
cuoio scintillante c'erano parecchi schizzi di fango, un
odore di muschio, melma e lucido da scarpe. Krafft-Ebing
era una sola persona o due? Lara l'avrebbe saputo.
Quando si rigir verso di lei, non scorgere pi la pistola
lo sollev. Si fece strada sul cuoio caldo e setoso che ricopriva
quelle lunghe gambe, i palmi sui polpacci e le cosce,
tastando con le dita le pieghe dove i pantaloni si raggrinzivano
dietro le ginocchia. Lara si gir in modo che lui
potesse accarezzarle la soda rotondit del sedere dentro il
rivestimento di pelle, trovare la fenditura sotto il cuoio aderente.
Lei disse qualcosa che non cap. Com'era eccitante palpare
le sue cosce in quella guaina cos erotica, sentire la
sua voce e provare il sapore della bocca, tutto il corpo premuto
contro di lui. L'intera percezione di lei si concentrava
dove le sue mani esploravano. Quando si tolse i pantaloni,
rest in bikini neri, gi bagnata, e lui la lecc usando
la lingua con la precisione che lei pretendeva. Poi tocc a
Lara e lui si sentiva padrone di s ma voglioso.
Dopo essere venuti insieme, lei aveva ancora la pistola.
Cazzo! esclam Michael.
Mi va gli rispose. Devo tenerla. Tu sei il solo con cui posso farlo. Anche a te piace, lo so.
No!
S, s! ribatt portandosi l'arma sul ventre e la mano di
Michael sul grilletto. La preoccupazione dell'uomo and
alla sicura: non sapeva se era sul rosso.
E se mi beccassi quel che mi merito? gli chiese. E se
mi beccassi il piombo?
Sarebbe stata una bella grana, una storia lunga e difficile
da raccontare. Ma qualcosa - pensava fosse la vibrante
intensit di Lara - glielo fece anche desiderare. Che follia!
Lei gli tocc il cazzo.
Non sar io a sparare... le disse.
La sent puntare la pistola su di lui. Chiuse gli occhi, terrorizzato.
Non moriresti solo gli sussurr.
La raggiunse fino a toglierle la pistola molto gentilmente
e la pos sul pavimento. La sicura era inserita. Fecero
ci che avevano fatto la prima volta: esplorazione, indagine,
penetrazione. Nessun segreto, nessuna vergogna.
Niente di ci che aveva fatto finora si avvicinava neanche lontanamente.
Pazzi... disse. Tremava e rideva. Forse urlava anche.
Ma che stiamo combinando?
Lara cominci a recitare: Und wir? Gluhen in Eines
zusammen, in ein neues Geschpf, das er tdlich beleht....
Allung la mano per toccargli la mascella e girargli la
faccia verso di lei. Dunque?
Dunque... Cio, va bene... Che vuol dire?
Lo scoprirai. E Rilke.
Dovrai scrivermelo.
Ricordati gli disse mentre erano sotto la doccia, non usare il mio sapone. Lei sentir l'odore. Usa questo qua d'hotel.
Poi venne il momento di andarsene. Michael non aveva
il coraggio di guardare l'orologio. Lara lo accompagn
alla macchina. Aveva iniziato a nevicare e le luci della casa
catturavano i primi fiocchi intermittenti. Com' bello,
pensava, guardare la neve soffice.  cos rilassante. Gli
ricordava quel mondo che un tempo aveva conosciuto,
prima che la neve diventasse sua nemica. Quel mondo era
stato delizioso, disciplinato, anche se andava oltre la sua comprensione.
Dobbiamo incontrarci per Phyllis gli disse.
Cosa?
La commissione. La commissione per Phyllis Strom.
Dobbiamo contattare Fischer.
Certo, senz'altro.
Dovremmo invitarlo a pranzo. Mandagli un'e-mail,
accalappialo!
D'accordo rispose Michael. Lo far.
Ah disse Lara volevi la citazione! Perch l'ho dimenticata?.
La guard perplesso.
Rilke, non ti ricordi?
Ah! Rilke, certo...
Allora gli disse prontamente fammela buttar gi. Per
te. Dovrai tradurtela tu.
Perfetto rispose. Anzi questi piccoli jeux d'esprit di vita
accademica erano una boccata d'aria rigenerante. Cos
Lara, di tutto punto, corse dentro, prese un blocchetto di
post-it, scrisse il verso e lo attacc alla sua manica come
fosse uno stemma.
Voil. E mentre lui si toglieva il biglietto appiccicaticcio
Lara gli tocc il braccio. Bella botta, eh?
Ah! La coca fece Michael e mentre lo diceva a voce
alta si guard intorno in quel luogo isolato, con aria colpevole,
sfiancato dalla sua stessa lucida osservazione. Fantastica!
Gli spinelli ce li teniamo per la prossima volta.
Bene.
A presto, amore.
S, a presto.
Guid verso casa a quasi sessanta chilometri all'ora, cos
aveva guidato strafatto per l'universit, passando furtivamente
dal college, il dosso che indicava lo stop.
Una volta arrivato parcheggi fuori. La casa era buia.
Non avevano lasciato nessuna luce accesa per lui. Le tenebre
gli gelarono il cuore. Neppure la lampadina dell'ingresso.
Cerc di chiudere la portiera senza fare troppo rumore.
Sbatterla senza farlo, farlo sperando di non averlo fatto,
ecco la storia della sua vita desolata. La porta d'ingresso
era chiusa, cos dovette tirar fuori la chiave. Era in piedi
rannicchiato contro il profilo nero della casa, frugava a
tentoni fra le sue cose, davanti a una porta che sembrava si fosse chiusa su di lui per sempre.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
La settimana dopo Michael entr in cucina e trov Kristin
al tavolo che stava stirando un post-it giallo arrotolato
a cilindro. Aveva gli occhiali sulla fronte. Se li mise per leggere.
Und tuir! scand Gluhen in Eines zusammen, in ein neues
Geschpf das er tdlich belebt....
Alz lo sguardo su Michael, poi torn sul biglietto. Cercava
di tradurlo a voce alta.
E noi... splendiamo come una cosa sola... resi nuovi...
mortali... rinnovati... Lo guard di nuovo.
E noi declam suo marito venendole in aiuto splendiamo
come una cosa sola. Una nuova creatura, rinvigorita
dalla morte.
E chi l'ha scritto? gli chiese.
Dev'essere Phyllis. Una specie... ha fatto un appunto...
Kristin studi ancora il biglietto. Splendiamo come una
cosa sola? ripet. Rinvigoriti dalla morte? Phyllis?
Michael alz le spalle.
Kristin lo fiss. A quella povera fessa le si sta fondendo
la testolina.
 Rilke precis Michael.
Kristin senza far rumore prese le misure. Ok. Quindi te
l'ha dato lei?
 solo un appunto. Credo di essermelo trovato in
tasca.
Certo che era nella tua tasca. Ho mandato i pantaloni
in tintoria.
Hai fatto bene.
Voglio dire, sembra una specie di patto suicida, no? La
ragazza sta bene? Ma era Michael che lei stava esaminando
con attenzione.
Be', penso di s. Abbiamo discusso di vitalismo.
Ah davvero?
Kristin era diretta a un corso esclusivo sulla Bibbia seguito
da qualche signora. Comportava lo studio del greco e la
lettura della patristica. Su un sito canadese aveva comprato
l'Istituzione della religione cristiana di Calvino. Aveva un
altro libro, sul Sinodo di Dort.
Vitalismo letterario...
Kristin sospir, ma Michael non cap se quel sospiro
esprimesse l'esasperazione per l'insistenza sul vitalismo
letterario o per qualcosa di perduto. Quel gesto lo scosse
e lo fer, ricordandogli che lui amava quella donna.
A proposito gli disse quando arriv sulla soglia, non
 che forse devi parlare con Paul?.
Non aveva idea di quello che intendesse, ma l'accenno a
una richiesta di spiegazioni lo rese inquieto.
Per cosa?
Kristin contrasse le labbra e guard l'orologio.
Sei stato parecchio assente.
Ero impegnato.
Kristin annu nervosamente. Ma certo. Be',  una cosa
dolce ma gli procura una tremenda angoscia. Si tormenta per
un biglietto di san Valentino che ha spedito a una compagna
di classe.
Dio mio...
A scuola dei piccoli bastardi gliel'hanno preso. Lo
fanno arrabbiare. Un ragazzo  riuscito a sottrarlo all'insegnante
e a farlo girare. Non lo lasciano pi in pace.
Povero piccolo.
Mi ascolti, Michael? Kristin sembrava seriamente
preoccupata. Vedi un po' se riesci a esercitare la tua
guida paterna.
Cercher un'occasione.
Lo sai, su queste cose Paul  molto pi ingenuo degli
altri ragazzi della sua et.
S, lo so. Mise la bocca sotto il rubinetto della cucina
per bere.
Senti, il mio circolo subacqueo sta organizzando un'escursione
a Grand Turk questa Pasqua. E un'immersione
importante. La Fossa di Puerto Rico.
Non si volt per guardarla.
Bene gli chiese potresti portare Paul, no? Gli piacerebbe
fare dello snorkeling.
Sfortunatamente no,  per adulti.
Ah davvero? Solo maschi?
No, no. Non solo. Potresti venire tu se riusciamo a convincere
tua madre.
Mamma  delicata. Non lo so. No, non vengo. Quando
la guard lei non sembrava sospettare di nulla, cosicch
il suo senso di colpa aument. Suppongo che non
mollerai e ci andrai. Peccato continu lei che non puoi
portare Paul.
Gi... questa primavera mi prender un po' di tempo
per stare con lui.
Michael si rec in ufficio e rest in piedi davanti alla
finestra. La notte era stata foriera di terribili sogni. In una
partita di squash con Lara e Kristin, due furie, era rimasto
senza fiato. Ma pi spaventosa di tutte era la figura di Lara-Kristin,
dea rabbiosa. In quello squash venivano usate
pistole cariche, il campo era imbrattato di neve sporca. Un
uomo dipinto, con una carriola in mano, li guardava. Nei
sogni tutto era in qualche modo vero. Una voce gli parlava
o, se non era una voce, una specie di radiocronaca commentava
quegli incubi.
Nello squash della vita reale, da sveglio, il pi delle volte
batteva Lara. C'erano partite in cui per vincere metteva
ogni fibra delle proprie energie.
Stalingrado... aveva detto una volta, strappandole un
sudatissimo punto.
La finestra dell'ufficio dava sulla piazza principale del
college. Fuori la giornata era insipida, grigia e fredda, con
l'eccezione di un breve disgelo che aveva fatto germogliare
i faggi lungo i vialetti. Gli studenti, vestiti alla buona per
affrettare la primavera, tenevano lo sguardo fisso sul selciato,
tutti diretti in qualche luogo indesiderato. La triste
costruzione in mattoni del campanile del campus mostrava
per il lungo un telo colorato che annunciava una festa.
Mentre guardava la torre il carillon inizi a mandare le
note di Abide with me.
Gli era sempre piaciuto quell'ufficio. Aveva un caminetto,
tendine di pizzo da presbiterio, un soffitto alto in stagno
battuto. Sulla mensola del camino c'erano fotografie
di famiglia e un luccio fissato a una placca di legno - qualche
ossessione l'aveva spinto a montarlo. Roba da idioti.
Idiozia rurale, avrebbe detto Marx. O chi per esso.
Pi tardi lo chiam Lara.
Alle quattro allo Chequer, ok?
La ragazza arriv con mezz'ora di ritardo. Era sempre in
ritardo, aveva scoperto. Mentre l'aspettava il bar si riemp,
ma nonostante ci, nonostante l'oscurit e la tristezza del
pomeriggio l fuori, l'arrivo di lei accese una piccola scintilla
nel locale. Conosceva quell'efFetto: da giovane la sua
attrattiva fisica aveva esercitato il suo modesto incantesimo,
anche se la consapevolezza di tutto ci gli arriv sul
tardi.
Lara portava un'elegante pelliccia e jeans di sartoria slavati
senza eguali in tutto lo stato. Per un attimo si ferm
sulla soglia, poi si avvi al tavolino dove Michael stava
bevendo. Lui l'aiut a levarsi il giaccone. Gli premette le
labbra sulla guancia.
In quel momento i turbamenti della giornata si dissolsero.
Era molto felice di stare con lei. And al bancone,
prese un cestino di plastica con ali di pollo e salsa e lo
port al tavolo.
Ti va? le chiese.
Lara sollev delicatamente un'ala con una forchetta di
plastica e fece una faccia offesa. Ma come fai? gli fece.
No, grazie mille...
Non sono poi cos male. Si sbaf un pezzo e si pul le
dita. Era allegro.
Lei alz le spalle. Un giorno ti spiegher qualcosa sul
cibo...
Inutile. Mi mancano i requisiti minimi. Scrut il suo
tollerante disprezzo e le rise in faccia. Sei cos arrogante...
le disse. Sei assurda.
Io? Lo pensi davvero?
Lara gli pos una mano sulla coscia, sul grembo, e lo
accarezz, lo sguardo gelido come la mezzanotte. Dovremo
giocare ancora a squash, no?
Assolutamente.
Fece cenno per un altro drink, le ordin un martini.
Questo weekend sono fuori gli disse molto pragmaticamente.
Devo andare a Washington.
Washington? le chiese.
Oh gli spieg, questioni con il patrimonio di mio fratello.
Che sfiga! Avevo gi le scuse pronte e tutto il resto.
Ricordatele, Michael. Non sai mentire. Ci serviranno
ancora.
Michael rincas facendo pi silenzio possibile. Per un
po' rimase in ascolto senza accendere la luce. La casa era
calma. Concluse che erano andati a dormire. Guidato dai
tizzoni nel caminetto si accomod su una poltrona in soggiorno.
Appena seduto, con un piede rovesci a terra
quello che si rivel essere un bicchiere di birra mezzo
vuoto. Era improbabile che Kristin lasciasse in giro degli
avanzi. C'era un libro aperto appoggiato su un bracciolo
della poltrona. Michael lesse il titolo nel bagliore che scemava:
Introduzione a Kierkegaard. Sua moglie affrontava
ogni cosa con una prudenza connaturata. Il volume era
aperto a pagina VII: dunque sembrava essersi fermata
all'introduzione dell'Introduzione. Ma ce l'avrebbe fatta.
Un suono intermittente cattur la sua attenzione. Lo
segu e indossando il giaccone usc verso il garage. Vicino
all'ingresso del box lo sent di nuovo. Un tonfo attutito,
un rimbombo metallico seguito da qualcosa di simile a
una raffica di pioggia. Passarono delle macchine. Il suono
si ripresent, seguito stavolta dallo stridere di freni e da
una sgommata. Una portiera si apr e si chiuse sbattendo.
Figlio di puttana! url una voce maschile. Ti riempir
di calci in culo, bastardo!
Michael sent lo scricchiolio di passi che correvano nella
neve e un'altra mitragliata di insulti. Poi la macchina si
lanci in una serie di cigolii e l'autista diede gas al motore.
Michael tir su la cerniera del giaccone e si mosse verso
quei passi.
Fuori la notte era coperta di nuvole, non si vedeva la
luna. Una fila di sempreverdi separava il quarto di ettaro
del giardino di casa dalla strada di fronte. Michael raggiunse
l'albero pi vicino e intravide una figura immobile
contro la pallida fosforescenza di un mucchio di neve
sporca. Riconobbe immediatamente suo figlio.
La vista di Paul nella neve innesc un panico incontrollabile.
Ma invece di chiamarlo Michael rimase l a guardare.
Paul era rannicchiato dietro quel mucchio, scavava
nella parete raccogliendo neve ghiacciata e preparando
palle di neve.
Quando un nuovo fascio di abbaglianti illumin la strada,
Paul si alz per una veloce ispezione da dietro quel
parapetto improvvisato. Quando la macchina si avvicin, il
ragazzo si strinse contro il muro di neve, soppesando una
provvista di palle di neve come un fante soppesa una fornitura
di granate. Al momento cruciale scatt in piedi e si
lanci con le munizioni, passandosele dalla mano sinistra
alla destra, scagliando le sue armi da fianco al passaggio
dell'auto. Dopo ogni lancio urlava qualcosa che Michael
non riusciva ad afferrare.
Michael fece qualche passo ben calcolato sulla neve
verso il ragazzo. Sopraggiunse un'altra macchina. L'uomo
esit. A guardare Paul, anche nelle tenebre si capiva che
era angosciato. Dopo il lancio dell'ultima palla di neve
della batteria, si sarebbe rannicchiato, avrebbe stretto i
pugni emettendo un grido flebile. L'ultima macchina ne
usc indenne: il ragazzo aveva finito le munizioni.
Paul?
Il figlio s'irrigid come l'avessero colpito. Si gir e fece
una finta, come per correre, prima da una parte, poi dall'altra.
Ehi amico! Tutto ok!
Paul si pieg in due e pianse. Michael gli si avvicin, gli
mise un braccio attorno alla spalla e lo accompagn verso
casa.
Ma non t' venuto in mente che potevi causare dei
guai? gli spieg dolcemente, la sua gentilezza era autentica;
non era arrabbiato. Vuoi che qualcuno esca di strada?
Paul si allontan.
Ragazzo, il ghiaccio pu rompere un finestrino. Paul
si precipit in casa e spar.
Michael lo segu, aspett qualche minuto e poi sal al
piano di sopra diretto alla stanza del ragazzo. La camera
era buia, Paul era rannicchiato sotto la trapunta. Non
aveva osservato il rituale per addormentarsi. Nessuna lettura
dai libri posati con cura vicino alla lampada, nessun
appunto per lui buttato gi nella grafia scrupolosa della
madre. Nessuna pulizia ai denti. Nessuna preghiera della
sera. Michael non aveva intenzione d'incoraggiarlo.
Spero che ti renda conto che con me puoi parlare di
qualunque cosa. I problemi che hai sono molto simili a
quelli che avevo anch'io. Spesso parlarne fa bene. Non si
aspettava una risposta e non la ottenne. Naturalmente
puoi contare anche su tua madre.
Idem, ma non poteva fare a meno di riprovarci.
A volte pensi Perch io?, ma tutti facciamo gli stessi
errori. E tutti ci sentiamo fuori posto a volte.
A lui all'et di Paul, pensava, avrebbero detto: Redimi
il mondo con le tue sofferenze. Offrile in sacrificio. L'aveva
sempre trovato brutale, ma improvvisamente non gli
sembrava cos crudele. Era un modo per convincere i
bambini che la loro sofferenza valeva qualcosa.
Dinanzi alle tenebre della cameretta del figlio avvert la
mutevolezza del mondo. Una vertigine. Basta, pens. Vattene.
Torna al dolce regime che regnava quando la vita era
innocente e spensierata. Restando l quasi quasi ci avrebbe
creduto che le cose erano andate cos. Del resto si era ancora in tempo.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Lara vol in business class da Minneapolis a spese loro.
Le prenotarono un piccolo appartamento al Mayflower e
per l'ultima volta, cos le venne da pensare, un autista in
uniforme l'aspett all'uscita di sicurezza del Reagan National.
Si disse che poteva essere una buona idea imprimersi
la faccia del conducente. Poteva arrivare il giorno disgraziato
che avrebbe dovuto evitarlo negli aeroporti, nascondersi.
Era un cholo dalle spalle larghe con una faccia simile
alla maschera del dio Chac.
Mentre sistemava l'unica valigia nel bagagliaio, il lieve
cenno di un sorriso soppiant l'espressione marmorea da
dio. Si era permesso una battuta, un allegro commento
per divertire la bella passeggera. Ma lo spagnolo, di solito
per Lara facilmente comprensibile, venne meno in mezzo
ai rumori del traffico aereo, con tutti quei decolli e atterraggi
intorno a loro. Qualunque cosa lui avesse detto lei
non l'afferr. Quando all'autista si pales il terrore che la
battuta avesse volteggiato in aria senza successo, si rimangi
il sorriso, ricomponendo le vestigia dei bizzarri angoli
della bocca nel terreno polveroso di cui era fatto il volto.
I fieri occhi scuri saettavano paura.
Durante il tragitto Lara cerc, in vari modi, di tranquillizzarlo.
Le persone per cui l'uomo lavorava detestavano le
battute in genere, e davano in escandescenza per quelle
scadenti. Amavano soltanto le proprie, alle spalle degli
altri; altrimenti subodoravano mancanza di rispetto e
slealt, caratteri che secondo loro accompagnavano
immancabilmente quelle narrazioni. Avendo a che fare
con questi individui Lara ebbe modo di scoprire che lo
humour, se non era di loro gradimento, rappresentava l'umanit
e la compassione per le forze che essi preservavano.
Significava salvaguardare l'acqua santa dalle loro diaboliche
ambizioni. L'ironia li disperdeva come ratti, anche
se mai troppo lontano.
L'auto la port dritta alla casa sulle colline della Virginia.
Si chiedeva se mai avrebbe visto la suite al Mayflower:
la prospettiva di passare la notte intrattenendo il padrone
in quella casa enorme era odiosa.
Il posto era un'abitazione colonica in stile greco. Aveva
colonne candide e pascoli con recinti altrettanto immacolati
che si estendevano fino ai colli nebbiosi. C'erano uno
o due cavalli. Si chiese se erano di razza argentina. L'erba
verde era ghiacciata e le canne delle paludi col freddo
erano gelate. All'estremit nord dei pascoli si stagliavano
chiazze di neve ancora intatta.
Lara preg che l'autista non fosse stato istruito a prenderle
la valigia dal bagagliaio. L'uomo non fece nulla di
tutto ci. Un maggiordomo alto, dalla faccia inglese, le
apr la porta. Lei lo salut.
Le rispose nella sua lingua, lo spagnolo. Un saluto freddo,
tipo para servirle. Entrarono in una grossa stanza con
moquette, lampadari a bracci e divani. I volti tragici dei
generali creoli delle guerre di liberazione pendevano
dalle pareti giallognole. Qualcuno aveva incoraggiato il
vecchio senatore a posare per un ritratto che lo raffigurava
come l'inquisitore di El Greco, con fogli accartocciati ai
piedi calzati in stivali di alligatore. Senza dubbio disegni di
legge sulle quote dello zucchero per ottenere contributi
nelle campagne elettorali.
Comparve una donna, dall'aspetto materno, con un
grembiule nero e una cintura piena di chiavi.
Solo questa? disse riferendosi alla borsa di Lara, che
prese in consegna. Vuole rinfrescarsi?
La donna la guid per una rampa di scale verso quella
che Lara con grande dispiacere riconobbe come una
camera da letto. Aveva una deliziosa vista sui cavalli che
pascolavano e sulle vette azzurrognole.
Il bagno  alla sua sinistra, cara.
Mi serve la borsa.
No hay problema replic la donna sorridendo. Chiuse la
borsa di scatto e gliela consegn. Aveva frugato alla ricerca
di bobine, armi? Comunque la restitu.
Pensavo di fermarmi al Mayflower...
Claro que si. Eravamo restii a trovarle una sistemazione,
ma l'abbiamo fatto.
Si sorrisero a vicenda. Non c'era altro da sapere.
Para servirle si conged la donna.
Lara pass tutto il tempo che pot davanti agli specchi.
Fece tutto il possibile per cancellare gli odori della Northwest
Airlines e si rilass. Cercavano macchine fotografiche
e registratori, ricord a se stessa, non armi. Non si era
ancora arrivati a questo.
Di colpo si scorse catturata nello specchio. Si fiss negli occhi scuri, quasi verdi. Sull'isola, nelle zone dove si ricordavano di lei, si raccontava che non avesse l'anima.
Molti ci credevano. Si diceva che il fratello morto trattenesse l'anima di Lara con lui sotto le acque della Baia di Tutti i santi. In Guine, nel Mondo dei Morti. Dicevano che lui l'avesse offerta a Marinette, una selvaggia la cui furia omicida l'aveva resa secoli fa una dea petro. Si raccontava che Marinette possedesse quell'anima e la dominasse come una schiava.
Si congetturava anche che il marito di Lara, il Rosso, un uomo vivo, un francese, tenesse quell'anima; che addirittura Fidel, un santero e domestico di Elegua, la conservasse in uno smeraldo. O che Marinette, in uno spettrale capovolgimento, l'avesse portata in Africa a cercare smeraldi nelle miniere, per espiare i maltrattamenti della famiglia di Lara sui loro schiavi, ed era per questo che la ragazza era sempre stanca e spesso non si ricordava cosa le era successo o cosa aveva fatto.
Nei momenti peggiori, quando tutto sembrava insopportabile,
quando si sognava Marinette ogni notte, quando
voleva morire, si dirigeva allo specchio e implorava, tra
il riso e il pianto, per la sua anima. A volte cantava, canzoni
francesi, africane, Jim Morrison. A volte, come il domestico
visto quel giorno, doveva soffocare in gola quei canti.
Una volta, davanti allo specchio, aveva cercato d'impiccarsi.
Una sofferenza, giorno e notte allo specchio senza l'anima.
A volte giurava di non venire riflessa, quando quella persona
le sembrava sconosciuta e la stanza un orribile locale
decorato con ventagli e corazze di corallo, altari dedicati
alla Vergine col Bambino, o forse ad altre figure - Mamaye, Agw,
Elegua, Ogoun... Schiavi fuggiaschi divenuti
santi, predatori Taino trasfigurati, le loro lingue da lucertola
schiacciate contro lo specchio per assaporare il suo
pallore cadaverico, la sua anima in Guine.
C'era per una speranza. Nessuno aveva mai detto che
la sua anima era persa per sempre. Nessuno. C'erano delle
volte, parecchie, che non credeva per niente a quei racconti.
Da bambina tutto era andato bene. Quando negli
anni passati aveva visto le prime volte allo specchio Marinette
o la Guine, aveva riso. Ne aveva ricavato un gioco per
spaventare le compagne del collegio svizzero, per apparire
ai loro occhi strana, cattiva e pericolosa. Quando torn
nell'isola, suor Margaret Oliver, che aveva delle opinioni
personali riguardo i misteri, le disse di non preoccuparsi.
Scendendo al piano di sotto vide dei ritratti sulle pareti:
durante la sua visita precedente mancavano, erano di quel
genere che sembravano fotografie. George Orwell. Arthur
Koestler. Alcune figure patriarcali che non conosceva ma
che pensava fossero militari latinoamericani. Uno poteva essere Pinochet.
L sotto si stava svolgendo una specie di riunione. Una
dozzina di uomini in completi di sartoria italiana stava
uscendo dalla sala conferenze. C'erano americani, ispanici,
afrolatini. Erano tutti uomini, ne conosceva un paio.
C'era un giovane haitiano che lavorava nello staff di un
senatore. Poi un faccendiere cubano di bell'aspetto: si
diceva che avesse scritto ogni riga di quasi ogni legge presentata
da certi membri del Congresso negli ultimi dieci
anni. La sua prosa rifletteva gli interessi dei suoi clienti,
spesso societ internazionali. Gli uomini erano in piedi a
gruppi nel salone mentre il maggiordomo chiamava le loro auto.
Il cubano le si avvicin. Spaventata com'era, fu un piacere
vederlo. Aveva sempre avuto un debole per il fascino cubano.
Ciao Lara! Scesa a sud allora?
Lei alz le spalle e lo baci.
Per un buon motivo, spero.
Semana santa gli rispose, per qualche ragione.
Ti devo presentare prima che tutti se ne vadano?
No gli fece. Non  il caso.
Le augur buena suerte. Lara ricambi l'augurio. Per un
attimo il cubano cattur il suo sguardo. Lei salut l'haitiano,
il giovane della lobby senatoriale. I due uomini si
allontanarono per parlare fra di loro e un altro, che lei
conosceva, li raggiunse, un americano che rappresentava
una fondazione evangelica.
Dunque raccontava il cubano ai colleghi, ho detto
loro, Sentite, non prendete quel tipo alla Commissione
Affari esteri. Perch? Ehi,  un islamico. Fuori di qui.
Andate, coglione!.
Ma Pablo intervenne l'untuoso haitiano, non  un
islamico! Non  vero!.
Chiedo scusa insistette il faccendiere, porta scarpini
a punta. In metr mi sono seduto vicino. Si arricciolano
alle estremit. E un terrorista musulmano. Il suo nemico 
un bifolco timorato di Dio, un hombre muy formal. Questa 
la guerra al terrore.
L'americano, di professione bifolco timorato di Dio, rise
garbatamente. Lara, sorridente, prese una sedia in attesa
di Trittolemo, e cerc di ascoltare le altre conversazioni. Si
parlava in inglese, spagnolo e francese.
Riconobbe alcuni membri di un'organizzazione culturale
in voga durante il periodo reaganiano. Adesso erano
delle cariatidi, ma un tempo avevano avuto a disposizione
denaro e potere, e Lara, seguendo i consigli del suo ex
marito, era andata a lavorare per loro, vi aveva aderito
dopo aver lasciato il grande Desmond Jenkins e il Servizio
di disinformazione sovietico. All'epoca nessuno si preoccupava
di chi avesse ucciso Hammarskjld o che Mobutu
si cibasse di carne umana. Il Sudafrica stava cedendo, il
manganello scivolava dalla mano pingue dei boeri. Ci fu
un massacro di eritrei. I soldati cubani portarono l'AIDS in
patria con i loro Ordini della Bandiera rossa. L'Islam dilagava.
Lei e suo marito finirono assegnati a un'unit generica,
gestita da fanatici, sempre pi a corto di soldi e di potere,
sempre pi allo sbando. Un errore. Erano stati malamente
manovrati dai francesi che non li avevano utilizzati e li
avevano ceduti agli americani, quando la Guerra fredda in
Africa si era ridotta a poche zone flagellate dalla fame e
dalle uccisioni, del tutto marginali agli occhi del mondo.
Ma era tutto quello che era stata capace di promuovere
dal capo estremo del mondo nel grande campo di battaglia
devastato della fantomatica Terza guerra mondiale.
Per gli amici l'haitiano lesse maliziosamente dalla traduzione
del bollettino informativo di un nazionalista razzista
di destra di un'isola coloniale, che, da quel che si diceva,
era stato sul libro paga di tutti i principali servizi segreti del mondo.
Lo chiamavano Le message du Soleil spieg il giovane e lesse ad alta voce:
Il solitario sole africano era lo sprone dell'istinto civilizzatore.
Dall'Africa si diffuse nella fertile Mezzaluna. Ma,
hlas, non prima di attirare l'attenzione dei pallidi nani,
una razza ignobile, di dimensioni modeste e dal cuore
gelido. Scaltra e crudele. Mi riferisco a quelli noti al
mondo come caucasoidi, altrimenti detti blanc. La razza bianca, en fin.
Esclusi gli amici qui presenti... L'haitiano fece una pausa per dirlo.
Un momento interloqu uno degli americani. Questo qua sta con noi?
Grande tenda, Arthur, grandi compiti... Il giovane li guard per avere il permesso di continuare.
Dunque il sole solitario riprese era fonte e simbolo di
vitalit. Cos, in un accesso di energia, un capo dei bianchi,
forse il pi dotato, scelse come suo stemma una tetra
rappresentazione ad aste del sole. Amici, per cosa stava la
croce se non per il sole? E tra le sue mani la pieg in
maniera cos somigliante da evocare la splendida generosit del grande astro.
Intende la svastica... aggiunse il giovane azzimato.
S, ho capito rispose il cubano.
Il giovanotto haitiano si schiar la gola.
In suo nome instill nella sua fiacca razza un'energia
demoniaca. Questo capo cos malvagiamente grande, tutti
lo devono ammirare. Anche se si riconosce in lui l'avversario
da affrontare. Un giorno, mentre le note della tromba
suoneranno per Sigfrido, i tamburi saluteranno la guida
dei figli e delle figlie del grande sole, i figli di Amon Ra.
Anche se allora non sar presente per ammirarlo, lo vedo
chiaramente nella mia anima!
Caspita! esclam l'americano.
Lui la vede cos, Arthur. E un brav'uomo...
Adis! Addio!
Lara riconobbe la voce che temeva. Era quella di un ex
ufficiale argentino di nome Marcial Prez: lui amava farsi
chiamare Trittolemo.
Possano i nostri affari prosperare! Si ferm sulla porta
e conged gli ospiti con degli abrazos. Non tutti quelli che
vi aspiravano li ricevettero.
Una volta si andava e veniva in gran segreto, la gente
usciva senza formalit da diverse porte. Ora gli uomini
della riunione di Trittolemo passeggiavano a caso davanti
al maggiordomo in attesa dei loro autisti. Forse l'organizzazione
aveva smesso di cercare di tenere nascosto il suo
potere e anzi cercava di esaltarlo. Finora il denaro era
stato raccolto in segreto, ma il sistema poteva cambiare, pens Lara.
Quando lei e Trittolemo restarono soli, l'uomo le si avvicin,
accenn un inchino e le baci la mano.
Hai visto come ti guardavano uscendo? le disse. Si
saranno chiesti, Chi  quella bellezza misteriosa?
Lara rise: Avrei potuto rispondere una delle tante.
Un'altra bellezza misteriosa nella grande fazenda.
Trittolemo ordin un t, poi si spostarono in un salottino
dove l'avrebbero servito: t inglese con cialde belghe.
Ho sempre creduto che cialda fosse una parola americana
le raccont. Ripet la parola, facendo ballare le
mascelle. Cialda... inventata a Pittsburgh quando un
caposquadra rovesci il suo pranzo sul pavimento in ferro della fabbrica.
Visto che lei non replic, lui continu: Mi spiace per
tuo fratello. Tutti si aspettavano che scendessi per il funerale....
Non potevo. Continuo a piangerlo, credimi, ma sarebbe
stato difficile trovare qualcuno che mi potesse sostituire
al college. Sono nuova, sul serio, era impossibile, che tu ci creda o no.
Ci credo rispose Prez Trittolemo. Trittolemo era il
nome preso sotto acido molti anni prima, bench non
sembrasse proprio il tipo. Raccontava di aver ricevuto
l'LSD da Arthur Koestler, che aveva conosciuto Timothy
Leary. Lara pensava che potesse averlo preso a Buenos
Aires da un collaboratore della CIA in quella sporca guerra.
Il suo nome di battaglia aveva a che fare con il diffondere
i semi, combattere il comunismo. Una visione acida.
Lui credeva in una forma di rivoluzione neofascista e Lara
si era trovata a essere una delle sue misteriose bellezze.
Dopo la morte di tuo fratello ci aspettavamo qualcosa per noi...
Be', suppongo che stiamo vendendo l'hotel? Roger si
sta occupando della collezione di arte insulare di mio fratello.
Scender per aiutarlo.
Noi ci chiedevamo disse l'ufficiale che ne sar di
tutto il resto? Dobbiamo pagare i colombiani....
Lara cap che lo staff dell'hotel si era messo in contatto
con una delle milizie colombiane di estrema destra. Suo
fratello aveva lavorato con loro. Avevano usato l'albergo e
l'isola per le loro operazioni, nonostante Lara considerasse
suo compito sapere qualcosa sull'argomento.
Roger sta gestendo la situazione rifer al colonnello.
Roger? Ma certo... Sembrava ridere bonariamente.
Roger... Come se si compiacesse della sua benevola tolleranza verso l'umanit intera.
John-Paul si fidava di lui.
E noi faremo lo stesso. Ci sar una commemorazione,
sbaglio? Forse vi parteciper.
Lara rest di sale. Temeva di essere sbiancata. Lui sull'isola...
Il solo pensiero la pietrificava.
Le diede un colpetto alla mano. Solo in spirito! Non mi
sognerei mai di intromettermi in quei rituali.
Siete stati molto gentili con noi gli disse Lara.
Nostro dovere... e in parte sta volgendo al termine. Ma
ci sono altri progetti, altre battaglie. I companeros lottano in
Colombia. Con la morte di tuo fratello la nostra fiducia 
riposta in te e nelle organizzazioni colombiane.
Lo sai, Trittolemo, ho mollato quel lavoro. Vendiamo l'albergo...
S, lo so. Frug nella tasca ed estrasse un portagioie. Al
suo schiudersi Lara vide uno smeraldo e lo prese.
Senor! Lo guard e in quello sguardo radun tutta la
soggezione femminile di cui erano capaci la sua mente e
il suo corpo. L'anima era di riserva.
 africano disse Lara. E oleoso... Mentre l'ammirava
le vennero le lacrime agli occhi. Oh senor! Si pieg in
avanti e si scambiarono un bacio sulle guance.
Ora dimmi, devi essere sincera, Fidel te n'ha dato uno?
La donna si limit a sorridere.
Trittolemo abbass gli occhi: Sono stato indiscreto.
Inizi a parlarle della situazione a Santa Trinit. Anche
senza la sua consulenza sembrava ben informato.
Lo sai, laggi la presenza americana  capillare. I servizi
segreti del vecchio regime non sono in grado di localizzarla.
Dove scende in campo l'esercito di Junot, gli yanquis
sono con lui. Pare che controllino le vie d'accesso. Allora,
tu e Roger dovrete accordarvi con Junot. Gli americani gli chiedono di tutto.
Lara voleva dirgli che non le importava un bel niente.
Naturalmente lasci perdere. Buffo, pens, che un rozzo
aguzzino come Trit dovesse far leva sulla fiducia istintiva di qualcuno.
Dunque spieg l'ufficiale, Junot parler con gli americani,
quelli che contano. Roger Hyde parler con le milizie colombiane.
Roger sta per andare in pensione. Appena venduto
l'hotel torner in Messico. Ecco come dovevano andare
le cose secondo Lara.
Forse pu ancora collaborare un po'. Giusto qualcosina per i negozi di Boca e Hilton Head. Finch il debito non  estinto...
Lara annu. Quando il terzo grado fin, l'uomo chiamato
Trittolemo batt i tacchi, nello stile del suo esercito
nazionale.
Buona fortuna con i tuoi protettori americani disse il
colonnello. Quella frase l'allarm. La fece riflettere su cosa sapeva di preciso quell'uomo.
Si raccontava che Trittolemo declamasse poesia francese
alla gente che lanciava viva nell'Atlantico del sud. La sua
squadra li spingeva gi nel momento che il disco solare
spariva all'orizzonte. O al momento che appariva. Aveva
un fazzoletto per asciugare le loro lacrime. A volte era il
fazzoletto della moglie, il condannato ne riconosceva subito
il profumo, un richiamo crudele tra i bagliori dell'orizzonte.
Oppure il fazzoletto del marito o della madre.
Metto in crisi i dotti professori amava dire e faccio piangere i macho.
A volte diceva sono come bambini. Tornano fanciulli
e io gli faccio da padre. Papi? frignano, senza sarcasmo,
ci sono gli squali? Li tranquillizziamo. Nell'Atlantico
del sud? Al largo del nostro continente? Nooo, lo
vedrai tu stesso....
Lara arriv al Mayflower dopo le dieci. Poi usc in tempo
per l'ultima corsa della metro. Nessuno sembrava averla
vista, ma era impossibile dirlo con certezza. Cammin
verso Dupont Circle, trov una cabina del telefono e compose
il numero speciale.
In Connecticut Avenue prese la metro fermata Zoo, poi
si avvi verso Kalorama. In Newark Street c'era un ristorante
etiope ancora aperto, che serviva una clientela mista
di africani orientali e cittadini nottambuli. In un separ
sul retro una giovane in tenuta da jogging sorseggiava una
birra analcolica. Aveva dei capelli neri lunghi e lisci, la
pelle scura e i tratti semitici. Poteva davvero essere qualsiasi
cosa, pens Lara, sedendosi all'altro capo del tavolo.
Be' che c'? le chiese la donna.
La vita senza John-Paul...
Eh, lo sappiamo. E dura. AIDS, giusto?
Noi replic Lara non abbiamo mai fatto quello che pensavate.
Me ne frego.
Non abbiamo mai fatto quello che pensavate. I tipi del Congresso ve lo possono confermare.
Ah ah! Ma davvero?
E ora siamo fuori. Abbiamo messo in vendita il posto.
Dico sul serio, controlla.
Ma che ne sai? Non sei fuori. Te lo diremo noi quando
sarai fuori. Il mio capo ha piazzato il tuo bel culetto a
mollo con Fidel sulla sua parete. La foto  proprio sotto
quella del signor Presidente. Ci devi qualcosa...
Come vedi ho il mio bel rischio. Tanto per mettere i puntini sulle i...
Prendiamo atto... I puntini li metteremo su di te...
Come sei sgarbata...
Be' rispose la giovane siamo solo degli sbirri. Non abbiamo preparazione....
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Una domenica di primavera piena di un sole scintillante
e di calde brezze fiduciose, la famiglia Ahearn and a
messa. Un po' prima delle dieci i tre avanzarono sulla gradinata
di ardesia di St Emmerich. Era una chiesa di legno
bianca con un corpo centrale dotato di due torri laterali
con cuspidi color blu di Prussia. Era di fondazione tedesca,
sottilmente diversa dall'edificio irlandese francesizzante all'altro capo della citt.
Procedevano in fila, Kristin in testa. Un passo dietro
Michael si trascinava a testa bassa, contenendo i postumi
di una squallida sbronza. Il piccolo Paul lo seguiva, lo
sguardo perso e malinconico, di tanto in tanto si riscuoteva
lanciandosi in un'andatura spavalda e insolente che
cercava di praticare senza farsi vedere. L'aveva imparata a scuola.
In cima ai gradini Michael si gir per guardarlo.
Ma che c'hai? Ti fa male la schiena o cosa?
Paul si raddrizz ma si rifiut di rispondere. Osservandolo
da vicino Michael credette di scorgere nel barbaglio
di un secondo un cieco disprezzo.
L'uomo segu la moglie nel trionfo sensoriale dell'incenso
stantio, della vernice, del legno stagionato, dei gigli.
L'interno della chiesa era una successione di grigi, non un
altare scolpito ma un piano essenziale, la semplice mensa,
su cui ardevano due candele. Ogni finestra, grigia e opaca,
aveva una vetrata decorata con un simbolo stilizzato. Dietro
il tavolo sacrificale una lampada sacra brillava davanti
a un vessillo grigio con le lettere chi e rho.
Michael si fece da parte per far passare la moglie e il
figlio nel banco posteriore che aveva scelto. Paul s'inginocchi
e si fece il segno della croce. Gli sguardi di
Michael e Kristin s'incrociarono per caso, si scambiarono
un'occhiata desolata, vuota, poi i due si sedettero.
Da l Michael vedeva la chiesa riempirsi. C'era sempre
un piccolo drappello variopinto di accademici. Il vecchio
professor Doroshenko, filologo e grande specialista del
mito slavo, accompagnava la cagionevole moglie in un
posto nelle prime file. Molte opere del professore sugli
spiriti dei boschi e gli elfi di fiume venivano regolarmente
edite da una casa editrice di rifugiati politici a Winnipeg.
Dietro i Doroshenko Mister Giorgio e Mister Cushing, una coppia
gay di mezz'et, bibliotecari di singolare devozione,
inginocchiati nella preghiera. Accanto a loro c'era il dottor
Almeida con moglie e quattro figli. Il prolifico signore,
originario di Goa, era un esperto del centro informatico.
C'era qualche dozzina di studenti, che la chiesa cercava in
tutti i modi di far sentire a proprio agio. Per lo pi si trattava
di ragazze, per la prima volta lontane da casa.
Il resto dei parrocchiani era formato da gente di citt e
di campagna. Ogni settimana tre, talora quattro generazioni
di discendenti dei coloni renani e boemi del diciannovesimo
secolo facevano mostra di s, anziani e beb in
braccio compresi. Le chiese rurali, associate fra loro,
erano isolate, coi preti erranti, forniti di set portatili per la
comunione e cassette coi Canti sacri di Tennessee Ernie,
che passavano lunghi weekend a dir messa in una mezza
dozzina di santuari fatiscenti tra i filari di soia. Soltanto
una percentuale minima delle fattorie di famiglia resisteva laggi.
I tedeschi avevano la faccia butterata, le spalle larghe, gli
occhi chiari ed erano azzimati. I giovani, pieni di lentiggini,
erano radiosi, posseduti, cos sembrava, da una luminosa innocenza.
All'altro capo della chiesa Michael riconobbe un uomo
di nome Harold Lawlor: insieme alla moglie Frances rappresentava
il cuore della locale lotta antiabortista. Inforcando
gli occhiali Michael si mise nella posizione migliore
per poter osservare il signor Lawlor alle prese con le
preci domenicali, la recitazione del rosario, gli occhi alzati nella Preghiera alla Vergine.
Un vecchio cugino di Lawlor, un tizio di nome Brennan,
aveva sparato a un prete nel Sud Dakota, paralizzandolo
per il resto della vita, perch aveva permesso a una bambina
di dodici anni di servire messa. Brennan aveva preteso
dei chierichetti maschi. Si diceva che avesse trascorso il
giorno che spar a inseguire la ragazzina, la cui giovane
vita fu risparmiata per puro caso da un proiettile calibro
nove. Merito dell'Alzheimer. Brennan aveva ottant'anni e
mor quello stesso anno. Un martire.
Guardando i celesti occhi acquosi del signor Lawlor fissi
alla deit, Michael fu travolto da un accesso d'ira, la
mascella gli trem, i pugni si contrassero come artigli.
Dovette ripetere a se stesso che quello non era il cecchino.
Mentre lo osservava Lawlor aveva completato l'ultima
decina del rosario. Oh, i misteri dolorosi! pens Michael.
Lawlor si fece il segno della croce col crocifisso della corona,
lo baci e atteggi ancora una volta il suo sguardo viscido a un'eterna beatitudine.
Il prete che celebrava, il piccolo e quadrato Padre Schlesinger, leggeva dalle sacre scritture.
Andr all'altare di Dio proclam. E il chierichetto,
smunto e rasato, inginocchiandosi con le suole delle Reebok
rivolte ai fedeli, replic: Al Dio che dona gioia alla mia giovent.
A fianco di Michael Paul stava pregando. Dignitoso, la
testa piegata, seguiva fedelmente il proprio messale. Per il
momento le tempeste dell'imminente pubert si erano
calmate. A giudicare dalla sua espressione, pens Michael,
aveva stabilito il contatto: tutto proteso, lo sguardo ispirato
che trapassava nel trasognato, sillabava con aria inebetita.
Osservava il ragazzo stringere le mani sul petto come
faceva da piccolo, e anzi, per quello che ne capiva, teneva
stretto qualcosa sul cuore. Qualcosa che riconosceva e
accoglieva, gioendone e godendone. Fuori degli uccelli
primaverili, assolutamente inattesi a quelle latitudini, cinguettavano e trillavano.
A sinistra stava Kristin: si accorse che anche lei guardava
Paul pregare. Non riuscivano a staccare lo sguardo. Loro
figlio era vivo, beneficiario, come tutti, di una casuale singolarit,
la quale, in quanto puramente meccanica, non
esigeva sacrifici. Intorno a loro i segreti continuavano a
salire con l'incenso e i canti. I contadini, gli impiegati, gli
sbirri, i professori, le ragazze, ognuno per suo conto si
affannava a volgere la propria intima disperazione alla
pace che, era scritto, travalica l'umana comprensione.
Alla fine Michael stava tremando, sul punto di esplodere
dalla vergogna e dal disprezzo per s. La chiesa, che
insegnava a considerare l'umiliazione una vera benedizione,
lo stava umiliando in pieno. Si pent d'avere condotto
suo figlio in quei locali profumati e illuminati dalle candele.
Pens a Kristin in ospedale, fiduciosa nel Dio che si era
foggiata, e implor la misericordia dei sogni. Non voleva
essere l. Poi la mente abbandon quel fiotto d'ira e immagin
che al suo fianco fosse seduta una vecchia minuscola,
una specie di bambola col ghigno di un teschio. Marinette.
Profumava come un sacchetto di spezie. Uno di quei
sogni a occhi aperti cui gli capitava di assistere nel vuoto della chiesa.
Tornando in auto l'immagine migliore che gli venne
nella meditazione domenicale fu quella di Lara in mezzo
a volte coralline, il corpo slanciato che passava davanti a
ciuffi luminosi o sulla distesa di seta dell'acqua.
A casa tornarono al solito tran tran del dopo messa. Pancake
per il giovane comunicato. Acqua ghiacciata e la partita
Knicks contro Heat per lui. Kristin si lev l'abito della
domenica e indoss un paio di jeans stretti che catturarono
l'attenzione di Michael. L'uomo abbandon il basket e
si mise alla finestra che dava sul giardino per guardarla
rastrellare il fogliame morto. Le calde curve dei fianchi e
quelle di prima scelta del sedere. La cucitura centrale tesa,
netta. Strano, da quando Lara era entrata nella sua vita si
trovava in uno stato di eccitazione sessuale che coinvolgeva
entrambe le donne. In modi diversi era attratto da tutte
e due. La sofferenza acuta del desiderio portava sempre con s una sensazione di separatezza.
Al suo rientro Michael pens che si fosse accorta di
come la fissava. Tutto quello che lei disse fu Quand' il charter per l'immersione?.
Il 24. A Pasqua.
Penso che sar proprio bello.
... vuoi venire? Si chiese se non aveva indugiato troppo a farle quella domanda finta.
Devo?
Be' se ti va...
Dai?
Allora Michael si chiese: a che gioco giochiamo?
Lo sai gli rispose sua moglie, senza di me ti divertirai molto di pi.
Non era quello che avrebbe voluto sentirsi dire.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
A San Juan Lara gioc il 18 con fiche da cinque dollari,
assicurandosi il numero sotto ogni punto di vista: angoli,
linee, cifre vicine, poi rosso, i dodici centrali e pari. Dopo
quattro giri di ruota funzion. Continu puntando sul 36 coperto e vinse.
Il croupier si congratul simpaticamente con loro.
Michael la vide ammiccare e allungargli una fiche da cinquanta dollari.
Andiamo disse, devo fare acquisti!.
Prima dell'atterraggio a Puerto Rico il volo per Santa
Trinit era stato sospeso. In seguito alle elezioni erano
sorti dei problemi e l'esercito era spaccato. La compagnia
aerea li trattenne una notte in un albergo di Isla Verde.
Dalla loro stanza al sedicesimo piano sulla spiaggia sentivano
le onde ma Lara era smaniosa di raggiungere il tavoloverde.
Ragazzi portoricani di bell'aspetto in abito da sera si
affrettavano affannosamente per i corridoi, correndo pi
veloci delle loro famiglie che si scambiavano parole in una
duplice lingua. Dopo la vittoria di Lara trovarono un bar
affacciato sugli scogli al limite della spiaggia. Aveva tavoli
posti in una grotta artificiale circondata da piante dell'uccello
del paradiso e palme del viaggiatore. Il posto sembrava
piacevolmente ospitale, come se tutti gli intrighi fossero
uno svago e la giungla un luogo dove sorseggiare drink
ghiacciati sotto la luna tropicale. E ce n'era una splendida,
quasi piena, che inargentava la scogliera. Con tutte quelle
luci sembrava che la citt di San Juan non avesse pensieri.
Lara alz il bicchiere: Alla memoria di colui che invent i banchetti!.
Michael beveva con prudenza.
Caro Michael, non devi pensare che io sia insensibile, o
che non ami mio fratello. Te l'ho detto quanto ho pianto.
Non ero sicuro che intendessi John-Paul. Pensavo si
trattasse di qualche folletto di Washington...
Lei si limit a guardarlo, senza rispondere. Michael
prese una candela accesa da un tavolo vicino per avere pi luce.
Lara parlava al telefono in inglese, francese e creolo:
conosceva San Juan come le sue tasche. Faceva tutto con
quel sorriso da fortunata con cui aveva vinto alla roulette.
Torniamo nella nostra stanza dove posso mettermi a telefonare sul serio.
Mentre lei era a letto, in mezzo alle telefonate disperate,
Michael le si distese accanto: C' ancora qualcosa che mi devi dire sul nostro viaggio?.
Tipo cosa? gli chiese, e dopo una pausa prosegu: Da dove cominciamo?.
Forse da dove i giornali si sono fermati sugger lui.
Aveva seguito tutta la storia, anche se lei non ne aveva mai
parlato. La strategia di Michael era stata di non fare cenno
a Santa Trinit finch non lo faceva lei. Quella mattina le
cronache del Miami Herald parlavano di posti di blocco
incendiati e di tumulti. L'uomo pos il bicchiere e fiss l'oceano.
Non ti preoccupare, Michael. Andr tutto bene. Ti
amo, lo sai.  per questo che ti ho chiesto di venire.
Ho accettato perch volevo stare con te. Se avessi voluto
potevo ripartire stanotte. In effetti desiderava condividere
l'ebbrezza del pericolo con lei. Sprofondare il pi
possibile. Farla sua sfidando i propri limiti. Rischiare ancora di pi.
Allora sei mio nei ranghi della morte? gli chiese ridendo.
Poi mosse la gamba intorno e sotto la sua. Lui si avvicin
e mise la mano su di lei, sulle ciocche umide e setose dei capelli.
Vedi gli spieg non  questione di vita o di morte.
Non credo. Non sto chiedendo protezione. Solo la compagnia
di qualcuno di cui mi sono innamorata.
Il tono sembrava essere cambiato un po' da quando le
aveva fatto quella prima domanda.
Di qualunque cosa hai bisogno, qualunque cosa posso darti...
Te l'ho detto che stiamo vendendo l'hotel, no?
Presumo che l'hotel fosse finanziato in qualche
modo... per ragioni politiche.
S, e adesso sto cercando di raccogliere la mia piccola
parte. Dopo la cerimonia e i nostri addii, faremo le varie
spartizioni. Posso occuparmi io di tutto questo. Ma non
volevo restare sola sull'isola.
Hai detto di avere il passaporto americano?
S, ho la nazionalit americana da parte di madre. La
famiglia di mio padre possedeva l'albergo da quando era
una fabbrica di zucchero. Allora c'erano gli schiavi. La sua
famiglia, come molta gente dell'isola, arriv da Haiti nel
diciannovesimo secolo. Insieme agli schiavi.
Ma erano bianchi?
Lara sorrise e alz le spalle.
A Santa Trinit Purcell  un nome importante. Ma ai
pi alti livelli della societ coloniale scosse la testa sfoggiando
un'espressione triste, non  il massimo. E un
sacco di vecchi colonialisti ti dir: I Purcell? Oh gente fantastica!
Nel sud dell'isola. Da Haiti, s. Mischiati in vario
modo... s, francesi, creoli....
Michael annu.
Quello che posso dirti  che a mia nonna non hanno
mai ordinato di scendere da un autobus negli stati del
sud. La guard con aria solenne. Cazzo Michael! esclam.
John-Paul si faceva quattro risate!
Gli spieg che si aspettava delle difficolt solo per il fatto
di portare oggetti di valore, e per la situazione politica
estremamente instabile. Chi leggeva i giornali lo sapeva.
Mio fratello e il suo socio erano in affari con dei tizi del
Sud America che non so quanto duramente contesteranno
il conto finale. Ma non mi aspetto violenza o roba simile.
Voglio avere un accompagnatore.
Michael ripens alla gargouille tropicale che la proteggeva
su internet.
Arriveremo separatamente gli disse. Ci sono delle
cose che ti devi ricordare...
Il fatto gli suon completamente nuovo.
Perch?
Oh,  andata cos. Avevano un posto su un volo americano
per Rodney e ho messo te. Io dovrei avere un posto
per la Baia di Tutti i Santi via Vieques. Gli prese la mano.
Non fare il cane bastonato, tesoro. Faremo il viaggio di
ritorno insieme.  che io devo andare l per i riti di mio
fratello.
Riti funebri...
No, le cerimonie cattoliche sono finite. Queste qua
sono locali, diciamo massoniche.
Speriamo di riuscire a vederci sull'isola...
Lara chiuse gli occhi in un anticipo di beatitudine.
Da Rodney prenderai l'autobus. La gente  molto povera.
Per loro sei un extraterrestre. Non staccare mai gli
occhi dalla valigia.
Potrei noleggiare una macchina.
Io non lo farei. Da solo.
Neppure di giorno?
Un delinquente ti getter nel primo baratro. Un ex soldato
con un'arma costosa. Prendi l'autobus o anche l'omnibus.
Non siamo ad Haiti ma in questi giorni la mia isola
se la passa male. Lo sappiamo, no?
S che lo sappiamo. Spero che sar un viaggio piacevole.
Nella foresta pluviale.
Un viaggio piacevole ripet. Certo...
Ovviamente questa settimana la strada potrebbe passare
in mezzo a qualche disordine locale...
Michael cap che lo stava tagliando fuori.
Lascia che ti spieghi, Michael. I rituali massonici sono
tipici dell'isola. Pratiche locali. Non assomigliano a niente
di tutto quello che hai visto.
Abbass la voce e lo fiss negli occhi.
Ecco in cosa crede la gente, senti: crede che le anime
delle persone morte l'anno prima vengano portate in un
luogo sott'acqua chiamato Guine. Passato un anno o gi
di l le anime vengono tolte dal mare. Ecco a cosa serve la nostra cerimonia.
Bene rispose Michael. Il carattere tradizionale del rito lo tranquillizz.
Mio fratello era un uomo volubile, inquieto. La gente
credeva che avesse delle facolt speciali e potesse fare cose tremende.
Lui? Cose tremende?
La gente crede che abbia consegnato la mia anima... a una vecchia di nome Marinette.
La tua madrina...
 vissuta secoli fa... lei... le appartengo. Mentre parlava
Michael la guardava negli occhi. Marinette ripet
bisbigliando. Diede inizio al massacro. Vers il primo sangue francese.
E tu rivuoi la tua anima.
Quando evocheremo il ti bon ang di John-Paul, la sua
anima, dalla Guine, gli chieder di restituirmi la mia.
Lara le sussurr, io penso che la tua anima sia a
posto, perfettamente intatta.
No, ti sbagli! Tu non mi hai mai vista... In un certo senso.
Ma  impossibile! esclam Michael. Senn tutto fra
noi due sarebbe un'illusione! Dopo queste parole nessuno
dei due si mosse. L'uomo riflett su quello che aveva
detto: alla base c'era un pensiero elementare che non osava concludere.
Lei cattur il suo sguardo e gli appoggi le dita sulla
bocca. Sono libera di amare! Di amare di pi! Io ti amo.
Ti amer in eterno, lo giuro!
Non  necessario.
Forse s.
Ti credo replic Michael, con tono canzonatorio.
La gente parla cos...
S, va bene. Io ci sono.
Davvero?
S certo.
Senti gli spieg,  tutto quello che posso dirti. Promettimi
che non mi lascerai.
Lo sai le rispose, dovremmo essere qua a fare immersioni.
Questo era il progetto iniziale....
Oh s! Le faremo, le migliori! Ci immergeremo nei pi bei fondali mai visti!
Michael lo trov uno strano modo di esprimersi. Allora,
probabilmente per chiarire la situazione, port una mano
di Lara sul proprio corpo e la fece scendere sulla superficie del ventre.
Fu in quel momento che nella stanza, le luci soffuse
della citt vecchia visibili dalla finestra alle spalle, Lara
apparve fragile e inquieta come non mai. Michael sent da
qualche parte un lontano barlume di follia. Non era per
forza n di Lara n suo. Non apparteneva a nessuno di
preciso, forse era solo una diversa disposizione delle cose su un diverso orizzonte.
Bene concluse lui, purch andiamo a farle 'ste immersioni.
Oh s!
Il telefono squill e dopo un attimo di esitazione Lara
rispose. Parlava con una donna in uno spagnolo concitato.
Con quella persona ancora in linea mise la mano sul ginocchio di Michael.
Senti, se parto adesso posso prendere un volo via Vieques.
 un posto solo, devo andare a ritirare il biglietto. Lo
sai come funziona. Non devo lasciarmi sfuggire nessuna
occasione. Mi perdonerai? Per favore...
Ma certo le rispose, sbrigati!.
Di nuovo al telefono organizz allegramente il futuro di Michael e riattacc.
Confermato il tuo volo di domani per Rodney. Non perderlo!
Non perdo un aereo, un autobus o un treno da quando avevo undici anni.
Bene, non ti dimenticare del pullman a Rodney. Si
pettin i capelli da un lato. Dopo il Caribe Hilton sar
uno shock! E ricordati di non perdere mai di vista il tuo bagaglio.
I predoni rimarrebbero delusi dalla mia borsa.
Non scherzare, caro,  davvero pericoloso. Resta sull'autobus,
ci sar una guardia giurata. Tutto a Rodney  in
mano agli sbirri. Non provare a fare il viaggiatore sofisticato,
ti faranno la pelle. Alla tua fermata va' al mercato a
Chastenet. Cerca un negozio gestito da un uomo chiamato
il Fattore. Non  un funzionario, ma pu dirti dove trovare
l'Hotel Baia dei Santi. La maggior parte della gente 
buona. Arrivato in albergo fermati l.
Bene. Credo di aver capito.
No. Non hai capito quello che t'ho detto. Lo vedo...
Ti riferisci al pullman? Sei stata chiara.
Non dico il pullman. Mi riferisco a tutto il resto. Non capisci una parola di quello che ti dico.
Non  il mio mondo, Lara...
Sarebbe facile per te tornare a casa. Lasciarmi qua e tornare a... alle tue cose. Ma tu devi venire con me.
Michael cerc di considerare la situazione: tutto sembrava perso e al suo posto c'era qualcosa di ricco e attraente, un'oscurit pi fitta, una luce estranea, pericolosamente inconsistente.
S verr. Gli sembrava di mentire, ma allo stesso tempo sapeva che l'avrebbe seguita. S verr.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Dalla veranda Lara poteva gettare lo sguardo oltre gli
alti muri che cingevano la tenuta di famiglia e che avevano
la sommit cosparsa di spuntoni di vetri colorati. La
visuale era quella che ricordava dall'infanzia: il cielo, le
sfumature azzurre della baia, le montagne in fondo. Quella
mattina si era alzata alle prime luci. I profumi mattutini
rimasero nell'aria finch il sole non illumin il Morne e
invest di luce le cime verdi e la geometria irregolare dei monti.
La notte prima, dopo il volo, aveva sentito dei tamburi
dalla fatiscente loggia massonica tra le colline vicine. Avevano
suonato per buona parte della notte.
Aveva l'impressione che quando era piccola ci fossero
pi uccelli, con dei canti pi piacevoli. Ora c'erano orde
di corvi, insieme agli avvoltoi, di cui si ricordava, a frotte
sulla cima delle palme. Dalla parte dell'abitazione rivolta
verso l'entroterra il fumo del carbone oscurava quasi del
tutto il picco sovrastante. Quella punta della montagna
era una cresta di nuda roccia.
Ieri notte ho sentito i tamburi disse a Roger Hyde.
Un sogno? le chiese.
Non proprio. Qua sembra tutto un sogno.  cos strano...
Non  un sogno, tesoro. Ti stai sbagliando. Non saresti
dovuta venire. Soprattutto con quei voli...
Roger Hyde aveva frequentato Harvard con John-Paul.
Era stato il suo compagno da quando avevano vent'anni e
aveva trascorso quasi tutto l'ultimo anno di vita di John-
Paul sull'isola, procurandogli medicine e convincendo i
dottori americani delle missioni mediche a curarlo.
Sono venuta a prendermi quello che mi spetta. Ne ho
diritto.
Non ti facevo cos avida, mia cara.
Non essere ridicolo. Anch'io ho le mie esigenze quaggi.
Roger and a mettersi dove si poteva vedere la strada
dissestata che conduceva alla piana caliginosa e al mare.
Se ne stava l a guardarla.
Sei proprio bello, Roger. Se fossi un'assatanata ti salterei
addosso...
Il padre di Roger era stato uno scrittore di romanzi storici,
un afroamericano di Boston i cui libri, che idealizzavano
il Sud pre-guerra civile, erano immancabilmente dei
bestseller. I suoi eroi erano cavalieri in stivali e speroni la
cui fantastica galanteria e abilit di spadaccini facevano
venire la tachicardia alle distinte signore dei circoli di
canasta degli stati meridionali. Spesso Hollywood trasse
dei film dai romanzi di Hyde pere, ma la foto dell'autore
non apparve mai sulla copertina dei libri.
E io mi arrenderei le rispose. Sembrava preoccupato
ma abbastanza in forma. La vita che faceva gli si addiceva,
pens Lara.
La madre di Roger era francese e la famiglia aveva vissuto
in Messico. Per un po' Roger aveva provato a seguire le
orme paterne, perpetuando la formula vincente. Ma dopo
i primi tentativi non aveva funzionato. Quei temi erano
diventati imbarazzanti. Cos se n'era andato da Citt del
Messico per stare con John-Paul all'Hotel Baia dei Santi, e
scrivere reportage di viaggi, fare interviste e aiutare nella
gestione quotidiana del locale.
Senti, pigliati quello che credi ti spetti e vattene. Dico
sul serio. Qua  molto pericoloso.
Volevo fare qualche immersione, e cos ho portato un
amico...
Stai scherzando? Mi devi assicurare che  tutto uno
scherzo!
Ma Lara non poteva assicurargli nulla. Gli spieg che
Michael Ahearn sarebbe giunto a breve.
Lo sai che l'esercito di Eustace Junot sta difendendo il
risultato delle elezioni. Gli americani sono dalla sua. A
parte questo ci sono disordini ovunque... Saccheggi e rapine
in pieno giorno.
Come se riguardasse anche l'oceano! Vado a farmi un
bagno...
Ma Lara!
Caro Roger, la tua amica Lara  fatta cos. Gemella di
John-Paul nei misteri. Devo partecipare al retirer.
Pensavo te ne fossi dimenticata, dolcezza. Perch non
l'hai fatto?
Scroll le spalle e sorrise: Impossibile....
Va bene disse Roger dopo una pausa. Questo pomeriggio
sul tardi mi vedr con l'osservatore della Comunit
Europea. Ci sono cose che dobbiamo conoscere... Vuoi
venire?
Dopo il bagno.
Ci saranno anche i nostri soci, li potrai incontrare.
Non  che sono come il pilota del mio volo?  rimasto
zitto tutto il tempo...
Sono fatti cos... riservati.
Lara si mosse e scese l'antica scalinata in pietra che portava
al mare. La spiaggia era ricoperta di sassi, ma era
riuscita a cogliere la luce incontaminata del mattino, non
ancora rovinata dal fumo e dal sole. Da bambina le avevano
detto di lanciare un sasso in acqua in onore del dio. Se
se ne dimenticava, lo gettava la ragazza che badava a lei.
Lanci un sasso lucido e pronunci il nome del dio.
Agw.
Superando le irte colonie dei ricci di mare, si tuff con
una capriola. Conosceva le scogliere e le maree fin dall'infanzia.
L'acqua era ottima, rilassante e stimolante allo stesso
tempo. Si sentiva forte e calma, bench le mancasse
Michael. L'idea dei riti, che pure temeva, la eccitava.
Accecata dal sole si era allontanata troppo dalla riva.
Adesso camminava nell'acqua. Si guard in giro. Sotto i
piedi sentiva le vellutate corna di cervo - era la scogliera
corallina intermedia. La spiaggia segreta di suo fratello
era nei pressi della vicina insenatura. Con un possente
crawl ci pass davanti nuotando. A met strada si gir e si
mise sul dorso, spingendosi a bracciate, orientandosi con
il placido spostamento delle nuvole sospinte dalla tarda
brezza. A mezzo miglio dalla costa, oltre i baluardi corallini,
visibile solo con la bassa marea, sorgeva la barriera che
scendeva verso la sorgente della creazione, il luogo che gli
schiavi fuggiaschi chiamavano Guine, un Purgatorio africano,
dove la morte era preferibile alla schiavit e le
anime dimenticate aspettavano che qualcuno andasse a
visitarle, le salvasse e le riportasse a casa. Laggi i morti iracondi
danzavano con Marinette.
Dalla spiaggia la guardavano pescatori, perdigiorno,
madri e bambini che sguazzavano. Bench fosse assente dall'isola
da pi di un anno, aveva l'impressione che la conoscessero
e sapessero dove stava andando. Prosegu. Il sapore
dell'oceano, la forza della marea in ritiro le risvegliarono
la memoria. Ogni tanto si riposava sulla schiena. Una tuffatrice,
placida sul dorso, che dava colpi da vogatore.
Da ragazza l'isola era il paradiso terrestre senza il serpente,
se eri un certo tipo di persona. Sua altezza reale
compariva sulle monete e il Dipartimento di Stato americano
guardava di buon occhio la corruzione locale.
E lei, Lara, era una piccola principessa, praticamente
bianca, e per una cos l'isola, come recitava l'antico adagio,
era sicura come la vasca da bagno. Ma la storia irruppe
anche in Paradiso, una definizione dell'isola che
gradualmente cadde in disuso tra gli agenti pubblicitari pi
fatui, e la disgrazia crescente cominci a battere i suoi tamburi,
bench i lamenti per strada si udissero solo di tanto
in tanto. All'inizio la violencia era una novit colombiana.
Nessuno possedeva una Walther - bastava una sciabola.
Una sera a un ricevimento di diplomatici a Rodney un
aitante francese l'avvicin. Era un insegnante che lavorava
sull'isola con un'istituzione educativa. Nel suo smoking
bianco apparve a Lara come la pi elegante figura mai
vista, serio ma affascinante. Tutto in lui sembrava drammatico,
ma per nulla teatrale.
Non  americana? le chiese dopo le presentazioni di
rito.
No. Neg. Perch no? Sono cos antipatici...
Creola, come me?
Nelle isole francesi e spagnole gli abitanti bianchi a volte
si chiamavano creoli. Quelli delle isole inglesi mai.
S rispose. La curiosit la faceva da padrona.
L'uomo si gir verso un invitato americano, un affabile
pelato di mezza et.
Vede quel signore, Lara? Quel tzio felice?
Lei si gir sorridendo, aspettandosi chiss cosa.
L'odio di questi qua verso le razze di pelle pi scura 
la cosa pi simile che hanno al senso dell'onore...
Lara arross, il sorriso ancora per un attimo sul volto, poi
apr bocca: Che cosa orribile da dire!.
Meravigliosa Lara disse il francese, venga a vedere il
nostro lavoro nella scuola di Williamstown. L continuer
a dirle cose orribili finch non ci creder.
C'era qualcosa in lui che la spingeva a perdonargli quell'agghiacciante
cinismo. Ma lei, per trovare perdono, non
voleva entrare nel cerchio di quella rabbia. Lui affermava
di essere cubano, di aver cambiato cittadinanza per seguire
il progresso dell'umanit. Lara consider le proprie
pretese. In Paradiso potevi essere chiunque volevi.
Questo trimestre insegno tutti i giorni al St. Brendan.
Uno di questi giorni verr... replic l'affascinante
francese.
Lara l'aveva sposato ed erano andati a Parigi. Lei era
diventata, come si diceva, un agente d'influenza, un
minuscolo ausiliario del blocco socialista, sotto la tutela
del marito e del grande Desmond Jenkins, il mago dei servizi
d'influenza nel Terzo mondo e alle Nazioni Unite.
Aveva incontrato Castro e Graham Greene. Aveva conosciuto
il loro entourage.
Poi lei e suo marito avevano cambiato schieramento ed
erano stati assegnati dai servizi segreti francesi alla brigata
di Trittolemo. Una sfortuna. Ma adesso, pensava, si sarebbe
rimediato, con la vendita dell'hotel.
Ma la cosa pi importante era che al retirer di John-Paul
lei poteva reclamare la propria anima che il fratello per
dispetto aveva consegnato nelle mani dei suoi spiriti protettori.
L'aveva fatto per punirla di essersene andata a
scuola in Svizzera e per altre cose. Lei era innamorata, cos
sembrava, pensava al corpo di Michael con desiderio. Il
bello era che sarebbe tornata integra.
Un barracuda argenteo le guizz vicino nell'acqua prossima
alla costa. Una corona di raggi bruni si schiuse da
sotto la sabbia quando usc fuori dalla morbida schiuma.
Mentre si era fatta la doccia e si era cambiata, Roger se
n'era andato. La casa aveva una variegata popolazione di
domestici e parassiti, ma nessuno di loro era in vista. Il
telefono funzionava, cos chiam l'hotel. Il volo di
Michael da San Juan non era decollato. Nessuno sapeva
niente del servizio di pullman per la capitale.
Le chiavi che si era portata dagli Stati Uniti assolvevano
ancora i loro compiti. Dando un'occhiata nel garage trov
la vecchia Land Rover con tre quarti di tanica di benzina,
non sufficienti per andare a Rodney e tornare. C'era qualche
altro recipiente per la benzina, ma aveva paura di guidare
con quelli. Se bisognava andare a prendere Michael,
cos decise, sarebbe partita. Poi, d'istinto, si mise in viaggio
per la strada costiera verso il convento dove aveva insegnato.
Durante il tragitto non incontr nessuno tranne
una vecchia che stava chiudendo il suo chiosco di bibite,
mettendo il lucchetto alla trasandata saracinesca di stagno.
Qualche miglia pi avanti, una banda di ragazzi le
grid contro.
Davanti al cancello dove si ferm, sent i rumori di una
partita di calcio all'interno. Quando l'anziano domestico
haitiano la fece entrare, Lara vide lo sviluppo del gioco su
un campo riarso: due squadre di ragazzi giocavano a calcio
gaelico. Una indossava magliette da rugby. I loro avversari,
a petto nudo, mostravano la corporatura spigolosa
degli isolani pi poveri. Lara parcheggi di fronte all'edificio
a due piani della scuola e si mise a scrutare. Su una
veranda del piano superiore intravide suor Margaret Oliver
con gli occhiali scuri, apparentemente assorbita dal
gioco, in equilibrio sul bordo della sedia a dondolo. Era
proprio tipico suo, pens Lara, far giocare i ragazzi a calcio
gaelico dietro il convento nel bel mezzo di una insurrezione.
Il peso di un altro ricordo ferm Lara mentre stava
salendo. I corridoi odoravano ancora di classi straniere
degli anni passati, le stava rievocando. Lucido per metalli,
cera di candela, inchiostro e fiori recisi, spray per formiche
e sapone inglese. Quando arriv al balcone, la religiosa
stava gridando qualcosa in irlandese ai ragazzi sul
campo da gioco. Lara si arrest prima di bussare al telaio
della portafinestra.
La suora url gi ai suoi ragazzotti. La sua squadra,
pens Lara, doveva essere ovviamente quella senza
maglietta. La donna si sent nel bel mezzo di un coacervo
di tutte le forze impazzite e promiscue dell'isola. Suore
che urlavano in gaelico a ragazzi neri che praticavano giochi
irlandesi. Tagliatori di canna che cantavano in un
patois anticofrancese al ritmo dei colpi di machete. Qua e
l radio di plastica collegate alle batterie dei trattori mandavano
in onda rhythm and blues. Dal balcone della scuola
i campi di canna si estendevano fino al bordo porpora del
Morne Chastenet, dove i discendenti dei fuggiaschi haitiani
veneravano i loas vud, divinit africane e selvaggi spiriti
Taino con una vaga copertura cristiana.
Nel frattempo al St. Brendan per un centinaio di anni
suore e frati maristi avevano spinto bambini neri e mulatti
alle gloriose gesta del calcio gaelico, urlando incoraggiamenti
nell'antica lingua scozzese. Naturalmente dovevano
anche offrire il cricket, la passione dell'isola, insieme ai
sermoni del Cardinal Newman e ai discorsi di Edmund
Burke. Comunque durante gli anni Settanta avevano ottenuto
per la biblioteca Infanzia nella Terra promessa e un
romanzo sulle bande di New York, Lotta fredda, accanto
alla Storia dei popoli di lingua inglese di Winston Churchill e
a un obbrobrio della devozione come Le glorie di Maria.
Esistevano manuali di bon ton e di formule convenzionali
da accompagnare alla religiosit e alla tradizione
moderatamente whig, di modo che se uno studente del St.
Brendan avesse voluto avere una corrispondenza con un
marchese o una persona di analogo livello, avrebbe usato
e applicato i saluti corretti. Lara aveva letto insieme alla
sua classe di terza La capanna dello zio Tom. Si parlava ancora
di quel fatto.
Ma durante il suo periodo d'insegnamento, i Maristi,
con l'appoggio del vescovo, si erano battuti per sopprimere
i pericolosi Rasta, le loro temute acconciature e i simboli
del black power che suor Margaret chiamava spazzatura
americana. In quegli anni sugli scaffali della biblioteca
erano apparsi Eldridge Cleaver e Frantz Fanon, quest'ultimo
per merito di Lara.
Notando la presenza di Lara sulla soglia suor Margaret si
volt togliendosi gli occhiali da sole scuri dalla montatura
tonda, cos grottescamente alla moda su una vecchia
suora, piuttosto sinistri ed evocativi della spazzatura americana.
Oh, cara Lara! Che angelo, che ragazza d'oro!
Lara cerc di non farla alzare. Dal campo da gioco si
lev un grido: qualcuno aveva segnato.
Goal... sussurr Lara.
Suor Margaret scosse la testa meravigliata. Chiam l'arbitro.
Senti Jack, ce la fai ad andare avanti senza il mio
aiuto?
Il giovane nero che stava arbitrando fece un segno col
pollice alto. La suora ordin un t a una ragazzotta che
serviva in cucina. Non ci furono baci e abbracci. I Maristi
irlandesi e i loro allievi si astenevano dall'abbracciarsi.
Pensa davvero che sia sicuro tenerli tutti qua oggi?
domand Lara. Voglio dire, non dovrebbero starsene a
casa?
No, assolutamente no! La giunta militare vorrebbe dar
loro i fucili. Li tengo qua finch Junot e gli americani non
ristabiliscono l'ordine. Cos non mi sta bene per niente, te
ne accorgerai.
Ma lei non sta con la giunta?
Suor Margaret rise. Cosa? Noi che siamo responsabili
dell'educazione del colonnello Junot? Era uno dei nostri,
lo sai. Un ex allievo.
Certo.
Non voglio che i miei ragazzi vengano usati come bersagli.
Questi muri hanno protetto pi eserciti di quelli che
ci sono nel Libro dei Re. Guard Lara. Suppongo che tu
sia tornata per chiudere l'hotel.
S, per dire addio a tutto, sorella. Non torner pi.
Be', lo sai che mi spiace sentirti dire questo. Quando
ho sentito che stavi venendo da noi ho pensato... ho pensato
alle storie che ci avresti raccontato. Che ci sarebbe
stato qualcos'altro da fare la sera oltre che guardare la
spazzatura yankee alla tele.
Il t arriv a tempo debito, trascinato pi che portato al
piano di sopra da una petulante ragazzina col fiatone,
grassa e musona.
Speravo che fossi tornata a insegnare qua disse la
suora. Ora che hai visto il mondo.
Sarebbe bello... rispose. No, ho un lavoro negli USA.
Politologia.
Entrambe guardarono la domestica allontanarsi affannata.
Avresti dovuto fare medicina. Saresti stata molto
brava.
Lara sorrise. Lei aveva pianificato la mia vita...
Ne dedicai di tempo, Lara! Sembrava stesse piangendo.
Non ti preoccupare, l'avevo pianificata bene. Fuori
i ragazzi urlavano. Solo per un attimo Lara fu investita dal
dolore e dal rimpianto. Sembrava che dovesse assumere su
di s gli sbalzi d'umore della vecchia. Dolore, rimpianto e
paura. Bene fece suor Margaret, tirando su col naso il
suo disappunto verso Lara, politologia, dunque... negli
USA....
In Africa non ho combinato niente di buono...
Ma c'eri! Avevano bisogno di te!
Ma se ero una spia sovietica, sorella.
Suor Margaret Oliver si guard in giro per controllare se
qualcuno le avesse per caso sentite.
 uno scherzo?
Lara non riusc a trattenersi dal ridere.  la verit.
Desmond Jenkins ci ha reclutati. Anche mio marito.
Mia cara, non dovresti dire cose del genere. Questo
governo  controllato dalla CIA. Suor Margaret lanci
una seconda occhiata intorno. Da quando sono arrivati
gli yankee. Potresti finire al fresco.
Sono sicura che sanno tutto su di me. E anche su di lei
replic Lara, scherzando in tono serio. Da fuori arriv un
altro urlo: Goooal!
Cosa? chiese suor Margaret. Cosa? Io?
Scherzo, sorella. Non sono cos efficienti! Adesso la
gente che ha studiato a Cuba  al governo...
Il dottor Desmond Jenkins era rispettato ovunque. In
tutto il Terzo mondo. Anche in America. Non posso credere
che fosse una spia.
Non era una spia. Era un agente d'influenza. Aiutava
i russi a cavarsela in un mondo anglofono. Lo pagavano
per questo. E per relazionare sugli americani.
Esatto disse la suora. Per relazionare su di loro, cos
potevano chiamarlo comunista, come  loro costume.
Be' Jenkins ne usc fuori meglio del povero Laurent e
di me. Anche noi avremmo dovuto essere agenti d'influenza,
ma campavamo con i nostri stipendi all'universit.
Il buon vecchio Desmond aveva gli onorari esentasse
pi i compensi per le lezioni.
Raccont brevemente a suor Margaret del suo divorzio.
Ci volevamo bene spieg Lara, ma la met del tempo
Laurent era mandato nei paesi francofoni e io in quelli
anglofoni.
 pi vecchio di te riflett la suora saggiamente.
S, c'era questo.
E come mai chiese la religiosa dopo un po', come
mai, considerato tutto ci, gli yankee ti danno un visto? E
un lavoro da insegnante?.
Era una domanda scaltra che implicava dei compromessi
e delle complicazioni. Lara diede la risposta pi semplice.
Mamma era americana. Anch'io lo sono, in un certo
senso. Sono nata a New Orleans, perci ho il passaporto
americano. Non lo faccio scadere ma non l'ho mai adoperato
per viaggiare in Africa, se ne pu usare uno diplomatico
dell'ONU se sai come fare. Ce l'ha insegnato
Desmond.
Entrambi avevano abbandonato il circolo bolscevico di
Jenkins, suo marito per entrare nei servizi segreti francesi,
Lara in una fondazione americana. Jenkins era morto
insegnando in America, un allegro e benestante truffatore
dalla fedelt pi incerta, passato a miglior vita insieme alla
Guerra fredda. In pratica, si disse Lara, la settimana che
cadde il Muro.
Dunque chiese alla sua vecchia insegnante, la storia
 la volont di Dio?.
Il piano di Dio  ci con cui ci misuriamo. La storia 
ci che compiamo col suo aiuto.
Si misero ad ascoltare il gioco da fuori.
Lei crede ai mystres?
Affari loro sentenzi suor Margaret cupamente. Poi
fece un cenno verso il campo dove giocavano i ragazzi.
Non ci riguarda, visto che noi abbiamo... quello che
abbiamo. La nostra religione e le nostre conoscenze.
Solo affari loro?
Si tratta di cose antiche, molto antiche continu la
suora dopo una pausa. Vengono dai tempi della creazione.
Dalle tenebre quasi...
Dalle tenebre? Allora sono maligne?
No rispose la religiosa. Nelle tenebre... tocca a loro
trovare la strada... Tutto conduce alla luce.
Una pistola automatica riecheggi dai meandri dell'Anse
Chastenet.
Il problema spieg Lara  che sono coinvolta. John-Paul... Per me era come un gemello. Ha imprigionato il mio petit bon ang. Lo sa, aveva i poteri di un houngan, un Sacerdote vud. Ha consegnato la mia anima a Marinette.
Marinette era una figura rabbiosa e violenta. Non un dio, ma una donna vissuta secoli prima. Una donna dai tratti divini terribilmente furiosa. Apparteneva al petro, il lato violento, che suo fratello aveva abbracciato.
Ti ha cambiata? le chiese la suora.
Avverto la sua presenza. A volte mi sento senz'anima.
Dio ti aiuter, basta chiederglielo. Egli  pi potente di
tutti questi spiriti. Loro sono come il Sidh, l'Oltretomba celtico, che abbiamo in patria.
In ogni caso replic Lara, in queste notti andr al retirer.
E spero che... l'anima mi torner indietro. Lo sa quant'
difficile parlarne. Non si riesce a spiegarlo alla gente.
C'ho provato.
Sei forte le disse suor Margaret e intelligente. Tieni gli occhi fissi al cielo. Il loro potere svanir. Le prese la
mano e le sussurr qualcosa, una frase in gaelico o in creolo.
La benedizione della Beata Vergine su di te. Lei schiaccia il serpente sotto i piedi.
Andr tutto bene rispose Lara. Me lo sento.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Quel pomeriggio Lara e Roger andarono alla Baia dei
Santi per visitare la struttura e farsi un'idea della situazione.
C'era un solo ospite, un vecchio olandese di nome Van
Dreele che aveva seguito le elezioni per conto della Comunit
Europea e stava stendendo una relazione sugli effetti
complessivi. Era rimasto sempre alla Baia. Era lontano
dalla capitale Rodney e soprattutto non disponeva di fax
funzionanti e di truppe mercenarie, presenti laggi. Ma il
cibo era buono e l'uomo aveva le sue fonti d'informazione
attendibili. Ogni due giorni veniva portato su una delle
macchine bianche e blu dell'ONU lungo la strada principale
per dare un'occhiata alla capitale e al territorio circostante.
Era pi facile organizzare tutto alla Baia.
Quando Roger e Lara giunsero sulla terrazza dell'hotel
trovarono Van Dreele intento a mettere in fila i bicchieri
degli aperitivi. Il giorno prima era stato a Rodney e per
tutta la mattina aveva ricevuto e-mail di morte.
Una volta le minacce arrivavano con un gallo decapitato
in un sacco di iuta raccont a Lara. Stava pranzando in
sandali e in un enorme costume da bagno giallo. Adesso
ci sono le e-mail...
E qual  peggio? gli chiese la donna.
Be',  pi complicato cancellare un pollo... scherz
Van Dreele, accarezzandosi i baffi tragicomici. Naturalmente
la situazione era molto pi prospera allora. Al giorno
d'oggi nessuno ha dei galli da buttar via.
Giustizia sociale prender il potere?
Stavolta Junot e gli americani faranno l'enplein. Ma la
giunta militare far come al solito.
E lei come affronter tutto questo? chiese Lara, studiandogli
un lembo della capigliatura da bagnino, bianca
e selvaggia. Riccioli schiariti dal sole ricadevano sull'ampia fronte.
Sono troppo vecchio per aver paura. Ecco cosa mi dico.
Non la metta sul personale continu Lara.
Ma sono messaggi contro la mia persona! insist l'olandese.
Le minacce promettevano ci che ad Haiti, la terra di
provenienza, veniva chiamato con devozione Pre
Lebrun e che comportava l'essere arsi vivi. A qualsiasi et
era difficile ignorare tutto ci e Van Dreele era una persona
coraggiosa. Si diceva che avesse avuto questo incarico
per riparare ai torti degli olandesi a Srebrenica.
Madame Robert, una donna del posto che da cameriera
aggiunta era diventata governante, sopraggiunse per avvisarli
che la stampa voleva fare un giro. Una giovane giornalista
americana di Miami, Liz McKie, esperta della zona,
aveva prenotato una stanza e voleva unirsi a loro.
McKie? domand Lara. Non  quella che non ci
piace? Sapevi che stava arrivando?
Roger annu.
Miss McKie e la Baia non sono buoni amici conferm
l'uomo. In ogni caso lei  la compagna di Eustace Junot.
Lara cerc di richiamare alla memoria Junot ma senza
successo: lui aveva lasciato il St. Brendan prima di lei, vincitore
di una borsa di studio e spedito in una scuola privata negli USA.
Accusano Eustace di americanizzare le Forze della difesa.
Non  il caso di respingere la sua cara amica. Comunque
disse Roger la troverai simpatica.
Io la trovo affascinante intervenne Van Dreele. Ho
cercato di assumerla come collaboratrice ma purtroppo 
arrivato prima Eustace. Lui sar il nostro Andrea Chenier,
il nostro Toussaint, il nostro Bolivar. E lei tramander tutto alla storia.
Suppongo che non dobbiamo ospitarla gratis? chiese
Lara. Non  una scrittrice di viaggi.
Roger scosse la testa. Al contrario! Siamo noi a organizzarli
per Miss McKie.
Lara ci pens. Lo sai disse, Francis ha un modo di
cuocere la capra che  disgustoso. Potremmo sventrarne
una in suo onore....
La capra di Francis  squisita replic Roger, mi
manca. No, Miss McKie  una maledetta asceta. Non vede
l'ora di cenare alle otto. Abita nella pi scadente catapecchia
hippy di Rodney. Il Freddy's Elite.
Tutti i giovani bianchi alla moda stanno l.
Roger fece un cenno rassegnato. Lo so, tesoro...
Davvero, Rog! Hai beccato dei bianchi da Freddy's? 
un cambiamento! E chi paga?
A volte sospir Roger le trattazioni sono chiaramente
approssimative....
Almeno fece Lara non c'ha invitati laggi....
Van Dreele si alz. Si sent un'auto fermarsi nello spiazzo dell'hotel.
Non mi va di parlare con la stampa spieg l'olandese.
McKie  un campo minato. A proposito prosegu mentre
si ritirava, Junot ha preso Rodney e il sud dell'isola.
Fra un paio d'ore le sue truppe saranno qua, insieme ad
alcune unit di supporto americane. Anche Forze speciali di sfondamento.
Significa concluse Roger che avremo un mucchio di
ex soldati affamati in questa parte dell'isola. Resteranno
nascosti qua. Fece un cenno amichevole verso Miss McKie
che stava salendo le scale. Dobbiamo tornare all'hotel e
farla finita. La situazione si sta sbrogliando in questa repubblica insulare.
Lara si aggrapp al tavolo: Dobbiamo tornare per il crepuscolo disse a Roger. Per il retirer.
Me n'ero quasi dimenticato... Ci occupiamo della McKie e partiamo.
Lei intendeva la cerimonia per John-Paul.
Miss McKie indossava pantaloni militari e sandali, una t-shirt
blu marina e un pullover lavorato a maglia contro la
brezza notturna. Era graziosa, il collo snello e i tratti delicati
da ballerina, non era molto alta. La luce della candela
sul tavolo la abbelliva ulteriormente. Sembrava a suo
agio, cosa che Lara non si aspettava.
Non riuscir mai a riprendermi dalla bellezza di questi
luoghi! esord la giornalista. Non li dimenticher mai!
Per di pi fece Roger lei ora ha dei legami qua. La
luna dei Caraibi rende tutto irresistibile. Si riferiva a Eustace Junot.
Suo padre era Roger Hyde, lo scrittore, dico bene? replic subito la giornalista.
Roger sorrise come se stesse ascoltando qualcosa di lontano, parole estranee.
Tutte quelle storie d'altri tempi di cappa e spada,
vero? insist la McKie. L'eroico sud... ma lei vive qui o in America?
Vivevamo a Cayoacan, nella via di Trotzkij...
La giornalista gli sfoder un sorriso da ventiquattro carati,
poi si gir verso Lara squadrandola in modo sgarbato.
Lei invece, Miss Purcell, insegna politologia a Fort Salines...
Chiamami Lara.
Si occupa della storia moderna dell'isola? Della corruzione e della povert?
Temo che non potremo trattenerci molto, Liz rispose
Lara, spazzolandosi le spalle e scuotendo la testa come se
stesse pulendosi dalla sfrontatezza della McKie. Non
abbiamo tempo per le grandi questioni storiche...
Le mie domande ribatt la McKie sono tutte sulla storia
moderna, dall'indipendenza a oggi. Posso farne qualcuna?.
Temiamo spieg Lara che il tuo stretto rapporto con
il Partito della Giustizia sociale - e con le Forze della difesa
- possa condizionare la tua interpretazione. Poi stasera
abbiamo un impegno.
Ora si inser Roger, se fossi in te tornerei dai miei
amici....
Abbiamo un'eredit storica spieg Lara. Tutti. Nessuno
escluso. Facciamo affari, sono duecento anni che li facciamo.
Paghiamo un salario dignitoso per un giorno di
lavoro. Pi alto di qualsiasi compagnia americana o europea.
 vero che siete implicati in un traffico di droga con
l'America? Il sorriso di Liz McKie rimase inalterato.
Non ci sono mai stati casi di droga a Santa Trinit spieg
Roger. Mai. Tutti gli uomini d'affari locali ne sono
accusati, mentre le compagnie americane sono sempre
innocenti. Perch?
Lo affermano persone informate. Dicono che c' un
risvolto politico...
Non vorrai passare la notte qua? intervenne Lara. Se
viaggi col buio avrai dei problemi con le strade.
La accompagnarono alla macchina e la fecero partire.
L'autista era uno dei soldati americani scelti di Junot e
mentre usciva dallo spiazzo dell'hotel sembrava preoccupato.
Miss McKie sedeva al suo fianco.
Un'inutile perdita di tempo esclam Roger quando
anche loro si misero per strada. Dobbiamo avere il carico,
che i colombiani siano arrivati o no. Il pilota  pronto.
Aspetta le tenebre fece Lara. E il tipo con cui sono
arrivata?
Nemmeno ci provo a distinguerli...
Non ti chiedo niente della droga...
 inutile. La gente non capisce...
No?
Lo sai le disse quando lasciarono la strada e si avviarono
per una pista nella foresta pluviale, abbiamo la reputazione
di non essere implicati in nessun traffico di droga.
Almeno questa era la tradizione. Commerciamo soprattutto
nell'arte. Ci chiedono smeraldi.
Appena scese il buio, i tamburi attaccarono.
Sai, sono ottimista disse Lara, ho con me una benedizione,
sono convinta che tutto filer liscio.
Impegnato al volante Roger le lanci un'occhiata e sorrise.
Allora? gli chiese.
Le percussioni si facevano pi forti e vicine. Udirono l'ogan,
lo strumento dal rimbombo metallico, diffondere un
colpo imperioso e gli altri tamburi adeguarsi al suo ritmo.
Sei come lui.
Ah! esclam contenta, i gemelli dei misteri....
Spero che tutto fili liscio replic Roger, e che tu possa vederlo.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Il pilota era un basco nato in Colombia di nome Soto.
Gli anni precedenti, prima di imparare a volare, era stato
socio con il fratello in un giro d'affari di componenti elettronici
all'ingrosso. L'attivit prosperava ma lui trovava la
vita noiosa.
Mentre le tenebre calavano sulle montagne, rimase sulla
panca di legno fuori dall'albergo, fumando e ascoltando i
tamburi. Aveva avuto modo di conoscere un po' Lara
durante il breve volo senza carico da Vieques. Aveva preso
in consegna dal rivenditore un nuovo aereo, un grazioso
Beechcraft che gli piaceva, gli ricordava Bogey e lisa all'aeroporto
di Casablanca. Il velivolo che doveva volare a nord
si stava rifornendo di carburante sul bordo dei canneti circondati
da uomini armati. Colombiani e altri stranieri avevano
preso il posto delle forze di sicurezza locali, di cui i
potenti non si fidavano pi. Si trattava di un aereo niente
male, un Cessna 185 Taildragger, ideale per decolli e
atterraggi alla buona, controllato la mattina da un meccanico
cubano in esilio con una piccola sigaretta e una fabbrica di rum fuori citt.
Si sieda pure disse Lara al pilota. Lei si stava preparando
per la cerimonia in corso nell'hounfor e aveva cercato di
evitarlo. Lui era stato attirato dal tamtam degli strumenti.
Il suo sguardo passava dai suonatori di tamburo all'edificio fatiscente.
 strano...
Lara scroll le spalle. L'uomo tir fuori un pacchetto di
sigarette, lo apr e glielo offr. La donna rifiut.
Era strano anche per chi avesse viaggiato molto. L'albergo era una costruzione del diciannovesimo secolo in mattoni e stucco, con una torre alta e tre colonne ioniche sulla facciata. Sopra l'ingresso solenne erano dipinti i vever, i disegni simbolici  per le invocazioni, intorno alla squadra e al compasso massonici. L'hotel sorgeva in un villaggio abbandonato di case dal tetto di paglia in stile haitiano. I canneti intorno erano stati tagliati per far posto a una pista d'atterraggio tra le erbe, alla cui estremit si trovava una minuscola officina meccanica col tetto di stagno, verniciata con colori mimetici.
Qua  cos... gli rispose.
L'hounfor, il tempio dove avrebbero richiamato John-Paul
Purcell, era attaccato a una parete dell'albergo. Era
fatto di foglie e rami. Al centro, dal suolo fino al tetto di
paglia si snodava come un serpente un palo agitato dal
vento: si chiamava poto mitan e rappresentava Dambala, il
serpente della saggezza, la cui forma sinuosa univa terra e cielo.
Il pilota le fece un sorriso d'intesa. A Lara sfugg il significato
preciso. Una specie di tetra complicit, inconsolabile
e priva di aspettative.
Buena suerte gli augur Lara sorridendo.
Stavolta volava verso nord. Roger aveva deciso di spedire
tutto prima che l'isola precipitasse nel caos: gli americani
e i loro amici avrebbero chiuso gli spazi aerei.
Lara riconobbe le parole in creolo del rosario provenienti
dall'hounfor, cantate sullo sfondo del tempo metallico
dell'ogan, un aratro percosso come uno strumento
musicale. Una mambo, ambulante di giorno, sacerdotessa
di notte, intonava l'apertura delle preghiere alla Vergine.
Quando la folla scandiva il canto di risposta, il colpo della seconde, il piatto mediano delle percussioni, s'insinuava nella preghiera.
Lara scorse il pilota gettare nel campo la sua ultima sigaretta
e farsi il segno della croce. Aveva visto quel gesto di
partenza molte volte in quella parte del mondo e l'adorava,
l'eroismo melodrammatico di certi piloti, smilzi e solitari
con un inimitabile stile spagnolo. Bench sembrasse
che lanciassero la sigaretta sempre nei pressi della pi vicina
conduttura di carburante, la loro benedizione racchiudeva
un piccolo momento di umilt prima di salire a
bordo e partire. I piloti yankee invece erano tutta un'altra
roba, il loro modello di eroe era Chuck Yeager, il loro stile
convenzionale: un nuovo giorno un nuovo dollaro.
Il Cessna rull verso il suono crescente dei tamburi, gir
e punt verso l'orizzonte scuro. Due barili in fiamme
segnavano la fine della pista. Li super e spar.
Allora sembr che i tamburi cessassero. Lara si volt
verso l'hounfor e vide la gente girata dalla sua parte. I danzatori
avevano rallentato al ritmo metallico dell'ogan. La mambo si rivolse a lei dolcemente.
Madame... I fuochi ardevano davanti alla serpe che saliva.
In creolo la cerimonia per John-Paul si chiamava wete mo
danba dio. Non l'aveva mai sentita menzionare in inglese.
In francese si diceva retirer les morts d'en bas de l'eau. Lo
scopo era richiamare le anime dei morti dalla Guine,
riportandole sane e salve in un luogo degno, in soccorso
anche dei vivi. Un lato del tempio era formato da file di
vasi intarsiati e dipinti coi colori pi brillanti, i govi che
dovevano accogliere il ti bon ang del morto rievocato. Lara
riteneva che quella fosse l'ultima possibilit per rivolgersi
allo spirito inquieto del fratello e che lui le avrebbe permesso di riprendersi la propria anima.
Madame Lara...
Lara attravers il campo diretta all'hounfor, pass tra i
fuochi e si ferm davanti al poto mitan. La mambo la fiss
con uno sguardo sicuro come se si aspettasse che lei capisse
pi di quanto detto. Parlava in un creolo molto marcato,
che Lara seguiva a fatica, una lingua diversa da quella
parlata abitualmente il marted e il gioved al mercato.
Uno dei camerieri dell'hotel le faceva da interprete.
Stasera solo rosario. Mister John-Paul non  ancora arrivato.
Non stasera.
Perch? chiese Lara, rivolgendosi direttamente alla mambo.
Glielo chieder domani. Arriver domani notte.
Qualche problema?
Per un attimo la mambo la trattenne nel bagliore del suo
sguardo fisso e le afferr la mano.
Nessun problema spieg il vecchio domestico, senza
che la mambo avesse aperto bocca. Stasera buon rosario.
Domani buon passaggio.
Roger la riport alla casa di famiglia sulla spiaggia, qualche
chilometro a sud dell'hotel.
Capita le disse mentre procedevano nella sterpaglia.
Conosci John-Paul, sempre il solito bastian contrario.
Dovrai pagare per un altro retirer les morts.
Tutto sembrava a posto.
A casa Roger prese un drink e Lara gli fece compagnia.
Rog, ci sono altre cose da sapere? Se oggi era la data giusta, perch non hanno continuato?
Perch  pericoloso.
E perch?
Pericoloso per il ti bon ang, per l'anima di John-Paul.
Sembrava assente. Si vers un secondo rum. Tu sai che
deve essere recuperato dal mare. Dalla Guine. Nel transito
l'anima  vulnerabile. Rideva scuotendo il ghiaccio nel bicchiere.
Perch ridi adesso?
Sto pensando a lui laggi... Lo amavo, Lara... non sto ridendo...
Lo guard. Sembrava proprio ridere ma decise di prenderlo sulla parola.
L'anima fuori dal corpo  sempre in pericolo le spieg.
Lo dicono tutte le religioni. Adesso e nell'ora della
nostra morte... il momento del passaggio attira i nemici dell'anima.
Lara pens alla sua anima: anch'essa era lontana, sotto uno scoglio.
Arriver qualche colombiano disse Roger. Si presume che debba aspettare il loro ok...
Sono certa che te lo daranno.
L'uomo si riemp di nuovo il bicchiere.
Stanno mandando Hilda Bofil. Un'autentica rogna per
i privati. Una donna molto aggressiva.
Roger fece Lara, mi dispiace che ci siamo trovati in
questa situazione. Ma tu capisci perch dovevo venire.
Roger la fiss a lungo, poi si scol il drink.
Certo, tesoro. Si alz, la baci e usc verso la macchina.
Fuori sull'oceano la prima disgrazia giunse con un mutamento
nel colore delle tenebre. L'ondulazione delle montagne
svan e sotto spunt il barlume fosforescente della
baia costiera. Avanti si stendeva la monocroma e inclemente
presenza del mare. Una torreggiante nube nera si
alzava sull'isola, sinuosa come una serpe. Quando il motore
inizi a tossire, le luci di strumentazione vacillarono.
Quando si stabilizzarono, il pilota vide l'indicatore del carburante a zero, spento.
Un guasto ai segnalatori, pens Soto. Un mistero. Ehi bellezza, cosa ti angustia? Il male.
Quando spinse in avanti l'acceleratore e sent l'apparecchio
morirgli fra le mani, cerc di compiere una virata.
L'aereo, come sancivano gli strumenti in avaria, era in
balia della pi totale cecit, un oggetto casuale trovatosi
malauguratamente in cielo. E anche lui era un oggetto
casuale, per aria, privo di potere, sospeso in silenzio come
in un arcaico sogno di volo. Un sogno tragico.
Pens: l'acqua! Se era rimasta senza sorveglianza, inquinata...
L'acqua, era cos semplice... Chiuse gli occhi e si copr la faccia con un braccio.
In mezzo alla scogliera corallina due pescatori di gamberi
lo videro scendere velocemente in picchiata. Come al
solito si era sentito il rumore quieto del motore di un
aereo in volo, poi il silenzio, e dopo la silenziosa caduta
l'impatto, il grande urto dei componenti metallici andati
in mille pezzi, il sibilo, il vapore, una serie di mulinelli che
sembravano originarsi a vicenda. I gamberi sparirono. I
pescatori avrebbero giurato di aver sentito le ali dell'aereo fendere l'aria.
Dopo la partenza di Roger, Lara non riusc a dormire.
Innanzi tutto i tamburi non erano cessati al termine della
cerimonia e il mormorio lontano del rosario trapass in una lode in creolo alle divinit.
Ora che aveva rivisto il tempio presso l'albergo, i vasi
govi che contenevano gli spiriti, quelle immagini non le
sarebbero pi uscite di mente. Pensava alla propria anima,
ridotta a una larva, che ansimava sott'acqua. Incontrare di
nuovo l'anima di qualcuno, a cosa potrebbe assomigliare?
A un'idea, immagin. Mi vedo allo specchio ma non scorgo
il riflesso dei miei pensieri. Le mie parole non proiettano
alcuna ombra, pens. Si considerava attualmente
composta da due figure: l'agente d'influenza e la professoressa
menzognera. Domani sarebbe tornata all'identit
originaria, qualunque fosse stata. Gli occhi sarebbero cambiati.
All'improvviso sent la mancanza di Michael. Era stata
una pazzia portarlo qua ma era ci che desiderava, voleva
che lui vedesse quello che le sarebbe successo, che le stesse
accanto. Allora sarebbero stati veramente uniti. Avrebbero
ricominciato. Perch la situazione di Michael era
simile alla sua. Non era stato un caso il loro incontro.
Inizi a passeggiare nuda per le stanze con una torcia,
poi, avvertendo la presenza di domestici da qualche parte,
si mise addosso un accappatoio di spugna. Per un attimo
credette di sentire la pioggia di fuori sulle foglie, ma era
solo il vento che scuoteva i rami del kapok contro un tetto metallico.
Avanz lungo il corridoio che dava sulla terrazza del
secondo piano fino alla stanza di John-Paul. La porta non
era chiusa a chiave, la apr e punt il fascio di luce sui vever
dipinti alle pareti e sulle cassapanche intarsiate accumulate
sul pavimento. Quindi illumin gli angoli della camera.
C'erano disegni mai visti prima, anche vever in tessuto di
di che non conosceva. L'ultima volta che aveva visitato la
stanza non c'erano. Era come se qualcuno avesse organizzato
una veglia segreta nella camera dove era morto. Intorno
alle finestre e in cima ai quadri incorniciati sui muri
c'erano rami di una pianta che non riconobbe, con un penetrante profumo muschiato.
Un po' pi lontano la torcia illumin due occhi brillanti.
Era un uomo rannicchiato in un angolo. Sembrava agitato.
Sorrise. Forse era stato colto sul fatto. Quando si alz,
Lara riconobbe un uomo di nome Armand. Aveva costruito
imbarcazioni e lavorato come tuttofare nell'habitation.
Madame la salut sorridendo.
Gli sembrava malconcio. L'aveva sempre ritenuto un
uomo di buon senso: si diceva fosse un testimone di Geova.
Cos'? gli chiese indicando uno strano vever.
Bizango rispose. Il sorriso spar.
Era una parola sentita di rado, il nome di una societ
segreta cui si diceva appartenesse John-Paul. La gente ne
aveva paura. Lara si chiese se la sua anima custodita da
Marinette avesse qualche relazione con bizango.
Insomma Armand! Li hai portati qua tu?
No, madame rispose il vecchio.
Fuori un veicolo inchiod davanti alla casa. Lara si affacci
al parapetto del balcone e fece luce con la torcia al di
sopra dei fanali anteriori. Al volante di una jeep mimetica
c'era Roger Hyde, proveniente dall'albergo. Nel sedile
posteriore c'erano due bianchi in uniforme intonata ai
colori del mezzo. Lara pens che dovevano essere i milicianos
colombiani. Incuranti del fatto di essere illuminati,
urlarono finch lei non distolse la pila. Uno punt l'arma.
Lara spense la torcia e sent Roger salire la scala esterna, muovendosi pi in fretta del solito.
Lara?
Eccomi, Roger! Che c'?
Le prese la mano.
Sta' tranquilla, tesoro. L'aereo... l'abbiamo perso... 
precipitato vicino alla scogliera.
Dio mio! si mise una mano sul viso. E il pilota?
C'ha rimesso la pelle, poveraccio rispose Roger. E
poveri noi, i colombiani sono arrivati da Rodney. E non sono di umore allegro...
Ma non ci possono accusare!
Roger sorrise mestamente: Qualcuno devono pur accusare, Lara....
Dobbiamo tornare all'hotel?
Ci aspettano l. Non sar facile. Hanno mandato una tipa tosta. Scroll le spalle. Non l'aveva mai visto cos teso.
Mentre si dirigevano in macchina all'albergo, sbandando lungo i bordi, scansando le buche e i dossi, lei gli disse: Roger, raccontami del bizango.
Lui fece un suono simile a una risata: Forse un giorno te lo racconter, baby, ma non ora.
Mi fai paura...
Tu non hai fatto niente di male a nessuno, ricordatelo la rassicur Roger.
Potrebbe anche non essere vero, pens lei. Non ne era certa.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Il Fattore era un uomo giallastro con una camicia scozzese
blu, seduto a un bancone vicino all'ingresso di una
specie di bazar. Il posto aveva un intenso odore di tabacco
e di liquore amaro che pungeva gli occhi. Una porta sul
retro dava su un cortile dove degli uomini scaricavano dei
sacchi da un camion scassato.
Michael si present.
Con cosa hai viaggiato? gli chiese quel tipo malconcio.
Col pullman.
Davvero?
Be' s verso est aggiunse Michael. Sapeva che era la
formula di riconoscimento usata dai massoni a Fort Salines.
Gi. Verso est. A oriente.
Era evidente che quell'itterico non stava capendo un bel
niente. Tuttavia mostr un documento dove risultava essere
Edouard Ashraf.
 stato bello? gli chiese. No? Aha... Sembrava compiaciuto.
Arrivi dalla capitale? Nessuno viaggia cos.
 andato tutto bene rispose Michael. Ovviamente
sono rimasto bloccato un giorno intero e mezza nottata.
Il Fattore sembrava simpatico.
Il pullman l'aveva abbandonato in mezzo alle tenebre
pochi minuti prima dell'alba. Il viaggio notturno era stato
accompagnato da bisbigli in creolo e risate nei suoi confronti.
Poi al suo arrivo un mercato si era animato intorno
a lui, nella luce repentina del mattino della citt settentrionale.
Il mare, un bagliore di gioia, era vicino. La catena
montuosa da cui era arrivato emergeva da un'ombra
verde scuro. Aveva avuto paura del giorno, la prospettiva
di restare solo, il sole tropicale che illuminava la colpevolezza
del suo sangue, della sua pelle. Ma poi tutto si era messo a posto.
Quel giallo del Fattore era inquietante. Qualsiasi genere
d'itterizia covasse aveva invaso gli occhi, sommergendo il
bianco e macchiando il bulbo. La pelle aveva il colore dei
fogli protocollo rigati, e insieme agli stupefacenti capelli
biondicci, che spuntavano misteriosamente come uno
stoppino dal cuoio capelluto giallo limone, dava l'impressione
di un santone di cera. Tutto ci, si tranquillizzava
Michael, era dovuto alla fatica, ad allucinazioni ipnagogiche.
Ma quella vertigine, che non riusciva a cacciare via,
era una specie di infezione sensoriale. Come se davvero ci
fosse qualcosa di vagamente magico ovunque.
Mi hanno detto che mi avresti portato all'Hotel Baia
dei Santi gli spieg Michael. Si guard intorno con circospezione,
ma il negozio era vuoto. Sugli scaffali impolverati
pacchetti legati con lo spago giacevano a fianco di flaconi
di medicinali dall'aspetto secolare. Le bottiglie contenevano
liquidi dai colori che variavano dall'acqua al giallo
zafferano del Fattore all'ambra.
Mi aspettavo un'altra persona. Un americano...
Be' eccomi!
Sei Michael?
S.
Devi tenere gli occhi aperti...
Certo. Hai visto la mia amica?
Non  un posto sicuro continu il Fattore, ignorando
la domanda. Certi giorni  da pazzi lasciare la citt. Occhi
aperti al calar della notte! Evita i quartieri pi poveri.
Sembrava recitasse a memoria.
Capisco fece Michael, star attento.
Forse i tuoi soldati ti aiuteranno.
Veramente spero non si arrivi a tanto.
L'uomo gli spieg prontamente la via per l'hotel. Erano
quattro passi e si potevano fare tranquillamente.
Al mercato vendevano pescecani tagliati a fette insieme
a barili di creature ancora guizzanti, grovigli ancora animati
di antenne e tentacoli in mezzo a gusci sventrati e
sanguinanti. Bivalvi e cozze, coni, mandibole e trilobiti.
Tutto era umido, viscido, lucido, maleodorante e invaso
dalle mosche. Donne brandivano taglierine e aprivano
cassette piene di batterie elettriche, bobine di fili. Piccoli
gruppi di bambini vagavano da un banco all'altro, senza
sorridere, in silenzio. Solo qualcuno chiedeva l'elemosina
senza convinzione.
Soldi... mormoravano sommessamente, lajan, blan...  (storpiatura del francese: L'argent, blanc, cio Il denaro bianco).
Michael distribu i piccoli biglietti stropicciati che si era procurato per il terribile passaggio notturno del posto di
blocco militare. Nel cuore della notte dei ragazzetti smilzi con uno scintillio negli occhi l'avevano condotto di capanno in capanno dove ufficiali sonnolenti esaminarono il suo passaporto con una lampada a cherosene, gli misero un timbro, a seconda dei casi risero o si accigliarono, lo assillarono con domande incomprensibili a cui si ostinava come uno stupido a rispondere.
Lajan, blan... gemevano i bambini del mercato nella loro lingua da questuanti.
Si fece strada verso il mare, come gli era stato detto. I
vicoli erano poveri, di una povert con un sostrato di eleganza
andata distrutta. C'erano case dai muri spessi in stile
spagnolo e balconi in ferro battuto da cui pendeva la biancheria.
Ragazzi in immacolate uniformi scolastiche ridevano
verso di lui in tono caritatevole e lo salutavano, bonjour,
senza chiedere l'elemosina. La giovent, il dolore della
speranza vana. Qualcuno di loro aveva l'et di suo figlio.
Con l'oceano alla sua destra, punt verso l'estremit
ovest della citt, la parte chiamata Carenage. La brezza diffondeva
un intenso profumo di arance. Con quel frutto,
aveva letto, si produceva un liquore.
L'oceano e il cielo insieme erano di una lucentezza accecante.
A ogni soffio di vento coglieva l'acidit putrescente
della linea della marea sotto l'argine, cui seguiva l'irresistibile
fragranza delle arance. Tutto sfavillava. Altri bambini
in uniforme gli passarono davanti e una mattacchiona,
dalla gambe lunghe, ferm le sue amiche e attravers la
strada piena di immondizia verso di lui.
M'sieu gli disse, une plint! Souple, m'sieu....
Michael si ferm per fissarla.
Souple, m'sieu. Une plim. Dammi una penna, per favore, dai.
Michael frug nelle tasche, piene zeppe degli avanzi del
viaggio: ricevute della carta di credito, tagliandi per il
posto a sedere, matrici di biglietti, foglietti accartocciati.
Da qualche parte c'era una penna a sfera. La luce gli colpiva
gli occhi. Risate soavi. Era il comico principale. Le
diede la penna che aveva usato per scarabocchiare sui
moduli al posto di blocco. Il governo dell'isola, per quanto
rivoluzionario, credeva nella burocrazia. Riprese a camminare
palpandosi in basso per controllare, per la decima volta, se c'era il passaporto.
Prosegu per il viale di fronte all'oceano che portava a
uno scoglio con vista su tutta la citt. La strada si biforcava:
da una parte si snodava lungo la parete rocciosa
seguendo la spiaggia, dall'altra parte ripiegava in un vicolo cieco da cui una rampa di gradini in cemento spariva in
un muro di rampicanti e cactus.
Michael scelse la scalinata e fin in un giardino con piscina.
C'era una vista sulla baia e dalla parte del Morne si stagliavano
sulla cima le sinistre spoglie di una cittadella spagnola,
riconoscibili nelle foto. Al bar all'aperto annesso
alla piscina c'era un uomo alto, con un abito leggero e
una maglietta scura, che lo guardava mentre riprendeva fiato dopo l'arrampicata.
Ehil! gli fece Michael. L'uomo annu. Aveva, o aveva
avuto, un fascino hollywoodiano stile anni Quaranta. Portava
un paio di baffi neri rigati di grigio, aveva una carnagione
appena abbronzata, occhi grandi ed espressivi.
Occhi da attore.
Un cameriere spunt fuori per prendere lo zaino di
Michael. Nessuno gli chiese di registrarsi. Condotto in una
camera con vista sull'oceano, diede al facchino un dollaro e si mise comodo sui cuscini.
Poco dopo bussarono alla porta. Si alz stancamente
abbottonandosi la camicia. Quando apr la porta si trov
davanti l'uomo del bar. Costui sembrava guardarsi alle
spalle per controllare se c'era qualcuno che li spiava.
Benvenuto a Santa Trinit gli disse. Sei Michael?
Michael si rilass e gli porse la mano.
Lascia che ti saluti come si deve. Sono Roger Hyde.
Ho sentito parlare di te.
Spero bene...
Ma certo rispose Michael. L'uomo sembrava davvero
fiducioso che Lara ne avesse parlato bene.
Lara ti saluta.
Grande! Dov'?
Michael, devo dirtelo, abbiamo avuto grosse difficolt
nelle nostre operazioni. Sai con la guerra...
 ovvio.
La situazione si  fatta tosta.
Oh no! esclam Michael. Che espressione stupida,
pens. Per la prima volta sent un brivido per la schiena.
Dobbiamo risolverla, Lara e io. Te lo spiegher lei al
suo arrivo.
Quando arriva?
Roger sorrise, un po' come un albergatore con problemi
di alloggio: Appena pu....
Posso andare da lei?
Roger scosse la testa. La guerra... Te lo spiegher lei. So
che sei un suo caro amico. Ma  una questione locale,
mettiamola cos. Intanto sei nostro ospite. Offre la casa! Era
molto teso ma riusciva a controllarsi. Avviser la reception.
Bene rispose Michael, grazie mille.
Mrs Robert sar a tua disposizione per qualsiasi richiesta.
Si allontan dalla porta, poi si ferm: Non devi uscire?
Dall'albergo, intendo.
Volevo aspettare Lara.
Ottima idea replic Roger. Se esci, indossa qualcosa
di rosso e sorridi sempre, ok? Non amiamo i colori sciatti.
Ok. Ma perch?
Roger aveva in mano una specie di cravatta, che gli
diede ignorando la domanda.
Puoi mettertela al collo, se stanotte esci dall'hotel.
Intesi?
Intesi.
 una specie di vacanza un po' particolare. Hai degli
spiccioli? Biglietti di piccolo taglio? Perfetto. Contatteremo
Lara per te, ok?
Afferrato. Grazie.
La cravatta era piccola, color viola, gli ricordava quella
della cresima. Era sgualcita come l'avesse tenuta un bambino.
Ne aveva comprata una per suo figlio non molto
tempo prima.
La paura incombeva su di lui, ma riusciva a dominarla,
nell'attesa di Lara. Per un po' passeggi su e gi per la
stanza finch i cuscini di lino sul grande letto dal telaio di
metallo ebbero la meglio: si sdrai esausto, spossato, esaurito
dal viaggio in pullman e si addorment.
Quando si svegli il sole era basso sullo spicchio occidentale
della baia. Alz subito la cornetta del telefono con
la magra speranza di un messaggio. L'apparecchio sembrava
guasto. Si fece una doccia e si lav i denti, con acqua
imbottigliata come consigliavano anche le guide pi spartane.
Il viaggio era stato duro ma esaltante, si sentiva
meglio. Il pensiero di vederla, di aver fatto irruzione in
una vita diversa, gli faceva galoppare il cuore. Si accorse
che aveva fame.
Fuori il sole declinante diffondeva una luce simile a
quella di un luminoso pomeriggio ottobrino. Le poche
nuvole sembravano alte e asciutte. Un cameriere stava raccogliendo
le candele su uno dei tavoli ai bordi della piscina.
Michael si present alla reception dove una signora
molto anziana con un ventaglio d'avorio fin de sicle gli
disse che non c'erano messaggi. La vecchia, pens, assomigliava
vagamente a Lara.
Si sedette a un tavolo, ordin un rum e all'improvviso fu
avvicinato da un uomo, un blan con una camicia hawaiana
aperta e degli infradito. L'uomo si accomod pesantemente,
proprio di fronte.
Van Dreele si present il grassone. Sei qua con un
ONG? Americano? Canadese?
Mi chiamo Michael. Non lavoro per nessuna organizzazione.
Sono venuto a dare un'occhiata. E per le pitture. 
la prima volta.
Uuf! fece l'olandese come se l'avessero picchiato allo
stomaco. E com' andato il viaggio dall'aeroporto? Le
strade sono buone?
Non lo so. Vengo da Rodney. Con il pullman. Le strade
erano in pessime condizioni.
Van Dreele rest a bocca aperta. Quando arriv il plat du
jour - crevette, gamberetti - lo divorarono. Ogni tanto l'olandese
alzava la testa dal piatto per scrutare Michael.
A settembre ero qua per la prima tornata elettorale.
Stavolta pensavano di potermi far scappare. Ma con me
non attacca dichiar trionfante l'olandese. Con un gesto
elegante si tolse la salsa dai baffi. Se la sono vista brutta.
E le elezioni sono state regolari? chiese Michael.
Be' hanno vinto gli amici degli americani. I loro nuovi
amici. Con un esercito nuovo di zecca. Alz lo sguardo e
vide una giovane salire le scale di pietra del ristorante.
Ma ecco una persona cui chiedere.
Present a Michael una giornalista di nome Liz McKie.
Cosa ti spinge fin qua gli chiese in un momento del
genere? Scrivi?.
No, faccio immersioni.
McKie assunse un'espressione di curiosa perplessit.
Prego?
Sono qua per la spiaggia.
Scherzi? ribatt la reporter. Per la spiaggia, eh?
Van Dreele rise cupamente.
Be' riprese Michael, pensavo anche di vedere l'arte
indigena. E di comprare qualche pittura....
Ehi Dick si rivolse la McKie all'olandese, lo so che mi
stai evitando. Ma dammi un'opportunit stavolta. Cos'
'sta storia del tipo, eh?  una talpa? Voglio dire, non sembra
un.... Qualunque parola volesse dire venne omessa.
Forse  qua per comprare l'hotel sugger l'uomo. 
in vendita.
Sentirono dei camion fermarsi di fuori. Un reparto di soldati
locali sal dalla strada. Mrs Robert gli and incontro.
Ehi ragazzi! url loro. Non potete entrare qua! I tre
soldati che si erano presentati le risero in faccia ma si fermarono.
Un ufficiale straordinariamente alto, agghindato
all'inglese, sbuc da dietro, rideva anche lui. Liz McKie gli
si avvicin. Ci fu una calorosa stretta di mano. Allora l'ufficiale
e i tre soldati tornarono indietro nel buio. Altri
camion si fermarono.
Sono qua per me disse Van Dreele. Non sembrava
scherzare. Li becco sempre quando contano male un
voto. Vogliono sbattermi fuori.
Credo stiano circondando l'hotel...
Ma adesso  in vendita fece Michael.
Sei qua per comprarlo? gli chiese Liz. Insieme all'arte
locale? Ancora alle prese con Michael si gir per esibirsi
di fronte a Van Dreele: Riuscirai a gestirlo con successo?
Spero che il buon vecchio Roger rimanga come amministratore.
A proposito, dov'?.
In albergo con Lara rispose l'olandese, suppongo
stiano timbrando i documenti....
Non dovresti essere con Lara? gli chiese Liz. Insomma,
non sei suo amico? Uno dei suoi tonton macoutesn?
Un vecchio cameriere si present al tavolo per comunicare
a Michael l'arrivo di un messaggio. L'americano si
scus e and alla reception. Il messaggio si trovava da Mrs
Robert: doveva averlo portato a piedi un ragazzino che
stava l in attesa. Era da parte di Roger Hyde: Miss Purcell
era a una riunione che sarebbe durata tutta la notte.
Michael diede una delle banconote spiegazzate al ragazzo,
che ne gio, augur buona notte ai compagni di tavolo e si
ritir in camera.
Standosene sdraiato poteva sentire gli ordini biascicati
in un misto di inflessioni inglesi e americane. L'irrompere
dei soldati, lo sbattere delle armi, le risate. Ascoltava il
mare. Ma ancora pi grave, e chiss quanto lontano da l,
era il suono dei tamburi. Le colline dietro la citt ne
rimandavano l'eco confondendo la provenienza.
Concentrandosi su quello strepito cercava di riconoscere
i ritmi e contare il numero dei tamburi: erano numerosi,
cos numerosi, si diceva, che era impossibile immaginare
tutti i suonatori impegnati nel rito. Le voci dei tamburi
erano praticamente infinite nelle loro evoluzioni e sfumature,
raddoppiavano, triplicavano, ripetendo e variando i
propri battiti. Coprendosi a vicenda, tra il preannuncio di
un colpo, l'arrivo dello stesso e poi la sua eco. Ogni modulazione
suonava ineluttabile, e cos ci che seguiva giungeva
come una sorpresa, evidente solo a fatto compiuto. Poi
si ripeteva e non cessava di stupire. Seguendo una traccia
nel tambureggiamento, prima ti saresti accorto che stavi
per ascoltare il colpo, poi che lo ascoltavi e che veniva
ripetuto per te, ogni volta leggermente diverso. I tamburi
emettevano note che colmavano l'occhio della mente, gremivano
la testa dell'ascoltatore.
Se si fosse dato a loro si sarebbe ritrovato ovunque. Poteva
venire svuotato di s e trasformarsi nella sabbia mutevole
in fondo al mare fuori dalla finestra. I tamburi esistevano
in natura, pensava, come il canto e il controcanto degli
uccelli. Venivano da un luogo dove l'essere umano aveva
ancora accesso a ogni aspetto della terra, da una segreta
zona intermedia dove si potevano evocare gli spiriti dalle
tenebre.
Quando Michael si appisol diede la colpa alle pastiglie
per la malaria che aveva preso, e pens che i tamburi fossero
nei suoi sogni. Ma quando si alz e bevve dalla bottiglia
d'acqua o da quella di rum in franchigia, lasciate vicino
al letto, cap che non l'avevano mai abbandonato.
Erano incessanti. Fatti inimmaginabili si stavano manifestando,
un genere diverso di concezione temporale.
Risuonavano in contrappunto col mare che manteneva il
proprio ritmo.
In piedi e solo, era in preda a un desiderio particolare,
come se stesse attendendo invano una donna persa pi
che trovata, una donna i cui tratti si stavano dileguando in
forme scacciate dalla mente. Si protese verso i tamburi,
aveva voglia di danzare e danz, un invasato nella sua logora
stanza d'albergo che si esibiva in una solitaria danza febbrile,
eccitato e terrorizzato dal mare. Dimenava le braccia.
Si ferm ma era arduo liberarsi dei tamburi. Nei loro
battiti sentiva il suo nome.
Lara. Qualche sogno era per lei, qualcun altro per Kristin.
La febbre gli irrigidiva la pelle. I tamburi lo spinsero
al balcone che dava sul Carenage e sul mare.
Nessun sollievo nel sonno. Non smetteva di andare a
guardare l'oceano, i tamburi lo attiravano. La superficie
era sgombra, la luna non c'era. Ma, si disse, c'era stata la
notte prima. Era da qualche altra parte del mondo. I tamburi
non cessavano, e non cessava la sua lotta con i sogni.
Adesso fuori dalla finestra l'oceano aveva un aspetto che
non gli piaceva. La sua celata oscurit. Alla luce fioca delle
stelle cercava di individuare la linea della barriera corallina,
chiedendosi in che punto si sarebbero tuffati. Il posto
annoverava molte rovine e una brutta storia, difficilmente
occultabili da un oceano. L fuori comandavano divinit
iraconde e astiose, che nessuno sospettava, divinit che
nulla avevano da spartire con lui o con la ragione. In vita sua non si era mai sentito cos solo.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
Il giorno dopo alla reception non c'erano messaggi per
lui e nessuno sembrava sapere come contattare Lara.
Michael pass la mattinata a passeggiare lungo il Carenage,
spiando i mercati, rifiutandosi di comprare oggetti
di vimini e distribuendo penne ai bambini delle scuole.
Dei pescherecci con il sartiame rabberciato giacevano
ormeggiati, la prua rivolta a terra, dove il Carenage finiva,
e anche osservandoli attentamente non era facile dire che
tipo di pesce pescassero. Uno di essi aveva la carcassa essiccata
di una tartaruga marina distesa sul portello di boccaporto.
Tutti erano dipinti a tinte vivaci secondo lo stile haitiano,
avevano un nome creolo e un'aura sacrale per via
dei ritratti di santi e dei disegni in cui si riconoscevano i
vever, gli di del pantheon locale, rappresentati anche da
santi cristiani. Gli antenati della popolazione di quel
lembo d'isola, aveva letto, erano giunti o erano stati portati
da Haiti dopo la rivoluzione laggi.
Senza rendersene conto Michael fin in un accampamento
di soldati all'estremit della citt. Il colore delle
uniformi era diverso da quello dei militari visti nei dintorni
dell'albergo e gli elmetti avevano una forma singolare.
Gli uomini lo fissarono con silenziosa ostilit. I fucili,
disposti al centro dei bivacchi nel vecchio modo della fanteria,
sembravano delle reliquie. Alcuni di essi potevano
essere degli MI della Seconda guerra mondiale. Due soldati
gli si fecero incontro ma vennero richiamati da un sottufficiale
in una lingua che poteva essere inglese ma che
Michael non cap. Ostentando il massimo disinteresse fece dietrofront.
Quando il sole divenne troppo forte torn in albergo.
Ancora nessuna notizia da Lara. Si mise un costume da
bagno e sguazz nella piscina circondato da fiori di frangipani,
poi si ripos in camera per un po'. Pi tardi nel
pomeriggio si rivest e usc. Molti soldati erano seduti ai
tavoli della terrazza, ufficiali del nuovo esercito della
repubblica, armati e in lucenti tenute mimetiche. Militari
con gli stessi colori montavano la guardia alla scalinata che
conduceva gi in strada e sulla collina che dominava la baia, dietro la piscina.
Van Dreele era al tavolo pi vicino alla reception. Liz
McKie sedeva con un ufficiale alto, dalla pelle olivastra, a
cui i baffetti marziali e gli occhi leggermente socchiusi
conferivano visibilit e attrattiva. Aveva un aspetto pensieroso
e ancor pi indagatore, e Liz indugiava con ammirazione sul suo viso.
Michael si accomod al tavolo di Van Dreele e ordin una birra.
Divertito? gli chiese l'olandese.
Michael scroll le spalle.
Andato in citt?
Sono arrivato fino in periferia.
Hai visto l'esercito della giunta?
S, ma non ne so nulla, mi spiace.
Van Dreele aveva due quotidiani: uno era olandese, l'altro
il Miami Herald. Diede quest'ultimo a Michael che
cerc di concentrarsi su di esso. Il Dipartimento di Stato,
si leggeva, era determinato ad appoggiare il nuovo governo,
le elezioni potevano essere raffazzonate ma la giunta
aveva chiaramente perso, e ci si augurava che l'esercito si
dimettesse senza spargimento di sangue.
Cos l'esercito si dimetter? chiese a Van Dreele.
Dipende cosa si intende per dimettersi. Se ne andranno
tutti a casa quando nessuno gli dar pi da mangiare.
Ma allora si dovr arrivare fino al termine della notte...
Dal tavolo lontano, nei pressi della piscina, Liz lo chiam:
Ehi Michael! Mi fai vedere il tuo El Herald?.
Con gesto plateale Van Dreele rinunci al quotidiano e
Michael lo port al tavolo dove la donna era seduta con il
suo amico ufficiale.
Accomodati, Michael gli disse, lo present al militare,
il colonnello Junot, e afferr il quotidiano.
Su di te niente, Boonsie... rifer al suo amico.
Manteniamo un profilo basso spieg il militare a
Michael ammiccando. Sono il candidato invisibile... lentamente,
molto lentamente mi aggiro furtivo dietro il
trono... Fece un gesto insidioso con la mano facendola
strisciare sul tavolo. Portava un Rolex. A ogni modo continu
rivolto a Liz, ti dar l'esclusiva. Far la mia apparizione
teatrale nelle tue cronache da testimone oculare.
Viva l'America!.
Non troppo teatrale, ok? replic lei. Penso che
dovremmo parlare di cronache di prima mano piuttosto
che di cronache da testimone oculare, che suggerisce la
visione di qualcosa di atroce. Dico bene Mike?
Michael annu.
Com'era la spiaggia? gli chiese.
Cosa?
La spiaggia. La playa. La plage. E per questo che sei qua,
no? Per la spiaggia?
Certo! Ma mi sono fatto una passeggiata.
Davvero? E dove?
Fino in periferia.
Visto truppe americane?
Truppe americane? No.
Liz e Junot si scambiarono un'occhiata. Poi il colonnello alz le spalle. Ci dovrebbe essere un'unit medica a
Dajubon. E qualche reparto speciale. Sono dalla nostra
parte.
Oh s replic Liz, ne sei proprio sicuro, Boonsie?.
Altroch! Urr all'America! Parli con un veterano dell'operazione
Urgent Fury. Guard Michael con aria di
sfida: Mai sentito parlare?.
Michael la conosceva: L'invasione di Grenada....
Ero una coda mozza, come si dice a Fort Benning. Un
subalterno. Siamo stati utili, credo....
L'operazione dove la marina bombard quella gabbia
di matti ricord Liz. Fuoco amico.
Per un attimo nessuno apr bocca.
Oh fece Liz, ascoltate! Tamburi... E una lunga giornata.
Il retirer... le spieg il colonnello. Per John-Paul Purcell.
Retirer les morts d'en bas de l'eau.
Liz intervenne quasi a correggerlo: Wete mo danba dio.
Ottimo! fece Junot. Stai diventando una gran signora,
Liz!
Anche Michael era in ascolto dei tamburi.
Quanti sono secondo te, Mike? gli chiese.
Non lo so.
Quattro rispose lei. Guard Junot sfacciatamente, esibendo
la propria cultura.
Solo quattro? chiese Michael.
Pos la mano destra sul piano arrugginito del tavolo e
scand i tamburi sulle lunghe e delicate dita.
Quattro spieg, per i riti del rada. Quello che potrebbe
sembrare un ottone  un pezzo di ferro, un ogan.
Ascolta, Michael! e gli strizz l'occhio. Il viso gioviale,
dalla dentatura smagliante, sembrava molto felice. Petite...
seconde... e maman, il tamburo grande. Li senti?
S.
Non sono belli?
S, certo.
Superiori a noi comment il colonnello. A tutti
noi...
Michael si fece pagare da bere fino al completo stordimento.
L'idea della camera, del silenzio minacciato dai
tamburi e della luce poco rassicurante, lo angustiava. L'intero
universo dell'Altro era l ad attenderlo, i tamburi l'avevano
richiamato dall'oceano. Non faceva per lui.
Entrando accese la lampada del comodino e trov Lara
ad aspettarlo.
Michael... Sembrava pallida e stanca. Non aver
paura... non di me...
Il primo impulso fu di stringerla. Il frangente dopo le
and incontro, quasi a strapparla dai tamburi. Era fatta
per essere come lui, gli era intima, le sue turgidezze, il suo
odore, il sapone di Marsiglia, il fiato, delizioso come quello di una pulzella cantata da un trovatore. Ansimava, liber
il collo dalle sue mani per poter parlare: la stava soffocando.
Mio Dio, Michael! esclam sei.... Agit la testa scuotendo
i capelli sciolti, e ridendo gli tocc il sesso eretto.
Sei engag disse in francese confondendosi.
Engag... impegnato...
Siamo impegnati, eh?
Certo, siamo una coppia!
Lara si sedette sul letto appoggiandosi alla sua spalla.
Michael non riusciva a vederle il volto.
Devo dirti qualcosa di poco carino, sai?
Le accarezz i capelli lucidi. Gli veniva quasi da ridere di
fronte alla triste fatalit con cui parlava. Se lo aspettava.
Gliel'avevano telegrafato i tamburi? Perch no?
Mi hanno seguita... Aspettano che esca... Se non lo faccio
verranno loro.
Per un attimo si sent umiliato, un bersaglio, il facile
obiettivo delle carte della zingara. Da legge di Murphy.
Ti aspettano? le chiese debolmente. Credevo fossi
proprietaria dell'hotel. Credevo stessi con me.
La spinse all'indietro e si sdraiarono. La sent rilassarsi al
suo fianco.
Vorrei che fosse uno scherzo... ho perso qualcosa di cui
ero responsabile... un uomo  rimasto ucciso...
Michael ci pens su e poi disse: Mi avevi assicurato
niente droga.
Cos mi hanno detto... davvero.
Merda...
Sono sudamericani. John-Paul e Roger lavoravano con
loro, forse era droga.
Michael rise tristemente. Lara si rimise a sedere.
Non mi prenderai per una criminale, vero? Non sto
complottando !
Io credo di s, lo devo pensare, capisci? Senn mi sentirei
un perfetto idiota.
Oh, caro Michael... mi devi credere. Gli si strinse contro.
Il mio piano non voleva danneggiare nessuno. Lo
giuro! E successa una disgrazia.
Non smetto di fissare la porta... penso ai tuoi inseguitori...
 ancora presto per il loro arrivo...
Che devo fare, Lara?
Ti devi ricordare che ti amo. So cos' l'amore, non sono pazza. Forse un giorno lo diventer ma non adesso.
Facile... c' dell'altro?
Devi immergerti alla ricerca di un relitto. Devi recuperare
tre casse dallo scomparto di poppa di un Cessna 185.
Rimase seduto in silenzio finch non gli usc una squallida
battuta fuori luogo: Cocaina? Ne posso tenere un po'?.
Lara sembrava davvero terrorizzata.
Per quello che ne so io non si tratta di droga. Ho
impacchettato degli smeraldi e qualche vecchio disegno di
valore. Gli smeraldi sono di contrabbando. A me non
importa, e a te?
Non sono sicuro di farcela...
Ma se ogni estate ti tuffi tra i relitti del Lago Superiore!
Ce la puoi fare.
Il pilota  ancora nell'aereo?
Lara scroll le spalle. Una simpatica scrollata che sembrava sincera.
E se combino qualche cazzata?
Non  droga, ricordatelo.
E se combino qualche cazzata?
Se la prenderanno con me e tu sarai nei guai. Dovrai
andare di corsa dagli americani. E che gli dirai?
Non sono bravo a scappare. Pensavo avessi la cittadinanza americana.
Ce l'ho, ma non mi faranno... dai, lo sai. Sono implicata
per via della mia famiglia. Quelli l non mi lasceranno
andare. A meno di non restituirgli il carico.
Gli raccont pi di quanto volesse sentire. Lei e Roger
erano in preda al panico a causa del colpo di stato. Si
aspettavano una razzia dell'hotel. Avevano fatto decollare
l'aereo senza accordarsi con quelli. Coi sudamericani. Era
preoccupata per una certa cerimonia che riguardava l'anima di suo fratello.
Secondo me non abbiamo chance riflett Michael,
non ne so molto, ma questa  la mia sensazione... Ti spiace
se ti faccio una domanda brutale?.
Lara fece finta di soffiare una bolla d'impazienza, alla francese.
Sei un sub le disse, sei molto brava, perch non t'immergi tu?.
Mai fatto un'immersione notturna.
Davvero?
Mai. E mai tra relitti. Io vado nella barriera corallina,
Michael, gi nei fondali. Cristo, credi che non lo farei se potessi?
Ecco dove sono finito, pens Michael. Se non avesse provato
panico, incurante delle torture e delle conseguenze
delle sue azioni, se si fosse mostrato coraggioso, si sarebbe
considerato un uomo fortunato. La pi bella donna mai
vista stava accucciata sul suo letto e gli chiedeva un gesto
eroico. La vita si era volta in quella direzione. Pens all'uomo
con la carriola. Si mise ad ascoltare i tamburi.
Se sbagliamo disse Lara, moriremo insieme. Gi me
l'immagino. Poteva avergli letto nella mente. I tuoi pensieri
sulla morte chiamati a raccolta. Ma credo sar un'immersione facile.
Spogliandola, afferrandole il corpo teso, sul momento
gli venne voglia di ucciderla. Di ridare la forma perfetta
all'entropia che la componeva, di rimandarla indietro tra i tamburi.
Lara disse Ti amo, la solita storia, ma Michael avvert
una sensazione: qua c' un compagno in pericolo. Noi
contro il muro. C' un amico in un'avventura. Ecco, pens
e si aggrapp a quel pensiero, ecco dove l'avevano portato
i tamburi, in un mondo diverso da quello fatto di un
matrimonio stanto e una carriera accademica, il minuscolo mondo di Fort Salines. Non era mai stato un codardo.
Senza coraggio fisico, aveva detto una volta a due colleghi,
non c' coraggio morale. Due colleghi che non lo ascoltavano.
La sguain e la sollev come una coppa. La gir sulla pancia dicendole Fa' vedere.
Lei disse: Cosa?.
Lui intendeva dire: fa' vedere tra gli spazi di tutti questi corpi ammassati sul bordo estremo, presso i fusti gialli galleggianti che indicano oblio e conducono gi per la barriera, fa' vedere se riusciamo a sapere di cosa  fatto l'altro lato dei tamburi, fa' vedere se nella tua figa crescono tetri fiori velenosi, se il mio dito sopra quella piccola cosa curiosa dove l'amore ha fissato la sua dimora produce visioni spaventose.
Fa' vedere ripet.
Quando la fece venire pot sentire il linguaggio di ogni cosa creata, al di l della sua comprensione.
Si attacc alla bottiglia di rum e gliela porse. Lara stava piagnucolando, non voleva che il cazzo si ammosciasse, uno
svago comico come un bambino che gioca col pallone.
Raccontami ancora del fondo del mare. Glielo chiese perch aveva l'impressione che fosse legato al luogo dove era diretto.
Guine inizi Lara. Perch gli schiavi credevano che tuffandosi in mare sarebbero tornati in Africa...  dove vanno le anime per un po'. Guine.  molto bello...
Forse ci andremo...
S che ci andremo. John-Paul si trova l. Qualche volta anche la mia anima... Poi aggiunse: Ma non  sempre bello... l le anime sono sole....
Qualcuno buss alla porta. Il colpo era cos debole da sembrare quello di un bambino. Non erano sicuri di averlo sentito. Venne ripetuto. Gli occhi di Lara si spalancarono terrorizzati, un'occhiata lanciata nel cuore dei tamburi.
Mi stanno aspettando...
Lara...
La donna si strinse a lui sussurrando qualcosa di incomprensibile.
Non mi mentire le disse, sono pronto a tutto per te!.
Certo. Te lo giuro sulla mia anima... Accenn un sorriso e si allontan. Quando ne avr una...
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
Il negozio per sub dell'hotel era sulla spiaggia, ad alcuni
chilometri dalla citt. Dei soldati stavano fumando nel palmeto
alle spalle del locale. Michael e Roger vi entrarono
cauti, accesero la luce, controllando se qualcuno li avesse
notati. Nessuno. Parecchi minuti dopo un isolano che
lavorava al negozio comparve insieme a due minuscoli
bambini, che iniziarono un'escursione per l'emporio. Si
comportavano da bambini in tutto tranne che in un aspetto:
molestandosi a vicenda in mezzo alle merci e agli scaffali
degli articoli, bisbigliavano in patois.
Il negozio non era grande. Era chiaro che stava sprofondando
in uno stato di abbandono che avrebbe reso ben
presto inutilizzabili le attrezzature. C'era un solo compressore
ad alta pressione, volume scarso, motore elettrico alimentato
dal proprio generatore. I componenti avevano
bisogno di essere lubrificati. Sotto lo sguardo di Roger,
Michael e l'indigeno dal petto scoperto, di nome Hippolyte,
si misero a maneggiare sul macchinario. Presero dell'olio
di lino e delle guarnizioni in gomma, controllarono
le valvole e sciacquarono via il sale dalle maschere. I soldati
locali erano tornati in strada.
Le bombole e gli erogatori sembravano ancora buoni e
il compressore doveva ricavare la propria sorgente d'aria
dalla piantagione di noci di cocco fuori dal negozio. Una
volta Michael aveva iniziato un'immersione a Baja con il
compressore che riforniva i serbatoi posto in una stazione
di servizio. L'aria erogata era abbondantemente mischiata
alle esalazioni di benzina Pemex al piombo, e qualche
minuto di inalazione provocava un effetto simile all'ingerimento
di un fungo mortale. Al contrario quell'attrezzatura
sembrava estremamente affidabile. Stando a Roger
l'aveva utilizzata una coppia della Martinica. Erano stati
qua durante i disordini maggiori, poche settimane prima.
Doveva essere un negozio ben avviato comment
Michael con i suoi nuovi amici.
Un tempo lo era rispose Roger, s che lo era.
Michael prese una bombola da 2 metri cubi e mezzo e cerc di attaccarla direttamente al compressore. Aveva sempre avuto a che fare con attrezzature portatili ma la giuntura sembrava tenere. Pomp un po' pi di 200 bar, svit la manopola e prese una boccata d'aria. Sembrava abbastanza buona. Quel sapore nel boccaglio era un'anticipazione, un assaggio del brivido della sfida. Controll ancora una volta il serbatoio.
 un bel fondale corallino... disse Roger. Lo chiamano
Petite Afrique per la forma. Con le mani disegn nell'aria
le curve dell'Africa, gonfiando il petto e la punta di
quella specie di scimitarra. Dista due miglia.
Andiamo l?
Oltre... Fino alla catena sottomarina.
E quanto  fondo?
Non lo sappiamo... Si gir verso l'indigeno. Hippolyte
crede di sapere dov' affondato l'aereo. Dice che si
riesce a vedere. Dalla superficie dell'acqua lo si pu grosso
modo distinguere.
Si dovrebbero vedere le luci di manovra... osserv
Michael con un brivido. Suppongo che il pilota sia ancora laggi?
Nessuno rispose. Il negozio offriva serbatoi di scorta vecchio
stile prodotti in Francia che si adattavano alla bombola
principale del sub. Sostituirono un rubinetto di riserva,
a Michael non piacevano. Quando restavi quasi a secco
d'aria con uno di quelli, la scorta nel serbatoio principale
semplicemente si bloccava di colpo. Se brancolando alla
cieca sulla tua spalla non riuscivi a trovare la valvola, finivi
senz'aria, una condizione definitiva. Ciononostante ne
install una. Terrorizzato, fuori esercizio, sapeva che
rischiava di respirare troppo e avere aria per poco pi di
mezz'ora. Riemp altre due bombole. Un lavoro pesante,
era sudato, esausto. Si stava facendo tardi e non si concedeva
una bella dormita da tempo. Una finta alba sembrava
sorgere dal Morne all'altro capo della baia.
L'incidente  stato segnalato disse Roger. Presumibilmente
se n' accorta la Guardia costiera americana al
Mona Passage, o gli inglesi al Grand Turk. Che si sappia i
trinitiani non hanno elicotteri operativi, non dovrebbero conoscere l'ubicazione.
Un sacco di gente potrebbe averlo visto cadere intervenne Michael.
Giusto replic Roger. Ed  per questo che dobbiamo muoverci.
Michael caric l'attrezzatura e una muta subacquea sull'imbarcazione
dell'hotel, che Hyppolite riforn di carburante.
Anche l'indigeno si present con una maschera e un boccaglio.
Portarono le bombole sulla barca e la spinsero via dalla
costa con una pertica. Anche al buio il banco corallino sul
fondale era visibile, un ammasso calcareo che catturava il
bagliore del cielo notturno. Giunti al limite presero il
largo in mezzo ai frangenti schiumosi. Le onde erano
docili, frenate dalla barriera esterna. Si smorzavano placidamente.
Le bombole, assicurate alla fiancata, mormoravano
tinnendo, quasi complottassero contro.
Superato l'impasse, Roger accese il motore dando un'accelerata
per tenere la rotta. Michael sedeva nella piccola
cabina, su una sedia pieghevole, la schiena contro la paratia.
Hippolyte bisbigliava qualche canzoncina dal motivo e
dalle rime scherzose: tutto sembrava tranne che teso, mentre
studiava una cartina sotto il sogno arrugginito della sua
tenue torcia. La nave procedeva al buio e Michael aveva la
sensazione di altre imbarcazioni a luci spente l intorno.
Sono sopravvissuto a un paio di 'sti voli raccont
Roger a Michael. Sono contento di non aver fatto da vice
stavolta...
Chi era il pilota? chiese Michael.
Un colombiano rispose Roger. Lara c'ha volato insieme
da Puerto Rico.
Davvero? E forse per la prima volta gli vennero in
mente le sopraffini smanie da sub di Lara. Perch lei pensava
che quell'immersione fosse facile? A meno che laggi
non ci fosse qualcosa per lui da recuperare... 'ste cose
vanno cos... lui i giornali li leggeva. Come nessun altro.
Adesso meno, ma sempre in maniera sufficiente. In ogni
caso era in procinto di tuffarsi. Lara l'aveva fatto suo, nelle
fauci della morte.
Mentre Roger consultava le carte nautiche, Michael
indoss sopra i pantaloncini la parte inferiore della muta.
I pantaloncini erano grandi, in lungo e in largo. Doveva
fare attenzione a eliminare tutta l'aria dalla tuta prima di
tuffarsi. Senn rischiava di venir sparato su in superficie
coi polmoni pieni del sangue della propria morte.
Hippolyte alz la voce: La lune! Regardez!.
E lei era l, curva, incompleta, sorta dal Morne. Illuminava
la baia molto pi delle vecchie e incerte luci tremolanti
della municipalit cittadina.
Prendi il cannocchiale e da' un'occhiata in giro ordin
Roger a Michael. Vedi un po' se siamo soli soletti...
Michael scrut l'orizzonte. Il binocolo era un sofisticato
strumento militare a tracolla per la visione notturna che
trasformava la marina scura in uno spettacolo ottico digitale.
Nessuna nave. Niente. I margini dell'oceano, piatto
in lontananza, erano invasi da due sagome contorte: banchi
di mangrovie le cui foglie, singolarmente sfumate
nelle lenti notturne, oscillavano al vento.
Niente...
Roger e Hippolyte parlavano infervorati in creolo, l'indigeno
faceva segno dalle mangrovie verso l'ammasso montuoso.
Dice che se seguiamo la barriera da Sauvequipeut verso
Haut Morne ci arriveremo sopra...
Come fa a saperlo al buio? chiese Michael.
Quando arriviamo dovremmo trovare una chiazza di
carburante. Comunque per lui non  cos buio come per
te. Lui  un pescatore di gamberi.
Un pescatore di gamberi?
Conosce il fondo molto bene. E casa sua. Sta contando
gli isolotti di mangrovie gli spieg Roger, che diede
un'accelerata facendo avanzare la scoppiettante imbarcazione
a velocit prudente. Dopo qualche minuto Hippolyte
chiese una sigaretta. La prese e si pieg in avanti per
farsela accendere.
Calcola la distanza a boccate di fumo comment
Roger.
Seguivano la linea della barriera corallina. Hippolyte
teneva il binocolo puntato su due banchi di mangrovie
oltre uno spuntone di scogliera. Domand un'altra sigaretta.
Lo sbuffo aument. Alla fine lanci il mozzicone
della Marlboro in acqua e sentenzi: C'est l'..
Oop! Roger vir in fretta, mantenendo la prua al
vento con un solo braccio.
Hippolyte e Michael si precipitarono al parapetto di sinistra.
Hippolyte si sporse con una specie di visore utilizzato
per individuare le spugne, una scatola quadrata di legno
con una finestra all'estremit. Roger vi scrut dentro con
il binocolo notturno. Mormor qualcosa e poi lo pass a
Michael.
Erano sopra la parete. Usando il cannocchiale e lo strano
apparecchio del trinitiano si potevano scorgere le catene
pi alte, motivi a corna di cervo e coralli tubo che scendevano
nelle tenebre grigiorosse. Fusti di benzina e cinghie
di ventilatore deturpavano il ripiano pi alto.
Cosa vede? chiese Michael.
Hippolyte guardava oltre la barriera in direzione della
catena sottomarina.
C'est l! annunci loro. Voil isir. lei.
Provarono a puntare la torcia sul visore ma all'inizio
videro solo i contorni delle loro facce ansiose.
Allora Michael afferr la scatola e con Roger e Hippolyte
che lo tenevano si mise a scrutare a lungo la discesa.
Dopo circa un minuto credette di vedere un debole
bagliore verde. Poco dopo la luce raddoppi. Un'illusione
ottica? I punti si spostavano, fluttuavano, lampeggiavano
nella sua vista annebbiata, ma si trattava di luci ed erano
costanti. C'era anche un piccolo barbaglio rosso.
Credo che possa essere un pannello degli strumenti. 
in profondit.
Bene disse Roger dopo un attimo, andiamo a prenderlo,
fratello!.
Scesero sotto coperta in una cabina angusta con un compressore
guasto e una rastrelliera per bombole vuota.
Michael fiss l'erogatore alla bombola e lo prov.
Allora, Roger, che c' laggi?
Roger teneva in mano la foto di un aereo che gli mostr
alla luce della cabina.
E un Cessna 185. Due sedili anteriori e uno posteriore.
Dietro quest'ultimo si trova un vano deposito di un metro
e mezzo per uno. Contiene due casse a tenuta stagna del
peso di circa quattro chili e mezzo l'una. C' anche un
tubo di metallo contenente disegni e pitture. Se riesci a
prenderlo meglio, ma la cosa pi importante sono le due
casse.
Pensavo che gli imballaggi fossero sempre di materiale
galleggiante...
Che dire? fece Roger. Eccesso di ottimismo...
Prese le pinne, Michael usc sul ponte. Roger lo segu da
dietro.
Mike, non so come sei fatto, ma potresti trovare qualche
sorpresa... ah!... tu lasciala perdere...
Tipo?
Il pilota...
Ah.
Era uno tosto gli spieg Roger. In gamba.
Lo conoscevi?
Eh, li conoscevo tutti, ci parlavo. Qualcuno era adorabile.
Proprio allora, all'estremit della baia, un elicottero lanciato
a tutta velocit attravers il cielo da Point aux Riches
verso Mont Cesar. Si muoveva in un turbinio di luci.
Merda! esclam Michael: probabilmente da qualche
particolare il velivolo indicava una presenza americana.
Roger lo afferr al braccio. Porta i nostri saluti. Da
parte di Erzule e di Lara. Sopra la maschera gli leg una
benda rossa intorno alla fronte.
Michael non staccava lo sguardo dall'elicottero.
Buttati, Michael! Non pensare a loro! Va' va'! Gli pos
il palmo della mano sulla benda. Ave Maria purisima...
Va', per l'amor del cielo!
Michael, con sua grande sorpresa, si fece il segno della
croce e si tuff all'indietro nell'oscurit.
Aveva con s una torcia. All'inizio rest a galla in verticale,
eliminando aria dall'enorme giubbotto equilibratore,
poi si lasci scendere piano, scandagliando la sommit della
parete con la pila. C'erano delle zostere e delle gorgonie a
ventaglio, poi spazzatura, lattine di birra, chiavi, il tutto brulicante
di irti ricci di mare. C'era una grande quantit di calcare
e di corno morto. Pochissimi animali, qualche pesce
chirurgo. Pi o meno quello che si aspettava.
Durante la discesa la sottile febbre e la fervida stretta
della paura alla gola, provate per tutta la giornata, si attenuarono
un po'. Ci gli facilitava, nello svolgimento dei
piacevoli doveri dell'immersione, la metamorfosi in un
essere diverso in un ambiente diverso. Questo stupore gli
placava l'immaginazione.
Si accorse che stava atterrando dolcemente sul ripiano
successivo: prima tocc con le pinne, poi con le ginocchia.
Si rilass, si gir sulla schiena e si avvit in posizione eretta.
Corallo cervello e un fusto di cherosene. Controll il
profondimetro: otto metri, ventisei piedi.
Un barracuda incuriosito, attraversando la piattaforma
di corna di cervo, arriv per condividere l'immersione,
poi in un batter d'occhio ne comparve un secondo nel
fascio di luce della torcia. Con una lenta spirale lo seguirono
gi mentre scendeva lungo la parete.
Regolarizzando la pressione gli sembr come se essa
premendo sul suo corpo fosse il peso stesso delle tenebre.
Un'oscura possibilit che gravava sopra e sotto, ovunque
al di l del piccolo raggio della torcia. La parete, a portata
di mano, era pi sgargiante del previsto. I colori gli venivano
incontro quasi con violenza, brillando di vita nel cordone
vagabondo che gli si dispiegava. Coralli stella pendevano
dai ripiani sottostanti; c'erano grotte dove spugne
neonate crescevano su una luccicante moquette nera
come anemoni sulla roccia lavica. Corallo nero, piuttosto
raro. Esplorando pi oltre vide che in larga parte era stato
strappato via. Il granchio di un martello abbandonato
scintillava in mezzo alle gorgonie a ventaglio.
Accompagnato dai barracuda e da un circospetto pesce
trombetta si stacc dalla parete e cerc di accelerare un
po' per lasciare pi aria nel giubbotto equilibratore. Pass
davanti a splendidi balconi di corallo cervello. Quando lo
vide la prima volta in un'immersione anni prima quella
forma gli rinsald la fede: in quel mondo acquatico evocava
la mente. La mente di tutte le cose. Un po' dello spirito
di quel tempo lo pervase quando giunse alla distesa dei
coralli danneggiati: sotto di lui c'era un sentiero di creature
lacerate e recise, sabbia sporca e roccia
spezzata. La torcia colp un arcobaleno. Seguendolo con il fascio di luce
scopr che saliva da un'ampia colonna verso la superficie.
Per qualche motivo quella sorta di prisma era affollato di
pesci, in quantit mai vista prima: pesci pappagallo, labri,
pesci chirurgo e pesci angelo, molto numerosi. Per qualche
motivo giravano in cerchio, senza mai lasciare quell'orbita
colorata. Michael punt la luce in basso e vide che
il numero dei pesci aumentava con la profondit. Sbracciandosi
abbandon quella balconata rovinata e segu l'arcobaleno
in gi.
Quanti pesci, pens, cos belli nei loro banchi. Una
schiera di angeli - e ai margini di quello spettacolo i barracuda
fluttuanti, pronti ad assalire chi rimaneva indietro.
Tre metri pi in gi la colonna e le tracce dell'incidente,
la luce puntata sull'aereo.
Il numero di serie era stampigliato in nero sulla superficie
grigiobl. Nella speranza di vedere meglio i rottami
Michael si stacc dalla parete e si cal in mare aperto. Il
raggio di luce era abbastanza ampio da fornirgli una
buona immagine della carcassa. L'aereo era capovolto di
quarantacinque gradi, il muso addosso alla scogliera. La
colonna da cui si alzava l'arcobaleno era formata dalle esalazioni
residuali dei serbatoi di benzina. Eppure in superficie
non avevano notato alcuna chiazza. Dalla parte di
Michael la portiera dell'abitacolo era aperta e mostrava al
suo interno il posto del passeggero vuoto. Sul sedile vicino
era ammucchiato qualcosa, nascosto dalle frotte pullulanti
di pesci variopinti. Attraverso quell'apertura la cabina
sembrava una vasca d'acquario, anzi no, non un acquario,
pens fluttuandoci sopra con la torcia. Piuttosto una specie
di cassetta da pescivendolo a causa dell'incredibile
quantit di animali. Nessuna organizzazione scientifica o
educativa seria, nessun acquario avrebbe confinato degli
esseri viventi in uno spazio cos fitto e insopportabile.
Michael si avvicin ancora di pi al velivolo rovesciato
puntando la luce dentro l'abitacolo.
Ovviamente i resti del pilota erano l, e ovviamente i
pesci si accalcavano in numero spropositato per cibarsene.
Le spoglie erano esageratamente gonfie, infilate in un
vestito cachi, e la testa era cos orribile che terrorizz
Michael, gli fece mollare la presa della torcia e lo gett
traumatizzato in un buio repentino. Dovette affrettarsi
all'inseguimento della pila che cadeva mentre il fascio di
luce caracollava sulla barriera corallina e illuminava fenditure
dove guizzavano murene semirannicchiate, colonne
di nevischio marino dai sottili fiocchi che non cessavano di
aleggiare. Un barracuda, attirato dal filamento luminoso,
si prese cura della pila. Alla fine Michael riusc a riafferrarla
a quasi tre metri pi in gi.
Avvolse il cinturino della torcia intorno al polso e inizi
a esplorare lo spazio dietro i sedili. Le mani gli tremavano.
Tutto il corpo gli tremava. A malapena riusciva a evitare di
guardare il pilota morto: quel cadavere era una rivelazione,
la dimostrazione inconfutabile dell'orrore presente
nell'esistenza materiale. Il gonfiore era stupefacente, grotteschi
la barba e i capelli come i denti, privi di labbra. L'intero
vocabolario della fisionomia esigeva un palese adeguamento.
Degli animali, che avevano occupato l'ampio vano deposito
dietro i sedili, fuggirono dalla luce in un parapiglia di
pinne e chele. Michael sondava l'interno procedendo a
tentoni con le mani, nella speranza di non lasciarci le dita.
In negozio c'erano dei mezzi guanti da immersione ma ne
aveva preferito un paio da giardinaggio in tela. Aveva fatto
abbastanza immersioni per sapere che senza una corda di
sicurezza non era il caso di avventurarsi troppo all'interno:
i portelloni potevano richiudersi per sempre. La posizione
del velivolo era instabile: l'intera struttura poteva spostarsi
fuori dalla scogliera e cadere a picco dentro la Fossa di
Puerto Rico, che iniziava a circa tre miglia da l, totalmente
scura e abissale.
Riusciva a intravedere le due casse e una specie di tubo
che poteva contenere i disegni. Si pieg il pi possibile in
avanti per afferrare una delle casse ma le bombole sulla
schiena complicavano i movimenti. Alla fine ne raggiunse
un angolo con la torcia. Quando lo fece sent l'aereo, su
cui era appoggiato, iniziare a muoversi. Per un momento
pens fosse il frutto della sua fantasia. Poi si allontan cercando
di non far cazzate nella fretta, di non far scattare la
trappola mortale. Ancora una volta gli sembr di essersi
sognato quel movimento. Non c'era modo di stare tranquilli.
Infine annaspando tra le ombre, con la sensazione di
essere sepolto vivo, mezzo svenuto per la paura, afferr il
tubo. Lo tenne per un attimo tra le gambe ma il peso lo
trascin gi: per resistere dovette gonfiare leggermente il
giubbotto equilibratore. Poi prese una delle casse sul sedile
accanto al pilota. Lo sciame di pesci lo fece rabbrividire
di disgusto. Con entrambe le casse e il tubo inizi a pensare
a come portare il tutto in superficie. Stava respirando a
fatica: di colpo gli venne in mente che non aveva ancora
controllato il manometro. Quando lo fece vide la freccia
oscillare al limite della zona rossa. Aveva respirato troppo.
Come un novellino. Quella vista gli ghiacci il sangue.
Calma, calma... mormor rivolto ai pesci, al pilota, il
suo pallido compagno acquatico. Raccolse le casse e ripart.
Era risalito di circa tre metri secondo il profondimetro
al polso quando inizi a sentire le cinghie del giubbotto
equilibratore contrarsi. Tutto quello che portava, l'attrezzatura,
la cintura dei piombi, le bombole, sembravano
comprimerlo fino alla nausea. Aperta una piccola finestra,
un barbaglio di calma, cerc di rivedere mentalmente il
decalogo del sub. Mentre le cinghie lo stringevano, vide il
giubbotto equilibratore gonfiarsi. Era sceso con troppa
aria in quell'affare, che con la pressione dell'acqua si era
contratto. Adesso salendo si espandeva, l'imbragatura gli
lacerava la carne, la velocit di risalita era fuori controllo.
Non respirare! Non respirare era fondamentale, l'unica
cosa da fare, perch una sola immissione avrebbe prodotto
sui polmoni lo stesso effetto che stava facendo l'aria sul
giubbotto equilibratore arancione - gonfiarli come i palloncini
delle feste di compleanno dei bambini fino a farli
scoppiare come uno di quei simpatici addobbi, il sangue e
i tessuti avrebbero imbrattato la cavit toracica. Pi saliva
e pi era insopportabile il peso della pressione contro il
cuore in palpitazione, stava soffocando, si sentiva come il
duca di Clarence affogato nella malvasia, il dolore andava
smorzato, bene, insieme alle terribili immagini dell'acqua
e degli uomini divorati dai pesci. Si sforzava di espirare la
scarsa boccata d'aria usata e viziata che tratteneva dentro.
La regola della risalita era: non andare pi veloce delle tue
bolle, seguile. Segui la palla fluttuante. Ma le bolle che
poteva portare alla festa erano poche e piccole, e stava
salendo pi in fretta di loro. I bambini se ne sarebbero
dispiaciuti.
Poi l'aria della bombola fin. Michael non si prese la
briga di raggiungere il rubinetto di riserva: avrebbe consumato
energie preziose. In pi non aveva le mani libere.
Teneva ben stretta quella merda che aveva sottratto dall'aereo
come fosse la sua stessa vita. E naturalmente non
c'era bisogno di aria, au contraire...
La superficie lievemente illuminata da un'amorevole
luna era lass, un sogno, un lontano miraggio. Ma adesso
era nel mondo reale, nell'acqua, e stava soffocando come
tutti quanti. Uno dei tanti milioni di gente di mare, celestiali
bellezze al bagno, marinai fenici, pilotos narcotrafficanti,
e tutti gli altri inetti a corto d'aria sotto l'ondulato
splendore delle profondit marine. La paura lo ravvivava,
lo illuminava. La perdita del paradiso e le pene dell'inferno.
Il dolore lancinante, insopportabile, l'imbragatura
che gli tranciava braccia e gambe. Nella sua personale
eternit aspettava, aspettava l'aria, ed era morto, giacch
essa mancava. Moll una delle casse: la vide sparire vorticando
gi.
Poi di colpo in un solo violento frangente tutto cambi.
Non c'era morte. C'era luce. C'era aria. Intravide le fioche
luci della cabina dell'imbarcazione e le ombre accalcate a
bordo. Sorpreso dilat il giubbotto equilibratore, gonfio,
e si strapp l'erogatore dal volto paonazzo.
Quando respir non c'era nulla. N sollievo n aria.
Com'era possibile? Era in superficie. Era riemerso, cos gli
sembr, come un missile Polaris. La sua percezione sconvolta
gli diede l'impressione di stare guardando in gi la
nave dall'altezza di crociera di un pallone aerostatico,
quel pallone assassino che l'aveva portato in superficie.
Prese un'altra vorace boccata d'aria. Nada, rien. Un infarto,
pens. O un'asfissia delirante. Al terzo tentativo si rese
conto di respirare, il vecchio impianto di nuovo in funzione.
Ma era salito troppo velocemente.
Si aspettava l'agonia, la malattia dei cassoni, un embolo,
invece scopr che stava bene, pi o meno. Galleggiava
tenendosi stretti i due carichi recuperati come due bambini
liberati. Roger gli stava urlando sopra lo sciabordio dell'acqua
contro lo scafo, urla che erano rauchi bisbigli.
Hippolyte era al suo fianco nel buio. Li riconobbe subito.
Alz la maschera sulla fronte e respir a pieni polmoni.
Finalmente era in grado di parlare.
Io laggi non ci torno pi... li inform.
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
La perdita di una cassa suscit una sgradevole sensazione
ma alla fine si torn indietro al molo di propriet dei Purcell.
Roger,  fondo otto miglia. E andata...
A met strada Michael chiese cosa contenessero le casse.
Objets d'art. Manufatti da vendere. Anzi spieg Roger,
erano gi stati venduti,  per questo che me la sono presa.
Mi dispiace proprio, Roger, ma  gi un miracolo che abbia recuperato quei due.
I nostri clienti non sono comprensivi. Non saranno molto contenti...
Per un attimo Michael si stup che l'ingratitudine di
quelle persone coinvolgesse anche lui, ma non fece altre
domande. N tocc l'argomento Lara. L'aveva seguita fino
al regno della morte, l dove l'aveva condotto l'incontro
con il defunto pilota. In quell'oceano, pens, in quelle tenebre non aveva amici.
All'arrivo Hippolyte lo riport al negozio per sub. Roger
era sbarcato all'attracco dei Purcell. Il trinitiano, giovane
e inesperto nell'ormeggio, fece un po' di confusione sul
molo. I due bambini che aveva lasciato in negozio erano
ancora l, addormentati. Rimase ancora a lungo ad aiutare
Michael a togliersi la muta e controllare i compressori.
Poi prese per mano la sua marmaglia e spar nella notte.
Michael percorse il tragitto fino all'hotel in una sorta di
disperazione. Desiderava stare con Lara pi di ogni altra
cosa. Allo stesso tempo sentiva di averla persa. Lei lo aveva
lasciato in un mondo diverso da quello che erano destinati a condividere.
Salendo le scale di servizio si imbatt in Liz McKie, la giornalista.
Dove sei stato, Michael? Fuori sulla scogliera?
Scherzi?
Ho sentito una barca... Mise sfacciatamente una mano sull'orecchio. Sembri bagnato...
Michael scost la testa. Ero... ero in acqua. M' venuta voglia...
Non mi dire...
Ho sentito i tamburi tutta la notte devi Michael.
Ce ne sono stati un sacco certo,  il retirer per John-Paul
Purcell. Lo celebrano all'albergo. Lara non te l'ha detto?
Mi ha accennato qualcosa...
Non ti ha parlato dell'hotel?
Non so nulla dell'hotel. Non ci sono mai stato.
Liz lo fiss, agitata e confusa. Gli occhi erano pieni di
paura ed eccitazione. Senti Michael, dimmelo: cosa sta succedendo eh?
Non ne ho idea, davvero.
Moriva dalla voglia di chiederle se aveva paura delle storie
e del popolo di cui stava scrivendo. Poi lasci perdere.
Liz gli sorrise come se fosse dispiaciuta per lui e se ne
and. Quando Michael arriv alla terrazza dell'albergo
trov un brulichio di soldati. Alla reception non c'era nessuno.
Un paio di militari si passavano una bottiglia di rum
d'annata, scolandosela di nascosto con gesto distaccato.
Non avendo altro da fare Michael and in camera, e senza
accendere la luce si sdrai sul letto. Il ritmo dei tamburi era
mutato, sembrava che ce ne fossero quattro che si inseguivano
a vicenda, incessantemente. L'oceano che si scorgeva
dalla finestra non prometteva una bella mattinata.
...
.
...
Capitolo 18.
...
.
...
Il tempio, l'hounfor dove Lara danzava, annesso alla loggia
massonica, era fatto di rami e foglie. Al centro, dal
suolo fino al tetto, si snodava il sinuoso palo a forma di serpente,
il poto mitan. Intorno a esso Lara e una ventina di
serviteur imparentati alla famiglia Purcell eseguivano il
ballo rituale per riavere John-Paul.
Erano di fronte a un muro di foglie e rami provvisto di
nicchie dove si conservavano delle bottiglie dipinte, decorate
con paillette e aculei in stagno. Questi govi contenevano
le anime, sia di vivi che di morti. La luce del fuoco si
rifletteva sul fogliame lucido e fitto.
I tamburi riecheggiavano senza sosta per John-Paul,
ognuno racchiudeva il proprio spirito: ogan di ferro e
ottone, e maman, petite, rouler, seconde. Quattro fuochi ardevano
intorno al poto mitan, che custodiva il serpente astrale,
Dambala. Il suono chiamava all'appello Papa Legba, il
loa dei crocevia, e Baron Samedi, il loa dei morti. I tamburi
proseguirono tutta la notte e Lara danz con loro quasi
tutto il tempo.
Di tanto in tanto la mambo, che portava il vestito rituale
ornato di un vever del dio, le offriva del rum. Lara danzava
vicino alla parete di vetro dipinto, rivestita di fiori, varie
piante consacrate a diverse forze, il cespuglio di buganvillea
e il melo verde per le forze del bizango che John-Paul
aveva onorato, poi il frangipani, la pianta dell'uccello del
paradiso, la clusia rosea e il mirto. Il rada richiedeva svariati
fiori, il petro altri. Per Marinette una cordia sebestena in
fiore. Ma soprattutto Lara attendeva, e insieme temeva, la
comparsa di Marinette.
John-Paul pregava, se sei tornato dal mare e ti sei salvato
dalla Guine, fa' che Marinette mi restituisca l'anima!.
Dall'interno dell'edificio qualcuno le url qualcosa. Era
una donna di nome Hilda, rimasta dentro con due milicianos
colombiani. Lara si allontan dalla luce del fuoco per
ripararsi nella penombra dell'hotel. Hilda la prese per le
spalle.
Figlia mia, sembri drogata! le disse.
Lara storn lo sguardo. La donna la incalz, cercando di
fissarla negli occhi.
Ti piace, eh? Spero che El Trip ti abbia detto cosa succede
se provi a ingannarci... Spera solo che le tue infami
spie ti aiutino!
Uno dei milicianos disse qualcosa in spagnolo. Fino ad
allora non aveva che ripetuto Hay que matarlos!, insistendo
senza tregua.
Trip ha un debole per te le spieg Hilda. Crede che
sei andata a letto con El Caballo. Intendeva Castro. 
vero? E t'ha regalato uno smeraldo? Hai scopato con quel
figlio di puttana?
 successo tutto cos in fretta fece Lara.
Poi torn indietro senza che nessuno la fermasse. I tamburi
continuavano a rimbombare, i fuochi si stavano spegnendo.
Riprese a danzare all'irrompere delle prime luci
sul Morne. Mentre danzava intravide Roger Hyde avanzare
sul bordo della pista di fortuna insieme a un servitore.
Il ragazzo portava due bagagli, uno per mano: un baule
rettangolare di acciaio e il cilindro di metallo nel quale
Lara aveva nascosto la collezione di arte insulare della
famiglia.
Roger, diretto all'albergo, la chiam.
Lei scuoteva la testa e lui chiese in creolo alle persone
che stavano con lei se fosse in trance, in estasi. Gli risposero
eccitati, parlando tutti insieme: Non ancora, non
ancora.... Ma presto sarebbe successo.
La mambo le offr un sorso di rum puro, ne prese un po'
anche per s e premette il vessillo intarsiato di Erzule dell'abito
sulla fronte sudata della donna. Poi con quel tessuto
copr la faccia di Lara, quasi soffocandola nel rum e nel
profumo altrettanto puro. Un dio, Ghede, narrava una
storia comica sul furto del profumo grazie all'astuzia del
bizango. Tutti battevano le mani al dio, che sollevava l'alto
cappello. Tutti ridevano. Una donna imitava la voce di un
vecchio. Lui, o lei, aveva l'ambizione di descrivere la Guine.
Baron Samedi. Baron Kriminel.
Lara continuava a danzare, bench non fosse sotto l'influsso
del dio. Era alla ricerca dello spirito del fratello e
del proprio nel tamburo. La mambo seguiva le sue mosse
come una levatrice. Rideva. Doupkla disse a Roger.
Marassa. Gemelli!
Merde replic astioso Roger, il che fece ridere di cuore
la mambo.
Qualche miliciano colombiano usc con delle torce. Sempre
di pi i colombiani usavano i propri connazionali per
la sorveglianza, non si fidavano dei locali. I milicianos ordinarono
a Roger e Lara di entrare in albergo. Lara cerc di
continuare a danzare ma Roger la prese con forza per
mano e la port dentro.
Tutto okay, tesoro le disse. Lasci la presa e si incoll
a una bottiglia di Barbancourt che stava su un tavolo.
Come tutto okay? chiese Hilda. Qua vedo due bagagli.
Ne aspettavo tre...
Le guardie si comportavano come soldati meccanici.
Prepararono i caricatori, si guardarono alle spalle e fecero
roteare le armi spianate.
Hay que matarlos! esclam uno. Disprezzava i negros e i
bizzarri blanquitas.
Che c', pelandrone d'un Roger? domand Hilda.
Que minchias tienes?
Un amico di Lara ha fatto l'immersione... Quello che
abbiamo recuperato  stato... Si ferm in cerca di una
parola, sorridendo appena ... un vero miracolo.
Lara osservava quella donnina graziosa intrattenersi con
Roger. Di colpo la sua delicata espressione, trattata a colpi
di botox, si era trasformata, mutandosi in un volto scimmiesco
e idrofobo, ingordo. Oppure in una sua imitazione,
con un'ingordigia finta ancora pi orrenda di quella
reale. Roger, spaventatissimo, stava calmo. Lara si avvicin
per stargli a fianco.
Roger pos il bottino su un tavolo di mogano della sala
riunioni, tir fuori le chiavi e apr le serrature.
Hilda si mise comoda, frug nella sua borsa ed estrasse
qualcosa di simile a un blocchetto per le ordinazioni.
La prima cassa era divisa in scomparti contenenti smeraldi.
In alcuni di essi c'erano esemplari tagliati, provvisti
di schede d'accompagnamento che indicavano il peso e la
variet di ogni pezzo. Alcuni scomparti contenevano pietre
sciolte, all'apparenza non tagliate.
Il secondo contenitore cilindrico era stipato di fogli
aggrovigliati, fradici, agglutinati in un'unica massa a causa
dell'acqua del mare penetrata nel tubo.
Allora chiese Hilda a Roger, que pasci?.
Erano di Lara spieg Roger a Hilda, scuotendo l'acqua
dal tubo. Per lo pi acquerelli. Maneggi ed estrasse
parte dell'involto zuppo. E qualche tela. Opere isolane.
Erano miei disse Lara. E di John-Paul...
Hilda la guard senza parlare.
Bene comment infine, graziosi eh? Arte... mi piace.
Fuori l'ogan di ferro e ottone incitava i tamburi del rada
a seguirlo. Il ritmo era irresistibile. Un uomo urlava con
voce di donna. Lara tentava di separare i bordi dei disegni,
cercando intanto di riconoscere la voce del fratello.
Bene, ragazzi fece Hilda, quello che dite di aver
perso  l'unico che bisognava recuperare. Ecco la tragedia....
Mi assumo tutta la responsabilit intervenne Roger.
Hilda lo squadr.
Non prendermi per il culo, bello. Senza offesa.
Credevo che il mio compito fosse recuperare la roba
prima che ci mettessero le mani gli americani e i loro
amici fece Roger. Controllano gi la capitale.  stato un
bel rischio...
Hilda si attorcigli come se stesse scacciando quelle
argomentazioni.
Michael, l'amico di Lara, c'ha quasi lasciato le penne.
Fantastico! Ma tu, io e quel tipo e pos la mano su un
miliciano siamo responsabili... capisci che dico?.
Sistemer tutto io replic Roger. Sistemeremo tutto
fra noi.
E se quella merda appare a Miami?
Non apparir da nessuna parte, Hilda. E bella che spacciata.
L'ho tenuta d'occhio io.
E se il tipo l'ha presa? Forse  tornato gi a pigliarla.
Quelli setacceranno il fondale, Hilda. Recupereranno
l'aereo. In qualsiasi momento.
Scese il silenzio. Un danzatore giunse alla finestra del
santuario e sollev un cartellone mostrandolo a tutti. Raffigurava
un cuore rosso con una stella nera al centro. Lo
muoveva al ritmo dei tamburi.
E dov' il sub? E chi  'sto Michael? chiese Hilda. Perch
non  venuto?
Non  venuto perch  solo amico di Lara. E un professore,
 il suo compagno. Non sa nulla di noi. N ci tiene.
E meno sa meglio .
Ha paura di venire concluse Hilda.
E tu non l'avresti? le chiese Lara.
L'uomo continuava ad agitare il cartellone con il cuore
stellato davanti a loro come se fosse un segnale, l'annuncio
di qualcosa di imminente. I tamburi risuonavano.
Fatelo venire sentenzi Hilda. Che mi racconti
tutto.
Hilda intervenne Roger, se ti stessimo fregando,
credi che combineremmo tutto 'sto casino per farlo? L'aereo
 in fondo al mare. Se l'avessimo lasciato l, tu non
avresti un bel niente.
L'uomo con la stella e il cuore prese a battere alla finestra
per attirare la loro attenzione.
Ma chi cazzo ? strill Hilda. Un miliciano gli fece
segno di andarsene.
 Ghede spieg Lara. Il dio.
Dopo un attimo Hilda continu: Ditegli di venire, a
questo Michael. Ditegli di venire, che me lo dica in faccia
che ha perso i miei beni!.
Roger diede un'occhiata a Lara e poi disse: Non verr.
Tu lo faresti?. Guard l'orologio. Senti, devi andartene.
Gli americani con la loro polizia verranno qua.
Tu lo speri disse Hilda. No, caro mio. Mandamelo
qua. Voglio che mi racconti com' andata.
Tutti guardavano Lara.
Va bene fece lei. Poi tir fuori dalla tasca una fiche di
roulette e la diede a Roger. Per questa verr.
Ecco come funziona, Roger comment Hilda. Pi
parliamo e pi ci allontaniamo da quel maledetto aereo.
Per questo voglio incontrare il vostro sub.
Roger guard la fiche. Hilda, se potessimo recupereremmo
anche il pilota e l'aereo. Sfortunatamente non 
possibile.
Fa' del tuo meglio gli disse la donna.
Fuori dalla finestra Ghede danzava per loro.
...
.
...
Capitolo 19.
...
.
...
Michael riusc ad andare a letto prima dell'alba. Si era
quasi addormentato quando il mattino illumin i cannicci
della stanza, una brezza scosse la zanzariera intorno al
letto. Gli uccelli trillavano, un tintinnio di monetine false
che raccoglieva le proprie forze nel luogo che vide protagonisti
i tamburi. Prestando ascolto un po' pi attentamente
si accorse che i tamburi erano ancora l: flebili in
mezzo ai suoni dell'alba ma immancabili. Fuori sull'oceano
un imponente ammasso nuvoloso si stava avvicinando,
loricato e merlato, di un bianco trionfale. Dinanzi alla facciata
di quella fortezza, se si guardava con gli occhi giusti,
gli occhi di Lara, era possibile scorgere i poteri dell'isola
rintanarsi nelle foreste verde cupo, nei propri pensieri,
gi sotto la superficie della Guine.
Michael aveva atteso il mattino, ma adesso nella luce del
giorno era nervoso, la penombra a strisce filtrava nella
stanza. Mentre sedeva nudo sul letto, la testa fra le mani,
sent bussare. C'era d'aspettarselo, pens. Si mise i pantaloni
e and ad aprire: un ragazzo alto e ossuto, in jeans
bianchi, il berretto dei Dolphins al contrario, gli consegn
una fiche, numero 00, due ovali color verde foglia, la fiche
cruciale del Caribe Hilton... La notte prima? La notte
prima di questa? Prima di questa? Cosa ho vinto?
Con il senso tragico tipico dell'isola il ragazzo aspettava.
Non tanto di avere una ricompensa, pensava Michael,
quanto di vedere una reazione. In ogni caso la sua commissione
non era finita.
Signora dice che ritorni.
Cosa ho vinto? chiese Michael.
Dice tu ritornare. Ritornare. Tutti dicono. Arrabbiati
con te.
La fiche 36 era nella tasca dei suoi pantaloni e successe
che la diede al ragazzo da portare a Lara. Il numero magico
vince. Smeraldi sventurati.
Mise l'altra fiche in tasca, chiese al ragazzo di aspettarlo
e richiuse la porta. Quando fin di vestirsi e usc, si trov
davanti la giornalista McKie. Il ragazzo mandato da Lara
era sparito. C'erano degli stranieri. C'erano dei bianchi e
parecchi soldati del governo.
La scorsa notte hai fatto un'immersione gli disse dolcemente
la donna. Come se fosse una trappola e lei fingesse
ammirazione.
Lui scosse la testa.
Hai preso il bottino?
Piantiamola... le disse come si rivolgesse a una bambina
di scuola elementare che lo infastidiva. Questo atteggiamento
la irritava. Si guard intorno per vedere chi li
ascoltava. Michael si stava chiedendo dove fosse finito il
ragazzo con la fiche.
Caro il mio sub, permettimi che ti racconti qualcosa. Si
tratta di un Iran Contra in piccolo. Abbiamo assistenti di
senatori, gigantesche trame della destra, l'intera lobby dei
colonnelli argentini, e legami con la morte di Allende e la
coca. E la tua ragazza - perch lei  la tua ragazza, no? - la
tua ragazza segue le attivit di famiglia sull'isola. Afferrato?
Per! esclam Michael in tono beffardo. Santo cielo!
Porca miseria!
Sei un pazzo, merda! Un maledetto pazzo. Sei coinvolto
in contrabbando e cospirazione. Finirai in un carcere
dell'isola. Vogliamo parlare del sangue sui muri? Vuoi
vedere le formiche che se lo mangiano? E poi ti farai la
prigione federale, se i milicianos non ti danno prima in
pasto alle loro scimmie ragno...
Ma non c' stato un incidente?
Mia cara testa di cazzo! Simpatica testa di cazzo! Lo so
io come stanno le cose. Se parli con me ti toglier dalla
merda. Conosco la situazione, ce la caveremo insieme
senza problemi. I federali non ti molleranno. Quelli dell'isola
non ti molleranno. I milicianos poi, sta' sicuro, non ti
molleranno.
Due bianchi, americani, si avvicinarono, uno di loro
camminava molto pi rapidamente di quanto si facesse
qua, con tutta quella calura.
Ok disse Liz, uno  della Narcotici, dalla capitale, l'altro
 il console di qua. Se parli con me non dovrai parlare
con il tipo della DEA....
Che ne  del tuo amante? le chiese Michael.
Chi? Colpita! Chi, Junot?
Il console americano si comportava in maniera sprezzante
e sfacciatamente professionale, un esperto di svariate
zone, sprecato quaggi. Anche solo a tendere una mano.
Si chiamava Scofield. Era acido verso la McKie e non si
rivolgeva mai all'uomo della DEA, che si chiamava Wallace.
Michael ne dedusse che non si erano mai incontrati
fino a poche ore prima.
Racconta ai signori cosa fai, Michael gli disse Liz.
Michael spieg agli americani che insegnava inglese a
Fort Salines. Non avevano mai sentito quella cittadina.
Wallace lo trattava come un delinquente agli arresti. Si
avviarono verso il mare.
Chi c' nell'aereo? chiese l'uomo. Un cittadino americano?
Non ne ho idea rispose Michael.
Il tono sembrava offensivo nei confronti di Wallace. Per
un attimo Michael credette che per la sua impertinenza si
sarebbe meritato un'imitazione effeminata. Oooh... non ne
ho idea. Sarcasmo da sbirro per tenerlo buono al suo posto.
No? Forse per sa cosa c'era nell'aereo...
Michael si aspettava che qualcuno menzionasse il negozio
per sub ma nessuno lo fece. Voltando dentro il Carenage
in direzione del porto, passarono davanti al giovane
che aveva portato la fiche a Michael. Se ne stava ai margini
di una folla radunata l aggrottando le sopracciglia. Stavano
transitando jeep piene di truppe locali.
Il console Scofield li port su un'imbarcazione ormeggiata
della guardia costiera dell'isola. Una volta dentro si compose
in una posa politica e si present in modo formale.
Su consiglio del viceconsole Wallace, ho chiesto ai cittadini
americani di scendere al porto. Naturalmente c'
stata una tragedia: un aereo  sparito e abbiamo alcune
testimonianze oculari di un'esplosione avvenuta due notti
fa. Sulla base di queste scarse indicazioni non siamo stati
in grado di fare molto, anche se abbiamo individuato
quello che riteniamo il luogo dell'incidente. Il viceconsole
Wallace desidererebbe che qualcuno di voi fosse presente
durante le operazioni di recupero.
Vengo io! esclam Liz, alzando la mano come volontaria.
Wallace e Scofield si scambiarono un'occhiata. Il console
alz le spalle.
Noi gradiremmo che Mister Ahearn venisse con noi disse
Wallace. Soprattutto Mister Ahearn. E nostra convinzione
che ci possa aiutare.
Michael cerc di capire cosa intendesse l'uomo della
DEA con quelle parole. Per quello che ricordava, non
aveva danneggiato l'aereo aprendo i portelli o lasciando
qualche prova scottante. Nessuno aveva avanzato domande
su un'immersione, tranne la McKie, che manteneva il
proprio entusiasmo.
Non capisco perch dovrei andare laggi ribatt
Michael.
Ah no? fece Wallace. Riteniamo utile la sua presenza.
Magari come testimone quando recupereremo il corpo.
Pensiamo che lei ci sar estremamente utile.
Di fatto intervenne il console Scofield sarebbe una
collaborazione a tutti gli effetti. Le saremmo grati. Questioni
burocratiche....
Guerra psicologica spieg impassibile la McKie a
Michael. Ti vuole con s per intimorirti.
E devo andarci? chiese Michael.
Se non lo fai potrebbe crearti delle grane...
Ma tu mi potresti aiutare.
Forse. Ma potrebbe anche mangiare la foglia e andare
a dare un'occhiata al negozio per sub. Tu eri laggi la
notte scorsa, vero?
Michael guard altrove senza rispondere. L'imbarcazione
part, super il grazioso porticciolo e giunse ai bordi
della scogliera, o almeno a una sua propaggine, quella che
si estendeva dalla base dello svettante Morne fino alla
Fossa di Puerto Rico, otto miglia di terrazze digradanti che
terminavano nel punto pi profondo dell'Atlantico, da
polo a polo. Ed era laggi che la terza cassa dell'aereo
stava inesorabilmente scendendo poco a poco. Cos almeno
sperava Michael.
L fuori il console Scofield protestava col timoniere
della motovedetta costiera palesemente truccata.
Doucement ordinava parlando sopra il rumore del
motore, doucement, mon ami.
L'uomo al timone, ridendo amichevolmente, rallent
un po'. Wallace fissava Michael, che stava in equilibrio in
un piccolo tramezzo di poppa accanto a Liz. Teneva in
mano la fiche verde.
E questa dove l'hai presa? gli chiese l'insaziabile giornalista.
Souvenir o altro?
Michael alz le spalle.
Sui bordi della scogliera, dove l'aereo era precipitato,
un barcone solitario, con una gru arrugginita dal telaio ad
A, stava affrontando le onde in aumento. I timonieri resistevano
con le loro barche alla marea crescente.
I sommozzatori della guardia costiera avevano calato e
fissato il sistema d'illuminazione della gru. Mentre la nave
degli americani si avvicinava, un giovane sul barcone, un
isolano, dirigeva le operazioni. In acqua c'erano due sub,
sembravano due blanc. Il responsabile fece un segnale al
manovratore della gru.
Ha fatto cos anche prima spieg Liz a Michael. Si 
fatto un'idea precisa di cosa c' l sotto.
Michael, che lo sapeva, respir a fondo. La gru si mise in
moto. Tutti attendevano la riemersione.
Dopo circa un minuto l'acqua azzurrognola prese a vorticare
e a intorbidarsi. Un barattolo di lubrificante raggiunse
la superficie. Uno degli operai del barcone inizi a
berciare in creolo. Michael credette di scorgere un'ombra
sul versante pi fondo della linea della scogliera. Si proteggeva
gli occhi dal sole calante.
Allora una specie di creatura emerse in superficie a
pochissima distanza dalla barca. Era una cosa enorme,
ingombrante, dalla foggia bizzarra ma assolutamente, cos
pens Michael, viva. Aveva antenne, chele, aculei e una
coda. Era circondata da pesci, pesci di una tale variet e in
numero cos illimitato che in quel momento una dichiarazione
sulla scomparsa della fauna ittica e sullo stato di
abbandono e di morte della scogliera sarebbe apparsa
assolutamente credibile. Pesci chirurgo, pesci farfalla e
labri. E c'erano gamberetti attaccati al corpo principale
della creatura, non cedevano.
Alla sua comparsa in superficie Michael si disse che le
dimensioni di quella cosa erano il fatto pi incredibile.
Niente di tutto ci che viveva sul fondale, niente di immaginabile
possedeva tali caratteristiche. Niente si presentava
circondato da pesci in quel modo, assalito da gamberi,
avvolto in una specie di gelatina dai riflessi arcobaleno.
Non si ferm subito tutto in superficie. Qualunque cosa
fosse mostr la maggior parte della sua lunghezza al
mondo aereo, poi si gir. Gli operai del barcone e delle
altre imbarcazioni, i blanc e tutti gli altri lo videro roteare
sul pelo dell'acqua. Salt sulla superficie come se cercasse
di sfuggire a un predatore, zigzagando, sfrecciando qua e
l. Emise un rumore che ricordava lo spetezzare di un centinaio
di palloncini sgonfi da un penny.
Sopra il barcone uno degli operai sul ponte grid in
creolo e tutti si voltarono. Url di nuovo, ripetendo la stessa
parola. L'uomo al timone della barca di Michael si tolse
il berretto dai galloni dorati.
Che roba ? chiese il diplomatico.
Un tizio che galleggia... rispose Wallace.
Allora Michael si rese conto che la gelatina arcobaleno
era una chiazza d'olio, che i pesci e gli altri animali stavano
divorando quella creatura. Per una frazione di secondo
sent la brezza leggera della follia. C'era una specie di
faccia, Michael la vedeva, e poi una testa e un corpo. Andavano
ben oltre ogni immaginazione. Saltavano come enormi
sugheri nell'acqua sabbiosa al di sopra della barriera.
Erano i resti del pilota, della cui esistenza postuma
Michael pens di aver visto a sufficienza. Gir la testa
altrove. Allora si accorse che anche il cinico Mister Wallace si era trovato un altro angolo dove appuntare il proprio sguardo da sbirro. Gli isolani si fecero il segno della croce, Michael li imit, in riconoscimento del fatto che la Guine aspettava molti di coloro che operavano sul mercato: pescatori, emigrati, contrabbandieri e sommozzatori, trafficanti e poliziotti, tutti un giorno si sarebbero avviati alla Guine, in fondo alla fossa in fondo al mondo. Anche per Liz McKie, che si dedicava semplicemente alle informazioni nel mondo, soprattutto per lei la Guine spalancava le sue fauci. Anche Liz preg.
...
.
...
Capitolo 20.
...
.
...
Quando ci che restava del pilota venne ricomposto con
dignit e depositato al Mennonite Hospital, il viceconsole
Wallace ricondusse tutti quanti in albergo. Era ansioso di
mettersi in contatto col colonnello Junot del nuovo Esercito di difesa nazionale.
Ci sar un'indagine della polizia spieg il viceconsole.
E apprezzeremmo molto se tutti quanti si mettessero a disposizione delle autorit.
Il console Scofield sembrava interessato soprattutto al proprio rientro nella capitale.
Dov' il colonnello Junot? chiese Michael a Liz. Dalla
terrazza dell'hotel che dava sulla costa aveva scorto il giovane mandato da Lara la mattina.
Non ne ho idea rispose la giornalista. A differenza di
quanto credono tutti, il colonnello e io non siamo indivisibili.
Michael si alz. Il console e il viceconsole, che sembrava
avessero qualcosa da dirsi, lo osservavano da un altro tavolo.
Vado disse Michael.
Cosa? fece Liz. E dove?
Forse a dormire.
Sopraggiunse il console americano che salut Liz cordialmente.
Lei ricambi.
Sono certa che vorr tornare nella capitale con la luce
del sole, signor console.  meglio che la polizia le dia una
scorta.
Dopo il colpo di stato spieg la donna a Michael, ci
sono posti di blocco in fiamme. Li chiamano Pre Lebrun
e sono il corrispondente dei neckiacing in Sud Africa. Chiedi
al vecchio Van Dreele. Certi locali non si fanno impressionare
dalle targhe diplomatiche. E se ne fregano del
buon vecchio zio Sam.
Stavo proprio per chiederti questo fece il console.
Credevo che tu avessi visto il colonnello.
Liz sospir. In poco tempo procurarono una macchina
per il diplomatico.
Lei  un amico di Lara Purcell? chiese a Michael
prima di andarsene.
S rispose l'uomo senza pensarci troppo.
Le porga i miei migliori saluti disse Scofield. Le dica
che ci manca. E la persona pi affascinante dell'isola.
Glielo dir.
Salendo di sopra Michael accenn al ragazzo dell'hotel
che stava per partire ed entr in camera. Prima di infilare
la chiave Liz irruppe dentro e gli si avvicin.
Dio mio! comment lei vai alla sua ricerca!.
Michael inizi a negarlo senza convinzione.
Cazzate! Sei sceso nell'aereo. Hai preso tutto, eh? A lei
non serviva una risposta. Quella fiche viene da lei,  cos?
Torni da lei.
Michael prese a ficcare un po' di roba nella borsa a tracolla.
Ma allora non capisci, professore? Questi tipi della milizia
colombiana sono spietati. Fanno fuori chiunque. Credi
che toglieranno il disturbo e ti lasceranno vivo? E credi
che quella mignotta di lusso ti dar una chance? Ammesso
che la lascino viva?
Non so nulla dei colombiani. Stanno comprando l'albergo.
Avranno le loro buone ragioni...
Liz era in piedi sulla soglia e punt una mano sulla porta
per bloccargli il passaggio.
Le loro buone ragioni?!? strill ripetendo quell'ingenua
espressione. Perch non vedi in che merda sei? Wallace
ti beccher. T'inchioder con un atto d'accusa per
tutta 'sta faccenda...
Mi hai parlato del bastone disse Michael chiudendo la
cerniera della borsa. Adesso parlami della carota...
La giornalista sembr calmarsi un po'.
La carota, Michael? La carota sei tu che ci fornisci tutto
quello che sai dell'operazione e dei suoi nessi politici. Per
non parlare dei nessi accademici... Ti tiro fuori io da questa
grana. Ti procuro gli avvocati. Ti garantisco l'immunit.
Fece una pausa, cercando di pensare ai vantaggi non
menzionati, oltre all'immunit. Ma l'hai visto quel pilota?
continu. Non vedi com' orrenda la morte?
Adesso facciamo i filosofi, Liz?
La donna si fece da parte.
Sei proprio una testa di cazzo... concluse lei. La storia
che scrivo  un servizio pubblico...
Il ragazzo dell'albergo lo stava aspettando fuori.
...
.
...
Capitolo 21.
...
.
...
Percorsero la strada su uno dei vecchi gipponi turistici
dell'albergo. Il mezzo era in pessimo stato ma funzionava
ancora. Il ragazzo, che si chiamava Christian, guid fino a
una curva a gomito, poi al termine di essa scesero e iniziarono
a camminare in direzione dell'oceano.
Tutt'intorno crescevano pini striminziti, mogani e schefflere.
Nonostante i freschi effluvi il suolo era arido. Dopo
aver macinato qualcosa come un miglio lungo il sentiero
giunsero a una cancellata di filo spinato, formata da alti
noci. Non c'era quasi pi un alito di vento.
Degli uomini in tenuta mimetica si avvicinarono.
Michael vide che non erano isolani ma magri meticci: a
quanto pareva i colombiani di cui aveva tanto sentito parlare.
Controllarono la borsa e il passaporto.
Christian si rivolgeva loro in un fluente spagnolo, spiegando,
per quello che riusciva a capire Michael, che qualcuno
- cio lui, Michael - era in viaggio. Qualche minuto
dopo arrivarono in un campo aperto, una pista di fortuna
con un hangar e una specie di dormitorio, cos sembrava.
Da qualche parte stavano percuotendo l'ogan, il tamburo
di ferro dei rituali. Qualcuno cantava.
Wete mo danba dio gli disse Christian.
Proseguirono. Delle capre brucavano canne spoglie e
erba ruvida in mezzo agli steli smembrati. Ogni tanto alzavano
la testa lanciando uno sguardo saggio e crudele.
All'altro capo della pista delle persone sedevano nell'ombra
tardopomeridiana, radunati intorno alle loro case
in stile haitiano e alla strana mole sacra dell'hotel coi
colonnati e la torre. Un altro tamburo incalzava il ritmo
dell'ogan.
Michael cercava di stare al passo con Christian quando
sent un trillo acuto, quasi un urlo. Scrut tra le canne
recise e vide Lara corrergli incontro. Agitava un fazzoletto
rosso sopra la testa.
Si ferm per aspettarla. Lo stava chiamando. Due milicianos
colombiani si alzarono, sembravano intenzionati a bloccarla,
poi non si mossero. Lara lo prese per mano e lo condusse
gi per la strada che portava all'hotel e all'hounfor.
Sono con mio fratello! gli annunci. Michael le mise
un braccio sulla spalla. Sembrava pazza, forsennata.
Vedi, Michael gli disse, vomitandogli addosso le parole
mentre si avviavano all'hounfor, sono di nuovo con
John-Paul! Adesso staremo insieme!.
Della gente usciva dalle case col tetto di paglia, dove si
era rifugiata per spiarli.
Avanti, Michael gli disse,  la cerimonia del retirer.
Wete mo danba dio! Per John-Paul. Lo teneva per un braccio
con una presa molto forte. Michael,  venuto per me.
Dalla Guine. Dal fondo dell'oceano. Ma bisogna aspettare
Marinette:  lei la custode della mia anima.
I capelli di Lara erano sporchi e striati di cenere, paglia
e insetti vivi e morti.
Certo, tesoro la confort.
E tu, Michael, ce l'hai un'anima, eh? Ce l'hai un petit
bon ang?
 cos che si chiama?
Noi la chiamiamo cos replic. Ed  qua...  qua per
te...
Dolcemente Michael le fece superare il crocchio di
gente davanti all'ingresso dell'hotel. Un tempo c'erano
state delle porte, adesso c'erano solo fredde ombre avvolgenti.
Nella sala riunioni vide Roger Hyde in compagnia
di una donna di mezza et e di un paio di milicianos. La
donna guardava altrove. Era vestita da citt e non aveva l'aspetto
di una devota.
Apprezzo la tua presenza lo accolse Roger. Hai fatto
la cosa migliore.
Michael si disse che c'era pi forza persuasiva nella
prima frase che nella seconda.
Ma che bel fusto! esclam Hilda. Nessuno ti ha mai
detto che potresti fare l'attore?
No, nessuno... rispose Michael. I milicianos squadrarono
Hilda.
Naturalmente sto scherzando... Come ti chiami?
Michael? Sto scherzando, Michael...
Be' replic Michael, ho avuto tempo per una doccia
e il resto... Per togliermi di dosso il sale....
Togliersi di dosso il sale... ripet Hilda. C'era sangue?
Il tipo non era coperto, ecco, dal sangue? Per l'impatto?
Mentre Michael cercava di farfugliare una risposta, da
fuori i tamburi e Yhounfor esplosero in un rimbombo
trionfante. Lara non era pi al suo fianco. In un attimo la
sent l fuori.
Sta pronunciando il nome del dio spieg Roger.
Che ragazza carina, proprio una ragazza carina, gi
comment Hilda. Fate una bella coppia, voi due.
L'ho pensato subito intervenne Roger, appena li ho
visti insieme.
Allora, Michael, che  successo? chiese Hilda. Cosa
hai combinato laggi col nostro aereo? rise come se fosse
una buffa situazione. In mezzo a tutto quel buio e quell'umido...
che  successo?
 stato pi facile del previsto... non  stato difficile...
Che hai fatto laggi, Michael?!? lo interruppe la
donna urlando e protendendo la faccia da stracciona, incipriata.
Chi t'ha detto di andarci?!?
Lara rispose. Dirlo in quel modo lo fece sentire uno
spione.
Lara... ripet Hilda. E come facevi a sapere che l'aereo
era caduto?
Me l'ha detto lei. E venuta in albergo.
 venuta nel tuo albergo per chiederti di immergerti in
cerca di un aereo precipitato? E tu subito...
Ero pronto a farlo.
Hilda lo scrut.
L'amore, eh? L'amore fa fare delle follie, dico bene?
Michael annu.
La donna chiese a uno dei milicianos colombiani che
erano con lei se credeva che l'amore facesse fare delle follie.
Il soldato ci pens un attimo.
Claro que s fu la risposta.
Ma certamente! conferm Hilda. Menzogne, furti e
frodi. Ecco qua. Giusto, Michael?
I primi due contenitori non sono stati un problema.
Forse sono stato disattento... Nella sala aleggiava una
certa tensione. Roger si raddrizz e si mise a fissare il pavimento.
Hilda divent pi seria.
Disattento... ripet Hilda scuotendo la testa. Michael
cap che non doveva autoaccusarsi. Disattento...  una
brutta cosa, Michael.
Ma non credo di esserlo stato! Ho eseguito tutto nel
dettaglio.
Intravide Roger fare un sospiro di sollievo. Si sentiva pi
tranquillo.
Un mio amico dice gli spieg Hilda che quando si
sbaglia qualcuno deve pagare. Vale per te come per me....
Ha fatto del suo meglio intervenne Roger. L'ho visto
io lanciarsi a recuperare il carico, ma quello se n' andato
con la corrente... In ogni caso continu, riempiendosi un
secondo bicchiere di rum, possiamo rimediare. Lo appianiamo
in un paio di mesi d'affari.
Sono altri ad aver sbagliato... fece Hilda.
Tutti sbagliano puntualizz Roger.
Ma riprese la donna non vuoi sentire cosa gli  successo?.
Rise e disse qualcosa in spagnolo che fece sganasciare
i colombiani e ridacchiare a stento Roger.
Cos hai fatto del tuo meglio, signorino? E magari la
prossima volta ce la farai?
Sono stato attento replic Michael. Ho fatto del mio
meglio. L'ho inseguito...
Il suo appello era di una tale genericit da farlo preoccupare.
E io dovrei portare la croce? chiese Hilda. Dovrei
metterci la faccia per te? Beccarmi la patata bollente?
Si pu sistemare disse Roger.
Io replic Michael sono disposto a fare tutto quel che
posso per sistemare la faccenda.
Dai? fece Hilda. E lo faresti in America?
S rispose Michael.
Cazzo, fai bene a dirlo. Se pensi di poter tornare laggi
e dimenticarci, commetti proprio un grave errore, cazzo.
Se ci siamo rivolti a te, devi mantenere l'impegno.
S l'assecond Michael.
Sai continu Hilda, non sono mica come quei cabrones
che dicono America qua e America l. Ci ho vissuto
parecchio tempo. Vivevo a Rhode Island. Pu succedere
che gli americani mi vadano a genio. Alcuni.... Lo sguardo
pass da Roger a Michael, un'espressione da civetta,
comica e colpevole. Quelli belli, mi capisci?
Questi due sono adorabili disse Roger. John-Paul li
amava con tutto il cuore.
Su va'! ordin Hilda. Va', Michael! Va' a danzare!
Raggiungi la tua amica!
Quando furono fuori, in mezzo ai tamburi e ai serviteur
esausti, lo colp il fatto che Hilda e i suoi amici aspettassero
la notte - qualunque cosa succedesse loro sarebbe successa
tra poco. Le tenebre scesero velocemente, la notte
repentina di quelle latitudini. Lara gli sussurr all'orecchio:
Marinette! Marinette  qua!.
Fu quanto riusc a dirgli. Ore prima, secondi prima, era
caduta. Dopo la caduta non ebbe pi nozione del tempo.
Era precipitata nelle tenebre al principio del mondo, dove
l'unica luce proveniva dal serpente luminoso.
Dov' mio fratello? aveva chiesto.
Era insieme a Michael. Vide Marinette nella luce del serpente.
John-Paul?
Sorellina... disse John-Paul.
Lei avvert un'infinita tristezza e pianse. Deposit i due
govi contenenti le loro anime davanti al muro dell'hounfor.
Michael era al suo fianco.
Lara le chiese, cosa credi che faranno? Ci lasceranno
andare?.
Ma lei era oltre queste domande, adesso danzava con
una vecchia vestita di seta colorata e pizzo, un sigaro acceso
in bocca. La danza consisteva in una spirale, e quando
la vecchia completava il suo giro, emetteva un rumore
stringendo i denti. Sembrava una specie di sfuriata infantile,
ma pi intensa e selvaggia di quelle di un bambino. I
suoi occhi non erano spenti come quelli degli altri danzatori,
erano accesi e colmi di una rabbia fiera come il suo
urlo. Lara, che cercava di imitarla, di copiare i suoi movimenti,
nella propria condizione di spossatezza non riusciva
a starle dietro.
La vecchia, o il vecchio, qualunque cosa fosse, si toglieva
il sigaro di bocca e con un colpetto faceva cadere la
cenere come un attore. Gett la testa all'indietro e url
pi forte. Ci che le usciva di bocca poteva essere composto
di parole o puri suoni, Michael non riusciva a capirlo.
Istintivamente si spost.
Marinette! strill Lara.
Allora Marinette sembr individuarlo e ridergli in faccia.
Punt il dito e url. Poi distese all'infuori le braccia a
mo' di ali e gir intorno a Michael fingendo di essere un
insetto. Lara rideva.
Marinette lo abbracci. Lui rimase immobile, scosso
dall'odore di sudore che impregnava la seta insieme al profumo
di lavanda. Sul capo era posata una parrucca grigia,
sullo zigomo un neo dipinto. Gli abiti sembravano davvero
antichi, tirati fuori da una cassapanca, e lei con essi,
dalla stessa cassapanca o sepolcro. Michael seguiva i suoi
gesti e si accorse che aveva in mano un paio di cesoie
arrugginite. Gliele agitava sopra la testa, urlandogli in faccia.
Anche Lara urlava, in ginocchio. Gli altri serviteur le si
accalcavano intorno, tenendole dei panni rossi sulla testa,
fazzoletti e bandane. Marinette allora spar inghiottita dal buio.
Michael s'inginocchi e fece rialzare Lara. Aveva smesso
di urlare. Pos la testa sulla spalla dell'uomo. Non era mai
stata cos bella, si disse Michael.
All'improvviso un aereo sfrecci sopra di loro. A giudicare
dalle luci pens che fosse un modello di linea di
media grandezza, un DC7. Volava a un'altezza che gli
sembr poco pi di una trentina di metri. Dopo il suo passaggio
vide che molti milicianos si erano radunati ai bordi
dell'hounfor illuminato. C'era una dozzina o poco pi, a
occhio e croce, di fucili a tracolla. Gli sembr che ci fossero
anche molti isolani: seguivano dondolando il quieto
tambureggiamento succeduto alla scomparsa di Marinette,
battevano le mani delicatamente. Lara era aggrappata
a lui. La mambo, sorridente, le diede da bere un po' del
rum incolore. Lei lo scol come fosse acqua. Quando
tocc a Michael lui si strozz con meno di una sorsata.
Cerc di prenderla tra le sue braccia. Per confortarla.
Per farla riposare un momento. Chiss perch aveva
addosso quell'odore di abiti vecchi. La guard in faccia e
scopr che stava abbracciando Marinette. Quella rise, lo
sguardo d'intesa brillava trionfale. Inizi a urlare, una
sorta di lamento di scherno contro di lui, simile allo jodel.
La donna sput: si vedeva tutto il suo odio. Gli agitava in faccia le cesoie.
Lara! esclam Michael.
Qualcuno url in creolo.
Poi arriv l'ordine, calmo: Bacia le lame!.
Michael prov. Solo dopo avrebbe pensato che ci aveva
provato. Non poteva chiudere gli occhi di fronte a quella
figura nauseabonda e violenta che gli volteggiava davanti.
Strega! disse Michael. Lo url. La gente url. Poi inizi
a cadere. Rialzandosi vide di nuovo Lara: aveva girato la testa dall'altra parte.
Lara!
Era Lara, non pi Marinette. Era la sua Lara, pens, tornata
da lui, bella e intelligente, le gambe salde a terra, i
movimenti dell'atleta che ricordava. Portava due dei piccoli
orci decorati che stavano sugli scaffali della parete del
tempio. Si volt, gli stava di fronte dal lato opposto dell'hounfor.
Michael credette di sentire degli spari nella foresta buia
intorno a loro, in direzione dell'oceano. Adesso di fronte
a lui c'era un uomo alto, con un cappello a cilindro storto.
Portava una vecchia redingote e un gilet rosso ornato
di vever lavorati a maglia.
Michael gli disse Lara, questo  Ghede. Guarda cos'ha
per te.... I serviteur andarono da Michael come avevano
fatto con Lara, premendogli sul capo i loro fazzoletti e bandane
rosse. Si sentivano i tamburi battere. E per te,
Michael...
Allora si chiese se quella l fosse la Lara di sempre.
Di fronte a lui stava quell'uomo alto col cappello a cilindro,
sorridente.
Michael... esord Ghede. Michael... Micky...
Michael, questo  Ghede... gli spieg la mambo, offrendogli
il rum.
Michael, amico, bevilo... gli ordin Ghede. Poi spar.
Stando in ascolto Michael cap all'istante che i tamburi
parlavano a lui. Era cos evidente, pens: fin dal primo
momento che li aveva sentiti, molte ore prima, avevano
suonato scandendo le sue vicende. Non l'avevano mai
abbandonato. Racchiudevano frammenti della sua vita,
voci cifrate, a lui solo note. Nel ritmo della seconde poteva
riconoscere il proprio respiro contro il boccaglio come
doveva aver risuonato sott'acqua.
Oh Michael... gli disse Lara. Il nostro Ghede. Papa
Ghede. Il nostro gran Baron! Baron Samedi!
Michael si chiese se si fosse mai accorto della soavit di
quella voce, della stranezza e dolcezza delle lievi punte di
sonorit isolane nelle sue parole. Era al suo fianco e la
guardava. Qualunque fosse l'essenza dell'amore, pens,
eccola l.
Adesso Baron Samedi riemerse dalle tenebre, intorno al
poto mitan dove lo spirito di Dambala deteneva il potere.
Spingeva una carriola con un ribattino che la faceva sembrare
flessibile. Sopra c'era una capra, la lingua rossa
strozzata brillava pi di tutte le fiamme.
Hi ho Michael! esclam Baron Samedi. Ehi, guarda
qua cosa t'ho portato!
Poi inizi a indietreggiare. Lara and con lui, dietro a
lui. Sopraggiunse la mambo. E di nuovo il gran Baron, il
Baron Samedi.
Chi sei, cristo santo? chiese Michael. Il Baron indietreggiava
velocemente, si muoveva cos in fretta che Lara doveva
affrettarsi per stargli al passo. Ma allora chi cazzo sei?
Baron Samedi prese a ridere, una risata fragorosa ma
falsa come quella di un clown o di un prete. Scosse la carriola
con la capra sopra. I tamburi suonavano per loro.
Quando l'uomo giace tra la vita e la morte, allora deve
fare la mia conoscenza. Ho ho! Che canaglia, Michael! Tu
non sai cosa c' l in mezzo...
 l che c' lui... intervenne Lara. O qualcuno con la
voce di Lara, perch lei non avrebbe mai parlato in quel
modo.
Ehi, Michael! lo chiam Baron Samedi. Vivi per la
domenica o vattene al camposanto! Questo per Michael...
sono o non sono Baron Samedi?
Ascoltalo, Michael! lo avvert Lara. La sua voce sembrava
distante. I fuochi erano diminuiti. La folla si accalcava.
Ecco che dico! url Baron Samedi. Sono il Baron
Samedi. Senza venerd non esisto. E senza domenica non
sono io. In quello spazio... e fece un lungo respiro, pronunciando
una parola che Michael non era nato per ascoltare.
Ma insomma chi sei? gli chiese Michael.
Come risposta ebbe una risata da clown, gli ho ho ho e
lo scuotimento della carriola. All'improvviso si ritrov
Roger Hyde ai fianchi.
Se fossi in te gli disse, non starei qua a giocare....
Cio?
Se fossi in te, salverei la pelle...
Quando si lanci nelle tenebre, sembrava che i tamburi
lo inseguissero. Se ne accorse mentre correva. Ne fu sorpreso.
Comunque era partito e adesso era impossibile fermarsi,
non poteva far altro che aumentare la velocit. La
sterpaglia fino alla cintola continuava a farlo inciampare
gettandolo su un terreno sassoso e spellandolo come se lo
stessero trascinando per tutto il tragitto. Poi si ritrov a
correre nell'acqua bassa, su un fondale roccioso. Davanti
a s scorse dei fuochi. Si volt per orientarsi. Aveva coperto
una grossa distanza dall'albergo. I fuochi rituali ardevano
ancora e contro di essi si potevano riconoscere i contorni
di alcune figure.
I tamburi continuavano a riecheggiare, e ancora una
volta scandivano il tempo. Lui fendeva lo spazio nero,
sguazzando, correndo come se si trovasse nella propria
tomba, fuggendo via dal Baron Samedi, e di quel dio che
presiedeva alla sua vita, di quel signore delle sue avventure
abitava lo spazio tenebroso. Baron Samedi, il signore di
tutti coloro che hanno fatto delle proprie vite una tomba.
I suoi tamburi suonavano ancora per Michael!
Ma anche l davanti si stagliavano dei fuochi, e in mezzo
a loro il tremolio di luci elettriche. Si sentiva rassicurato,
bench l'acqua alle gambe aumentasse di profondit e il
fondale diventasse pi morbido e gli si appiccicasse ai
piedi. Sent dei colpi: qualcuno sparava. Per lo pi erano
singole detonazioni ma di tanto in tanto arrivava una raffica
di armi automatiche. Nessun colpo per era vicino. A
quanto gli risultava.
La spossatezza gli lasciava un sapore di rame in bocca.
Sentiva il proprio respiro, un sibilo completamente arido.
Ancora strozzato dal gusto infuocato dell'alcol, aveva
voglia d'acqua. Correndo abbassava una mano nel tentativo
di raccogliere qualcosa di fresco e potabile: il movimento
gli faceva perdere l'equilibrio, provocando una serie di
bizzarri barcollamenti da cui si riprendeva a fatica. La
mano a coppa tirava su qualcosa di maleodorante, troppo
denso e schifoso per essere bevuto.
Credeva di sentire alle sue spalle degli inseguitori che
sguazzavano nella stessa corrente che stava seguendo,
sparsi a ventaglio da una sponda all'altra. Intravide un'auto
far manovra su un sentiero a una cinquantina di metri
da l, nel bel mezzo di un pendio. I fuochi l davanti erano
vicini alla strada, salivano da fusti che puzzavano di benzina
ed esalavano colonne di fumo nero oleoso, visibili alla
luce delle fiamme. Cumuli di terra rappresa, dai contorni
simili controluce ai rilievi di una carta orografica, circondavano
la collina su cui correva la strada. In cima dei
proiettori illuminavano la vallata. Michael non cerc di
evitare il loro raggio: voleva farsi strada in base a quei
segnali intermittenti.
Mentre correva, per un attimo ebbe l'assoluta certezza
che il Baron Samedi procedesse al suo fianco: non barcollava
goffamente ma si muoveva accanto a lui, per divertimento,
per esercitare il proprio dominio. Michael dovette
concentrarsi per scacciare quel pensiero.
Arrivato sulla strada vide che il suolo mostrava segni di
pavimentazione. Per la prima volta da quando aveva iniziato
a correre dovette confrontarsi con i propri intenti razionali.
Aveva corso esclusivamente insieme al dio. Il dio era
stato il suo inseguitore e il suo traguardo, l'idea stessa di
quella fuga pressoch dissennata, l'atto stesso del fuggire.
Tra le vestigia di quella strada moderna sent che stava
perdendo l'illusione della presenza di quel dio dominatore
o stava vivendo un'illusione in cui se n'era totalmente
liberato. Aveva smesso di correre. Non aveva pi fiato per
farlo.
Davanti a lui c'era un blocu. Una cinquantina circa di isolani,
quasi tutti uomini, occupava la strada. Pile di vecchi
copertoni semibruciati erano ammucchiate ai bordi. Enormi
fusti da cento galloni traboccanti di pneumatici mandavano
un fetore fosco, come di carne cruda macellata o
arrostita, carne viva di qualche grossolano animale. In lontananza
si potevano ammirare ardere intere torri di pezzi
di pneumatici. Altre si stagliavano come pronte per la
prossima occasione, una messa di mezzanotte di Pre
Lebrun, quando la carne viva sarebbe stata meno esotica,
un piatto pi familiare, e la cerimonia mistica sarebbe
stata una transustanziazione al contrario, con ogni granello di vita trascendente bruciato via tra le urla della bestia.
Un giovane tagliatore di canne, enorme, gli si avvicin:
Ehi amigo, portato qualcosa para mi, eh?. Lajan, blan
fece un altro ragazzo. In quell'estremit dell'isola era radicato
il patois. La sua terra. Di chi? Di Lara, si chiamava
Lara. L'anima di Lara era appartenuta a Marinette, come
la sua a Ghede, il Baron Samedi. Ci fu una corsa: lui l'aveva
fatta. Lei era sparita.
Aveva delle mazzette di dollari e di banconote locali. Le
lisci, le schiaffeggi con uno schiocco plateale e le consegn.
Si fece largo a mezze spallate tra la folla, un modo di
avanzare discreto, educato e molto prudente. Quelle elargizioni
sortirono qualche effetto: quando rest a corto di
soldi si trov in mezzo ai disperati e ai disgraziati che
erano stati respinti e nulla avevano da opporre alla sua
paura se non la propria disperata indigenza. Non li doveva
disprezzare: era sopravvissuto al blocu. Per anni non
c'era stato molto turismo sull'isola e l'odio degli isolani si
era alquanto raffreddato.
Camminando ai lati della strada piena di buche non era
mai solo. I fusti gli tenevano compagnia. Delle figure gli
passavano davanti, qualcuna cos velocemente che gli sembrava
di non essersi mosso. In mezzo alle tenebre la gente
urlava il suo nome. Le voci si rivolgevano a lui chiamandolo Legba; a volte credeva di portare un cappello a cilindro.
Sul mento avvertiva i ciuffi di una barba posticcia.
Dietro di lui una macchina suon il clacson. Michael si
spost dalla strada ma l'auto prima guizz in avanti, poi si
arrest. Era una Mercedes, l'elegante parafango coperto
di polvere rossa. La guidava un soldato locale e al suo fianco
sedeva un altro militare con un fucile automatico.
La portiera posteriore si apr e a Michael apparve un
uomo seduto dalla pelle olivastra e dalle gambe slanciate
con un paio di baffi curati. Era in uniforme: il bavero era
ornato delle mostrine rosse degli alti gradi militari inglesi.
Era il colonnello Junot, il detentore del nuovo ordine,
diplomato a Fort Benning e veterano di Grenada.
Caro Ahearn, risparmi la fatica. La porter io dove 
diretto. Mio dio... gli disse notando i pantaloni infangati.
No replic lui, ho risolto tutto.
Il colonnello allung la mano cortesemente e lo afferr
per un braccio. S, s, tutto risolto, molto bene... Avanti,
venga a farsi un giro con me!
Cos Michael sal e il soldato gli porse una copia del
Miami Herald.
Per sedersi... gli spieg il colonnello. La macchina
segu la strada lungo il Morne finch non salirono al di
sopra dell'oceano, le stelle sopra la testa, la luna spuntata
sul limitare del buio orizzonte marino. Nuvole basse si dissolvevano
sulle rocce sporgenti al di sotto della strada.
Troppo scuro... si riesce a vedere solo di giorno, caro
Ahearn.  una delle pi belle viste dell'emisfero occidentale.
I francesi ci volevano combattere la Battaglia dei
Santi. Su quella baia! e indic un punto a destra nelle
tenebre. Be', adesso non si vede.
Dopo aver percorso un po' di strada Junot disse: Dutch
Point! Splendida penisola! Suppongo che lei sappia che di
recente non abbiamo avuto molti visitatori.  per via della
situazione politica piuttosto turbolenta. Sa, contestazioni
sociali....
Lo so rispose Michael.
Be', ecco un segreto: le compagnie di linea continuano
a usare Dutch Point. Basta non dire ai passeggeri dove si
trovano. Gli dicono che  Point Paradise. Cosa c' di pi
dolce? Babbo, mamma e marmocchi a Point Paradise, eh?
Blocca le strade insanguinate e metti una linea di fuoco di
circa centocinquanta mercenari a presidiare la zona.
Lascia un paio di venditori ambulanti in abiti colorati e
una Steel band. Bello, eh?
Un'ottima idea...
S continu Junot, un'ottima idea da parte delle compagnie
di crociera. Luogo paradisiaco... maledetti turisti
che si trastullano tra le onde, senza la bench minima idea
di stare tra l'incudine e il martello, cio in una zona calda.
E no, sono in Paradiso... Se togliessimo i mercenari, quei
bastardi penserebbero di essere spacciati, finiti all'inferno.
Di avere a che fare con qualche tensione sociale.
Ma non  lei che comanda, colonnello?
Junot scroll le spalle con modestia.
Continuer la tradizione di Point Paradise? Con le
linee di crociera?
Certo! Ma un giorno non dovremo pi costruire il
paradiso coi mercenari! Con un po' di fortuna e, purtroppo, un minimo di repressione, riporteremo su tutta l'isola il buon vecchio paradiso! Il paradiso, il paradiso!
Un'esclusiva, un'esclusiva! Junot sospirava e rideva.
Sono preoccupato per la mia amica disse Michael.
Lara Purcell. L'ho lasciata indietro. Temo che l'abbiano ferita.
Conosco la sua storia, Mister Ahearn. So che lei  una persona
di valore, amico di Lara. Bene, non deve preoccuparsi.
Ogni cosa  sotto controllo, hotel compreso. E Lara si
salver, glielo prometto. Non si preoccupi, intesi?
Michael non apr bocca.
Come si potrebbe vivere in un altro paradiso? chiese il
colonnello.
Non riesco a immaginarlo.
La consideri una disgrazia. Un'immensa disgrazia rossa
del cazzo.
Temo di non capire fece Michael. Non sono qua da
molto.
Gi, caro mio... Ma credo che lei capisca, eh? Mi sorprenderei
se non avesse un'idea della situazione...
La strada portava a una concentrazione di luci in quella
che sembrava l'estremit dell'isola. La massa della terra cedeva
il posto a un'ondulata distesa oceanica, illuminata dalla
luna: solo un po' prima delle onde si estendevano campi
delimitati da disegni geometrici di luci rosse e bianche.
Non abbiamo scelta,  cos? disse il colonnello.
Abbiamo ereditato uno stramaledetto paradiso e ora
dobbiamo campare vendendolo! Il paradiso con ogni sballo.
Si appoggi allo schienale dando una pacca sul ginocchio
di Michael.
Eh gi, noi abbiamo tutti quegli sballi che si desiderano
e che non servono. La droga, il caff, il cioccolato, il
rum, il cicchetto al gusto d'arancia, il tabacco, le ragazze e
i ragazzi. Non bisognerebbe cercarli. Fanno male. Senza di
loro si vive di pi ma sono cos piacevoli, oh s... Li vuoi
tutti quanti. Ecco la nostra fortuna.
L'auto pass un posto di blocco all'ingresso dell'aeroporto
internazionale Baia di Tutti i Santi. Ovunque c'erano
soldati in uniforme del nuovo esercito. Guardarono
dentro la Mercedes e fecero segno di proseguire.
Bene! Hands across aaa th.sin! esclam il colonnello, intonando la famosa marcia militare composta da John Philip Sousa nel 1899.
Adesso lei va a Washington... Mi saluti i miei amici. Dica loro che voglio la medaglia dal Presidente! Soldato in guerra contro la droga!
La macchina si ferm e l'autista scese ad aprire la portiera a Michael, che dall'aria condizionata pass alla brezza afosa dell'oceano.
In guerra contro la marijuana. Contro la cocaina. Giusto!
Contro lo zucchero e le caramelle. E contro il rum.
Contro i sigarri! Contro i gioielli di lusso. Contro l'estorsione,
il gioco d'azzardo e ogni genere di malefatta. Dica
al Presidente che l'esercito di Paradise saluta la sua autorevole
figura e che la guerra contro tutto sta andando alla
grande. Gli dica che ho conosciuto il suo pap e che voglio
la medaglia!
Michael aveva solo la borsa a tracolla prelevata dalla
stanza d'albergo. Si fece strada tra i soldati guardinghi
verso il terminal in legno. Accanto un DC7 stava scaldando
i motori, sorvegliato da mezzo plotone di Forze speciali
americane col berretto verde. Michael raggiunse la forte
luce fluorescente del terminal. La giovane cubana al
banco dei viaggi giornalieri controll il biglietto. Sul muro
dietro di lei era appeso uno specchio e lui pot constatare
di non assomigliare a Ghede. Ma il Baron lo stava aspettando
allo sportello Emigrazioni dove un funzionario
della dogana era affiancato da soldati ausiliari. Il responsabile
di quell'ufficio era il Baron Samedi.
Deve avere il foglio rosa lo inform il Baron. Altrimenti
non pu volare.
Michael frug nelle tasche due volte. Poi di nuovo. Rovist
parecchie volte nella sua borsa. Non riusciva a trovare
quel modulo.
Per l'amor del cielo! disse al Baron Samedi.
Non vi sono regole speciali per lei replic il Baron. O
mi d il suo foglio rosa o se ne va. Dietro di lei c' gente.
Michael si gir indietro e vide che delle persone attendevano
il proprio turno.
Ho volato fino a Rodney. Non ricordo di aver mai ricevuto
quel foglio rispose Michael. Devo salire su quell'aereo!
Era il suo unico pensiero ed era disposto a uccidere,
o a morire, pur di salire a bordo.
Stava per perdere il controllo quando vide Junot arrivare
al terminal. Il colonnello lo riconobbe e si avvicin allo
sportello.
Faccia passare quest'uomo ordin. E il mio portavoce.
Il Baron Samedi si era allontanato dal funzionario della
dogana, che con discrezione si fece da parte. Era un messaggio
d'addio, un giochetto tipico di Ghede.
Junot aveva accompagnato Michael nella disadorna sala
partenze. Mentre gli stringeva la mano gir rapidamente
la testa.
Oh oh disse a Michael, vedo una persona che non
desidero incontrare.... Se ne and in fretta per l'uscita
della dogana da cui era entrato.
Michael avanzando verso l'ultima panchina della sala
scorse Liz McKie in piedi accanto alla toilette delle signore.
Sembrava molto arrabbiata. Due soldati locali erano
insieme a lei. I militari al contrario apparivano felici e soddisfatti.
La donna lo vide e lo chiam.
Ges! Cosa combini qua?
Direi che sto partendo...
Credi di partire cos? Lo fiss per un attimo e poi continu:
Controllami 'sta roba!. Era circondata da computer,
macchine fotografiche e registratori, tutti riposti in
custodie di panno con strisce di velcro. Devo andare al
cesso ma non posso lasciarla a 'sti tipi!
Cos ci offende scherz uno dei soldati ridendo. Non
siamo ladri.
Giusto! replic l'altro. Mai rubato a un amico del
colonnello Junot!
Dov' il colonnello? chiese il primo soldato. Non
viene a vederla partire?
Fanculo! rispose Liz, e poi rivolta a Michael: Controllami
la roba come se t'avesse ipnotizzato! Non fare avvicinare
'sti balordi!.
Dobbiamo venire in bagno con lei sentenzi il primo
soldato. Ordini...
Prima che lei potesse reagire, si piegarono in due dalle
risate, sussultando.
Voglio dire precis Liz a Michael, dacci un'occhiata.
Mentre Liz era dentro, i soldati si misero a discutere se
era il caso di far finta di rubare qualcosa, coinvolgendo
anche Michael nello scherzo. Alla fine lasciarono perdere,
forse, pens lui, perch sembrava troppo trasandato e turbato.
Quando Liz torn ai suoi bagagli, Michael and a fare
un giro fino alla veranda della sala, l'unico posto dove
respirare aria fresca. Era una zona ad accesso limitato ma
la sentinella lo lasci passare. S'imbatt nel vento dell'isola
e dell'oceano, il frangipani e i copertoni in fiamme, un
sentore di tanfo di gomma. E da cos lontano - bench
potessero essere anche solo poche miglia - continuava a
sentire i tamburi. Si sforz di capire se quella che sentiva
pulsare laggi era la sua vita, e se lo era, dove propendeva
il suo cuore. Ma quel battito fu solo un battito, dur un
attimo. Nello sfarfallio di luci oltre la recinzione dell'aeroporto
credette di scorgere la carriola, la lingua della capra.
Salirono sull'aereo e Michael vide che uno dei soldati
delle Forze speciali era una donna, con gli occhiali, graziosa,
le spalle da uomo.
Quando Liz tent di avvicinarla, il militare guard dritto
davanti a s e si rivolse a lei chiamandola madame.
S madame soldato... replic Liz.
Come ulteriore umiliazione durante il volo per Puerto
Rico la giornalista venne fatta sedere nelle file posteriori e
dall'altra parte del corridoio rispetto a Michael. La voglia
di farsi una ragione di tutto ci era troppo forte, senza
contare i bonus emotivi.
Non ci posso credere! gli disse. Voglio dire,  tutto
cos folcloristico che non ci credo!
Era stata espulsa come persona non gradita.
Voglio dire, non col giornale, non col Dipartimento di
Stato, ma il mio culo l'hanno sbattuto fuori! Ah, il mio amico,
il mio amore! La gente smise di parlare per ascoltarla.
Voglio dire, ecco servito il vostro spot USA sul Terzo
mondo. Imbroglio di tipo classico. Bene. Dunque, la corruzione
c'. E qualche ufficiale americano di destra ha le
mani in pasta, esatto, con i suoi amici colonnelli argentini,
cileni, i peggiori cabrones, ma, ehi!,  una figata!  una Agata
perch sono delle vere canaglie, non come noi. Noi
siamo i bravi ragazzi, siamo i Berretti verdi donne, controlliamo
tutto e i cattivi li lasciamo da parte. Eccetto poi che
i cattivi non li cacciamo davvero e i bravi finiscono per non
essere molto diversi e, ehi!, tutto sembra uguale. E quando
ci fai caso, ormai le canaglie se ne sono andate, sparite,
nessuno escluso. E qualche giornalista deficiente si
accaparra la sceneggiatura di un tipo e che succede? Eh lo
sapevo! E sai quando l'ho capito? Quando ti ho visto! Chi
cazzo ?, ho pensato. E ho capito che era tutto fottuto...
Mi dispiace disse Michael.
E il mio amico Junot... e il tuo amico... Scosse la testa,
senza parole. E quella donna...
Lara.
S, lei.
Senza la quale, cap all'improvviso Michael, avrebbe vissuto
una vita sospesa al tremito dell'aria, dal ritmo lento,
attimo dopo attimo.
Quando giunsero a San Juan, Liz gli parl di nuovo.
Forse ti sei arricchito, eh? Ti va di parlarne?
No rispose lui.
Ho visto che i tamburi facevano effetto su di te. Conosco
la sensazione. Hai trovato Dio?
No fece Michael. Non  cambiato niente, capisci?
Quel che  successo a te  successo a me.
Liz scosse la testa, guard l'orologio e pianse.
...
.
...
Capitolo 22.
...
.
...
D'estate alla Casa dello studente erano disponibili delle
stanze con bagno. Michael ne affitt una. Ogni giorno si
recava alla piscina del Centro sportivo. Spesso nuotava ore
intere, sbalordendo e lasciando di stucco i giovani bagnini.
Dopo la piscina andava nel suo ufficio e leggeva fino ad
addormentarsi sulla sedia.
Alcuni piani della Casa dello studente ospitavano i dormitori.
Con l'inizio del trimestre a fine agosto la plumbea
quiete del posto esplose in tumulti adolescenti. A volte,
nel cuore della notte, le urla gli davano l'impressione di
essere tornato sull'isola. Aveva paura di nominare quel
luogo, anche nei suoi pensieri.
Arrivando a casa la primavera scorsa, aveva subito percepito
la rabbia latente di Kristin. Dopo tre giorni di vuota
gentilezza sua moglie scopr le carte d'imbarco del volo
per Puerto Rico con Lara.
Allora lasci libero corso all'ira. Con Paul che ascoltava,
si rivolse a Michael come lui non avrebbe mai immaginato
potesse fare. La sua energia era sorprendente, anche
agli occhi di Michael. Acquattandosi come un assassino,
Kristin sfog una rabbia premeditata, cocente, fosforica.
Lo fer in profondit.
Figlio di puttana connivente gli url, tu non ti tieni
un'amante con me, bello mio! Forse i tuoi compari pensano
che sei un figo. Be' io no! Penso che sei un povero sfigato!.
E continu e lui non aveva nulla da opporre se non il
dolore. Aveva avuto tutto il tempo per capire cosa aveva
fatto a Lara. Ci che aveva fatto a Kristin non sembrava
per niente cos brutto ma lei lo brandiva come fosse una
sferza e lo fustigava.
Credi che mi sia messa con te senza avere dei sogni
miei? E che tutto quello che desideravo era piantar rose?
Ma poi ti ho dato tutto. Tutto al tuo servizio. Oh s! E io
che pensavo che tu fossi la fine del mondo, brutto stronzo!
Pensavo che fossi il non plus ultra e che nessuno, solo
io, sapesse davvero quant'eri grande!
Volevo di pi le rispose.
Oh s! Credi forse che non capisca questi desideri? Ma
la mia vita  qua. Il nostro lavoro, nostro figlio. E credevo
che, una volta presi 'sti impegni, con un po' di fortuna la
vita ci avrebbe aiutati. E che avremmo imparato il segreto
per cavarcela sempre meglio. Tu e io. Questa era la chiave,
eh? Noi.
Mise un pezzo di asciugamano di carta sotto il rubinetto
della cucina e si pul la faccia.
Mi dicevo: aspetta, succeder. E invece mi umili con
quella viscida bagascia untuosa. La stangona latina.
Possiamo superarlo replic Michael, possiamo
lasciarci tutto alle spalle.
Non che non sentissi le voci continu lei, o che non
avessi dei sospetti. Ma ho preferito non vedere.
 stato un colpo di testa passeggero ribatt Michael.
Pura pazzia.
Passeggero?
S, Kristin. E finita. Chiuso.
Be', e chi se ne frega! Devo pensare alla mia sopravvivenza.
Mia e di mio figlio.
Un altro guizzo di quella febbre che l'aveva bruciato
durante il viaggio lo attravers. A quanto pareva non era
mai scomparsa. Segu un senso di panico, confusione.
Senti, Kristin, lo so che puoi capirlo.  successo. Io ero
l. Un folle impulso di fuga...
Cambiare vita, eh? Lo capisco. Ma non basta. Confessare
ed essere compresi? Essere assolti? Niente da fare!
Kristin indietreggi, piantandogli addosso lo stesso
sguardo del padre, ormai morto.
Vedi gli spieg, il problema non  la mia vanit.
Rispetto. E questione di rispetto.
Rimase un attimo in silenzio.
Adesso mi sento forte, sai. Ho le idee chiare. Non ti
lascer parlare d'altro.
Non ti lascer mai pi le disse. Che cosa stupida da
dire: riusc a strapparle un lieve sorriso sprezzante.
Tu conosci i segreti del cuore, Michael. Lo so...
Non dimenticarlo replic lui, cercando di volgere la
cosa in battuta.
Per parli troppo. Aveva ragione mio padre.
Mio dio! Quel vecchio verme rincoglionito!
Kristin rise.
Per tu conosci davvero i segreti del cuore. Realmente.
Io riprese Kristin, cerco dei segnali, ci medito sopra.
Rimasero in piedi in cucina senza parlare. Michael la
guardava confidando nel perdono, si sentiva una schifezza.
Io non ho mai messo in dubbio la tua lealt gli disse.
Mi hai umiliata. Guardava distrattamente fuori dalla finestra.
Quando Kristin se ne and, una prima incredibile fiammata
di febbre lo invest. Una vampa di puro calore. I polsi
si attorcigliarono e si gonfiarono a tal punto da non riuscire
a tenere le mani alzate.
Fin cos. Non gli restava altro da fare che andarsene.
Quel giorno Paul lo evit. Prima della fine della settimana
Kristin si procur un avvocato.
Il giorno dopo molto semplicemente si era trasferito alla
Casa dello studente e all'apertura del trimestre era ancora l.
I rumori della notte s'incuneavano nei suoi sogni. Sogni quasi
sempre tremendi e concitati. Incubi sfibranti da febbre.
I sintomi peggiorarono: non resistette nella Casa pi di
una settimana e approd in ospedale con quella che sembrava
dengue. C'erano delle incognite. Uno dei medici
credeva potesse essere un tipo di malaria. Era un caso
molto critico, con complicazioni cerebrali, e per qualche
giorno gli manc la vista. Mezzo cieco, era solo, in un labirinto
grigio lucido, sepolto vivo col suo dolore e le sue
visioni. Si sforz in continuazione di far chiarezza sui tamburi
ma era talmente confuso.
Aveva la sensazione di essere avvolto nella gomma, con
la sete, la febbre e un dolore incredibile che gli rievocavano
il Pre Lebrun. Gli alzarono un muro di tela intorno al
letto. E dentro quel muro, dove era sepolto, cieco, cercava
di trovare Lara. E Lara cercava di trovare lui.
Mentre era in ospedale, Kristin venne a fargli visita.
Aveva l'inconfondibile tenuta marziale.
Far tutto il possibile lo consol. Ma quando fu dimesso
dovette tornare alla Casa dello studente.
I medici lo avvisarono che avrebbe potuto avere febbri
ricorrenti e gli prescrissero delle pillole, con la raccomandazione
di evitare l'alcol.
Phyllis Strom era passata al pi vasto mondo accademico
e ogni due, tre giorni le scriveva una lettera di segnalazione
cercando in ogni modo di non farle fare una brutta
fine. La nuova assistente era arrivata dalla Russia da bambina.
Era sobria, sveglia ed efficiente. Negli ultimi tempi
Michael era stato soggetto a vuoti di memoria e la giovane
faceva del suo meglio per ricordargli tutto ci che andava
fatto. Seguiva anche i suoi corsi, insistendo che era un
vero piacere per lei. Michael non aveva mai dubitato del
proprio carisma in classe. Tutti dicevano che era spiritoso
e acuto. Quell'autunno si sent meno sicuro del solito.
Per tutta l'estate aveva atteso che le conseguenze della
sua avventura venissero a galla. A volte veniva colto da
parossismi di ansia per tutto quello che era successo, e si
trovava incapace di mangiare, dormire o leggere. Altre
volte si scopriva passivo e intorpidito, insensibile alla
paura o al rimorso. I dettagli del viaggio svanirono dalla
sua memoria. Non ricordava nomi n sequenze di fatti.
Alla fine la sensazione di irrealt riguardo il periodo sull'isola
caraibica prese il sopravvento sulla paura. Non accadde
nulla che lo coinvolgesse personalmente. Non ricevette
nessun tipo di messaggio da parte di Lara. Per molto
tempo non ebbe notizia di Liz McKie.
Prese a frequentare Elizabeth, la sua assistente russa.
Niente romanticherie. Cresciuta in provincia come un'eroina
di Cechov, la ragazza aveva capito che lei e i suoi
genitori disponevano di un livello culturale superiore a
quello degli americani con cui vivevano. Il trapianto aveva
minato la salute del padre. Durante tutti gli anni della sua
educazione aveva cercato dei mentori, americani pi colti
della media. Aveva straveduto per un insegnante di liceo.
I problemi familiari la costrinsero ad accontentarsi del college
di Fort Salines, che frequentava col massimo impegno.
Aveva scelto Michael come guida per la fase successiva
della sua formazione, attratta dalla cultura e dalla
malinconia dell'uomo. Bevevano t al limone in ufficio
alle ore pi insolite.
I suoi problemi di memoria dipendono dalla febbre
gli disse una notte. Dovrebbe consultare un medico.
Michael, come al solito, era d'accordo.
 giovane continu la ragazza, deve fare qualcosa.
L'uomo si mise a ridere. E tu sei pi vecchia dei tuoi
anni. Incredibilmente saggia!
Lei  un uomo speciale. Davvero! E eccezionale. La bellezza
che ha assorbito, la poesia, la cultura... Spero che non
pensi che la sto adulando. Lo so, parlo a sproposito...
Oh, lasciatelo dire: mi aduli per il voto.
Posso dire qualcosa di pi ardito?
Ovviamente...
Sua moglie  pazza ad averla lasciata per quel tale.
Cevic.
Lei sa quel che fa. Ho i miei problemi...
Mi scusi... Era tanto per dire che  cos... Michael not
che la ragazza evitava le banalit nelle tre lingue che conosceva.
Cos ingiusto nei suoi confronti. Lo guard con
aria d'intesa. E la cosa peggiore qual ?
Oh... che non ho anima.
Una sera al centro commerciale fece uno strano incontro
con Paul. Era l'imbrunire, una nottataccia ventosa.
Paul stava facendo skateboard con tre amici, e per poco
non si scontr con il padre sulla sponda inclinata di un
parcheggio.
Tranqui! fece il ragazzo. Ogni volta che Michael vedeva
suo figlio restava impressionato da quanto era cresciuto,
le braccia sottili appese alle larghe spalle ossute, le
gambe slanciate e la mascella rigida. Paul gli gir intorno
sullo skate, con quello che sembrava un ostile movimento
di accerchiamento.
Be', come ti va? gli chiese Michael. Il fatto era che si
erano visti molto poco durante l'estate e l'autunno. In
parte era colpa della malattia. Comunque Paul lo evitava.
E per una specie d'impulso autolesionista Michael lo permetteva.
Era anche, pens, un modo per punire Kristin. I
tre amici indietreggiarono allontanandosi da quell'incontro
parentale.
Ehi, tutto ok rispose il ragazzo. La faccia inizi a cambiare:
in pochi secondi mut un'impressionante gamma
di espressioni. A Michael ricord l'atteggiamento di un ha
verso il posseduto.
See, tutto ok. Come stai, vecchio mio?
Non chiamarmi vecchio mio...
Oh, mi dispiace.
Quest'anno andiamo a caccia.
Il ragazzo diede una spinta allo skate e spar con una
specie di terrore. Gli amici lo seguirono in fila.
Finalmente Michael ricevette un messaggio da Liz.
Tienila d'occhio! diceva il biglietto: vi era allegato un
ritaglio della colonna Notizie sulle Americhe del
Miami Herald. C'era scritto che Marie-Claire Purcell era
stata nominata ambasciatrice della repubblica di Santa Trinit
in Francia. Il tutto accompagnato da un piccolo riquadro
della donna.
Di rado Michael faceva la spesa. Comprava i pasti in un
ristorantino greco chiamato, per qualche motivo, New
York Restaurant. Ogni tanto, per una vecchia abitudine
automatica, si ritrovava a passeggiare tra le corsie del locale
supermercato Albertson. Il posto era uno stato mentale,
aveva una luce unica. La gente procedeva con cautela in
una sorta di condizione commerciale studiata, con fare
guardingo, truce, scrutandosi a vicenda con occhiate
segrete. Qualcuno di quegli assalti era erotico, e Michael
era conscio che gli uomini che ci sapevano fare l potevano
rimorchiare.
Un giorno, aggirandosi per Albertson, vide Kristin e
Norman Cevic fare compere insieme. Norman spingeva il
carrello e Kristin esaminava gli scaffali, pronta ad agire, a
scovare offerte speciali, prendi due al prezzo di uno,
buoni spesa. Michael si avvicin di nascosto alla parete.
Inforc gli occhiali per osservare la scrupolosa raccolta
della donna. Gli sembrava di conoscere alla perfezione
ogni suo movimento. Non riusciva a credere che non
sarebbe tornato a casa con lei.
Insieme erano molto teneri. Cevic, pens Michael, sembrava
pi giovane. La sua rozzezza era attenuata. Kristin
era in pace. Facevano compere. In fila alla cassa Cevic
allung una mano sul sedere di Kristin. Come Michael si
aspettava, lei, senza dire una parola e senza voltarsi, gli
scost la mano. Previde quel gesto con la stessa esattezza
con cui conosceva la sensazione di quel caldo jeans. Prima
di afferrare la mano dell'uomo la premette contro il proprio
didietro per un attimo, una frazione di secondo. Cos
sembr a Michael.
Li guardava in coda alla cassa, scherzavano sui titoli dei
giornali scandalistici, entrambi col portafoglio di fuori.
Cevic riusc a tenerle la mano. Michael non aveva nulla da
perdere, cos gli sembr: era guidato, potevano essere il
petro, pens, il loa a comandarlo. Sarebbe balzato su di loro
prima che potessero raggiungere la macchina di Kristin.
Li avrebbe uccisi con le proprie mani.
Il giorno dopo and dal medico per farsi prescrivere dei
sonniferi e dei calmanti.
E cosa se ne fa? gli chiese il giovane dottore sfacciato.
Autodisciplina sociale rispose.
Il medico lo guard a lungo ma alla fine Michael ottenne
le sue pillole.
Si era aperta la stagione della caccia. Dagli alberi brulli
di Fort Salines pendevano le carcasse. Ovunque uomini e
donne negli sgargianti colori Dayglo. Istintivamente chiam
Alvin Mahoney. Dall'inizio del trimestre l'aveva visto
solo due volte. In entrambi i casi Alvin aveva avuto fretta
di andare altrove. In realt si era comportato come fosse
offeso per qualcosa, ma non era credibile. Si trattava solo
di imbarazzo e timidezza. Il maldestro Mahoney.
Alvin! Sono Mike!
Seguro! esclam l'uomo.
Che vuol dire seguro?
Alvin cerc di ridere compostamente.
Pensavo di sforacchiare qualche creatura gli disse
Michael. Che ne dici?
Seguro... Poi silenzio. Infine aggiunse: Sai che ho la
schiena distrutta. Non sono... lo sai....
Non sei cosa, Alvin? Non aveva idea del perch avesse
chiamato quel poveretto. Perversione. Be', ho promesso
al mio ragazzo che stavolta l'avrei portato.
Paul?
Paul, mio figlio conferm Michael.
Oh certo.
Quell'uomo era un vero fastidio.
Alvin, ti spiace se prendo in prestito un paio dei tuoi
fucili per domani? Forse il calibro dodici.
Be' ne ho solo due. Li vuoi pigliare entrambi?
S, se posso. Se per te non  un problema...
Difficilmente Alvin avrebbe rifiutato, bench ne fosse
molto tentato.
Quasi nessuno fece caso alle due volte che Michael pass
e ripass con le doppiette dalla Casa dello studente, le
canne che spuntavano da una scatola sfasciata di cartone.
Quella sera chiam Kristin. Era il luned della seconda settimana
della stagione.
Senti, replic lei, non m'hai detto niente. Paul non 
pronto, non ha il permesso per i minorenni. Evidentemente
ti va di scherzare....
Apri bene le orecchie ribatt Michael. Passer in
mattinata e gli chieder se vuole venire.
Ti sei bevuto il cervello? Dico davvero! Per nessuna
cazzo di ragione andr a caccia con te! Avresti dovuto...
ma poi si ferm.
Giusto, avrei dovuto portarlo l'anno scorso.
Verso le due di mattina inizi a bere, scotch liscio, guardando
un film degli anni Settanta senza audio. Allora
pens a quanto fosse stato brutto e stupido quel decennio.
Che disgrazia aver trascorso la giovinezza in quel periodo.
Dopo un paio d'ore prese un po' di attrezzatura, il fucile
e si diresse in macchina a quella che era stata casa sua.
Lasci le armi in auto.
Arriv che era ancora buio. Suon al campanello e buss. Indietreggiando vide le luci del primo piano accendersi.
Bell'oltraggio del cazzo, pens. Era casa sua...
Dentro, Kristin e Norman stavano urlando. Apparve la luce, la porta si apr di colpo: si vedeva Norman appostato sulle scale.
Levati dal cazzo, Michael! Levati dal cazzo! Ho chiamato la polizia. Ho una pistola. Anche Kristin ce l'ha. Sembrava
averne una in mezzo alle ginocchia, tra i pantaloni del pigiama. Ma quello che Michael vedeva era tremendo: una persona a petto nudo, villosa e inferocita.
Grande Scott! replic Michael. E Kristin? E Paul?
Kristin e Norman si scambiarono altre parole urlando.
Pazzo fottuto! inve Norman. Stronzo beone! Ma ti uccido se non ti levi dalle palle!
Be', sai amico, sarebbe proprio un bell'omicidio, sono senza pistola. Cio  in macchina, non vado ad agitarla in giro.
Pa'?
Nell'angolo c'era Paul in piedi, visibile alla luce della veranda. Sopra il pigiama indossava un giubbotto dei Vikings. Cevic e Kristin urlarono il suo nome.
Ehi, Paul gli disse Michael, pensavo che ti andasse di venire a caccia. Lo so,  un po' improvvisato, il momento e tutto il resto. Ti ricordi che te ne avevo accennato?.
Gi rispose Paul, ma adesso non mi va. Un'altra volta...
Giusto ribatt Michael. Ricordi l'anno scorso? Ne avevamo parlato... di cosa? Degli aspetti religiosi della caccia. La questione etica...
Esatto fece Paul. Il dominio e roba del genere...
Kristin si affacci alla porta e squadr il suo ex. Lui ricambi lo sguardo per un attimo, poi si rivolse al figlio: Dai, Paul, vieni a darmi un bacio.
Paul guard la madre, avanz e baci timidamente Michael sulla guancia. Aveva insegnato al ragazzo che esisteva un modo corretto per fare ogni cosa, e adesso lui cercava di stare attento per non sbagliare.
La mia benedizione non vale nulla gli disse Michael, ma io te la do lo stesso.... Sulla soglia di casa si rivolse a
Kristin: Suppongo che tu non mi voglia baciare?.
Esatto gli rispose. Sta arrivando la polizia.
Ottima ragione replic Michael. E come sta il tuo fidanzato? Ehi Norman lo chiam dolcemente, mi vuoi baciare?.
Non vuole baciarti tagli corto lei, un sorrisino runico da Gioconda. Va' a casa, torna a letto.
Cristo mi sorride, pens lui. Che tipa tosta! Ma quando torn a guardarla le vide gli occhi pieni di lacrime. Forse un perdono momentaneo, forse un amore rinnovato che alimentava le ceneri di quello vecchio. Pens al potere di Erzule. Tutto era possibile.
Dai, piccola, andiamo a letto di sopra: pens di dirglielo.
Ma non glielo disse. L'agente Vandervliet era arrivato.
Il giovane sbirro scese gi e rimase nel turbinio di luci proveniente dai fasci rossobl della vettura. Si comportava con la prudenza consigliata nei casi di alterchi domestici.
Ehi, professor Ahearn! Ehi Miss Ahearn! Michael not che Kristin era ancora sulla soglia. Professore, posi a terra la pistola!
Non ce l'ho! E in macchina!
Qualcuno ha una pistola?
Lasciarono che controllasse da solo. Michael pensava con una certa soddisfazione a Cevic rannicchiato al buio come un cecchino, mentre cercava di far emergere dalle tenebre il fucile.
Bene fece Vandervliet, ci hanno detto che era presente una pistola.
Il poliziotto ne voleva parlare. Michael si mise a sua disposizione, lasciando che l'energica coppia tornasse nella litigiosa alcova. Nel giro di pochi minuti riusc a dimostrare che non era stato commesso nessun crimine.
Mi ricordavo che teneva un vecchio cane qua fuori comment l'agente. Eh?
Quel cane? Morto...
Sotto le ossa grigie di un cielo a pecorelle, Michael punt a ovest verso la palude in mezzo ai boschi dove era andato a caccia l'anno prima. La giornata era fredda e ventosa. Qualche fiocco ghiacciato sbatteva sul parabrezza, ma come allora a terra non c'era neve. Campi di mais morto, gli steli ridotti a monconi, soccombevano al brutto tempo. Qualche miglia pi in l pass davanti al genuino Bierstube di Ehrlich. Una mezza dozzina di furgoncini era gi radunata di fuori con le carcasse da esibire. Sul tetto un'insegna prometteva musica per la sera.
Nella contea successiva si estendevano campi incolti intervallati da rocce glaciali e pioppeti. Granai abbandonati s'infossavano nell'erba alta. Ogni miglia una roulotte spiccava mezza nascosta tra i boschi selvaggi, visibile dalla strada in quel periodo dell'anno a causa dei rami spogli degli alberi. Dai comignoli di qualche roulotte saliva del fumo. Accanto alla maggior parte dei caravan c'erano uno o due vecchie macchine scassate.
Quando raggiunse Il Cacciatore svolt nello spiazzo e parcheggi vicino a una Lincoln Blackwood nuova di zecca. La macchina era una favola, l'alluminio lucidato delle fiancate e il finto legno esotico. Sembrava enorme e lussuosa in mezzo ai catorci davanti al locale. Schierate l vicino c'erano una Buick Century ammaccata, una Sierra e un paio di Harley.
Il bar del Cacciatore era pi scuro di quanto si ricordasse, pi che altro un riparo dallo sconfinato cielo freddo.
Michael lasci la propria irritazione di fuori con la macchina.
Cercava Megan, la barista. Chiese al vecchio al bancone.
Malata rispose quello.
Mi spiace.
Un amico?
Venivo qua, caccia al cervo.
Il vecchio, che aveva gli occhi acquosi dello stesso colore di Megan, lo scrut con diffidenza.
La stagione  iniziata col piede sbagliato...
Venivo qua a prendere una bottiglia di whisky irlandese...
Willoughby. Non capiva cosa intendesse il vecchio per piede sbagliato. Lo tiene ancora?
C'erano altri clienti. Due coppie piuttosto giovani a un tavolo dietro si erano voltate con aria da ubriachi. Dalla loro postazione si alzava un odore lieve e stantio di marijuana.
Per un momento il vecchio barista rest dov'era a fissarli.
Vado a prenderlo borbott.
Michael guard il bancone, lasciato incustodito. Una donna in carrozzella sbuc dalle tenebre sul retro. Era magra e sorridente. Il collo era sorretto da un supporto che faceva parte della carrozzella. I jeans e la camicia erano troppo larghi.
Il barista torn con la bottiglia e disse: Ecco Megan. Ehi Megan, ti ricordi di questo signore?.
Ci che cerc di dire poteva significare qualsiasi cosa.
Non riusciva a guardarlo in faccia. Chinandosi per darle la mano Michael sent odore di tabacco e marijuana nei capelli, e altre cose. Uno dei clienti maschi di mezza et si avvicin senza parlare e la aiut a spingere la carrozzella.
Encefalite... sospir il vecchio. Eccola l.
Mi spiace tanto.
Il vecchio si pieg in avanti guardando con aria d'intesa verso dove la ragazza si era diretta.
C' chi dice che non  cos, che  andata in citt e un'overdose...
Il cielo si stava scurendo, grigiobl e tempestoso. Per un po' Michael segu la strada a due corsie tra i campi rovinati, poi svolt in un sentiero sterrato, prossimo al limite della vegetazione arborea, convinto che portasse a un torrente.
Invece girava a sinistra e all'estremit di un pendo brullo incrociava un'altra strada ad angolo retto. Gli angoli d'intersezione erano netti, conformi a qualcosa, si disse, ma chi poteva dire cosa?
Accost e apr la bottiglia di whisky. Nonostante il gelo il liquore lo faceva sudare. Gli vennero le vertigini e si appoggi al finestrino. Credeva di sentire i tamburi all'orizzonte.
La febbre gli esplose dagli occhi e lui li chiuse.
Prima di vederla sent il rumore degli zoccoli. Apparendogli lei fren il grosso cavallo nero facendolo andare al passo. Indossava una giacca imbottita, dei pantaloni alla zuava e un casco da corsa. Si tolse il copricapo e sciolse all'indietro i lunghi capelli neri. Aveva pi ciocche grigie di quante ne ricordasse. La faccia era pi magra, gli zigomi pi prominenti, la carnagione un pelo pi scura.
Michael rest colpito dalle dimensioni terrificanti della cavalcatura: era un castrone corvino dagli occhi enormi...
Il tuo cavallo disse Michael, sembra che mangi carne....
Proverbio dell'isola sentenzi lei, i grandi cavalieri non possono cavalcare piccoli cavalli....
Be', lo sai che sono ignorante su les mystres.
Ignorante su les mystres... gli fece il verso. Per sei tornato sano e salvo.
Anche tu.
Adesso vivo in Francia.
Lo so.
Sono libera. Si pu dire che Dio  stato buono. Il cavallo sembr imbizzarrirsi. La donna tir le redini mentre l'animale spingeva verso il margine erboso della strada, si raddrizzava e ritornava in posizione.
Non con me.
Lei rise. Oh, Michael, ma tu mi hai tradita!
Sapevi che l'avrei fatto. Mi hai portato all'inferno.
La donna scosse la testa e facendo attenzione smont.
Teneva le briglie corte e con la mano libera gli tocc il viso.
No... No...
Era l'inferno...
Amico mio, era tutta un'altra cosa. Quello che vedi
ovunque... cos era.
Spiritus ubi vult spirat! No, grazie. Era il regno del diavolo.Ci sto ancora.
La donna affond le mani nella tasca del giubbotto cachi e tir fuori qualcosa da mostrargli. In mano aveva degli smeraldi. Molto grossi, cos sembrava, tagliati e lucenti anche al buio.
Eh voil! e glieli mise sotto gli occhi.
Complimenti! Buon per te.
Ma non vedi,  un segnale... Non ne vuoi uno? glieli spinse davanti. Dai, guarda, te ne dar la met. Scegli!
No.
Esasperata, quasi arrabbiata, rimise via le gemme e torn in sella.
Ah, povero amico mio! Il prestante cavallo era impaziente.
Hai ottenuto ci che volevi.
L'ho ottenuto ripet Michael.
In un modo o nell'altro. Perch non c'hai pensato? Ti
si  palesato e per salvarti l'hai tradito... Pensaci...
Non voglio pensarci.
Giacch eri l, i misteri ti si sono svelati gli disse Lara.
Al tuo servizio, finch il tuo cuore non si  indurito...
Eri tu Marinette? Lo sei?
Di nuovo solo Lara. Uscita da una boccetta. Come
Marinette, se tu fossi stato meno pauroso ti avrei salvato.
Era l'inferno ribatt Michael.
Dimenticalo allora! Non rivolgere simili domande a te
stesso! Senn impara a vedere pi chiaramente. Forse allora il tuo cuore verr messo a nudo.
Forse in sogno...
Forse. Certo, perch fare domande  da bambini, no?
Il cavallo fece un passo verso di lui. Michael indietreggi, facendosi da parte. I misteri, le storie sono per bambini.
A proposito, come sta il tuo adorato ragazzo?
Bene.
Grazie a Dio, eh?
Annu.
Coraggio allora! lo esort, il tono non era derisorio ma amichevole o fraterno. Lui si spost dall'incrocio per farla passare, e lei cavalc nella direzione in cui era orientata.
Impossibile per Michael immaginare cosa le avrebbe riservato quella strada.
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FINE.
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Nota dell'autore.
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Santa Trinit  stata ispirata da una visita ad Haiti insieme a Madison Smartt Bell, il grande narratore della Rivoluzione haitiana. Grazie alla sua piacevole compagnia e guida ho potuto partecipare a una serie di avventure che ho trasposto agli abitanti di Baia delle anime. Con lui ho sentito i tamburi e visto i fuochi ai crocicchi.
Madison non ha alcuna responsabilit per le variazioni del culto praticato nella mia isola di Santa Trinit. Gli spiriti persi nel passaggio attraverso la Baia delle anime sono alla ricerca della propria luce, e insieme a me invocano la sua benedizione.
Desidero anche onorare doverosamente il ricordo di Maya Deren, bella ed eroica cavallerizza delle stelle, autrice di Cavalieri divini, la pi importante opera sul vud. Le sue illuminazioni guideranno sempre le anime erranti, tutti i nostri fratelli e sorelle perduti verso il raggiungimento della luce l dove il mondo ha avuto origine.
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Action de grace.
ROBERT STONE.
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FINE.